Scontrini fiscali, in arrivo il condono: ecco come funziona in 3 punti

Nuovi incentivi su diversi aspetti, ma arriva anche un provvedimento che ha creato una discussione divisoria: la sanatoria degli scontrini. Ecco i dettagli che devi conoscere sul suo funzionamento

Scontrini fiscali, in arrivo il condono: ecco come funziona

All'interno del recente decreto energia del governo Meloni, che include incentivi come il bonus carburante e sconti per le bollette energetiche, spicca un provvedimento che non smette di far discutere: la sanatoria sugli scontrini fiscali.

Questa misura è stata inserita per "salvare" circa 50mila piccole attività commerciali dall'annullamento della loro licenza a causa di irregolarità riscontrate negli scontrini, fatture e ricevute fiscali. In pratica, il provvedimento offre una sorta di redenzione a coloro che hanno violato gli obblighi di registrazione delle transazioni finanziarie e, di conseguenza, hanno presentato dichiarazioni dei redditi contenenti informazioni inesatte.

Il funzionamento della sanatoria dedicata agli scontrini fiscali

Ma come funziona esattamente questa sanatoria? Si tratta di un procedimento di "ravvedimento operoso" che non implica riduzioni nelle somme da pagare ma mira a evitare sanzioni accessorie, come la sospensione dell'attività commerciale. I commercianti che hanno commesso irregolarità tra il 1° gennaio 2022 e il 30 giugno 2023 possono "riparare" la loro situazione con il Fisco attraverso questo meccanismo.

Questo processo richiede innanzitutto che i commercianti riconoscano le loro violazioni e presentino una regolare denuncia delle stesse. Successivamente, devono procedere con il pagamento delle imposte dovute e degli interessi di mora, senza ulteriori agevolazioni finanziarie. L'elemento chiave di questo ravvedimento è la possibilità di evitare le sanzioni accessorie, il che significa che i commercianti possono continuare la loro attività senza il timore di veder sospesa la loro licenza o di dover affrontare altre conseguenze gravi.

Tuttavia, è importante notare che il ravvedimento deve essere completato entro il 15 dicembre 2023, scadenza che non può essere procrastinata. Pertanto, i commercianti che intendono beneficiare di questa sanatoria devono agire tempestivamente per regolarizzare la propria situazione fiscale entro i termini stabiliti.

Le diverse reazioni a questa sanatoria

La sanatoria sugli scontrini fiscali ha scatenato opinioni contrastanti, sia all'interno della classe politica che nell'ambiente imprenditoriale. Il responsabile economico del Pd, Antonio Misiani, ha espresso delusione per il decreto, sottolineando che l'aumento delle accise sui carburanti ha portato a un considerevole aumento delle entrate statali, ma il governo ha risposto con un bonus una tantum di 80 euro, una cifra modesta rispetto alle pesanti tasse che gravano sugli automobilisti.

Valutazioni divergenti anche tra gli imprenditori

La sanatoria sugli scontrini, insieme ad altre misure presenti nel decreto, ha generato dibattito tra gli imprenditori. Giulio Felloni, presidente di Federmodaitalia-Confcommercio, ha espresso un giudizio più positivo.

Il presidente sostiene che questa sanatoria per le violazioni degli obblighi di trasmissione all'Agenzia delle Entrate riguardo agli scontrini elettronici rientra nella serie di interventi mirati a promuovere il rispetto spontaneo delle norme da parte dei contribuenti e a stabilire un rapporto più cooperativo e trasparente con l'Amministrazione finanziaria.

Non mancano le critiche sindacali

Nonostante ciò, non tutti nel mondo sindacale hanno accolto questa misura con favore. Pierpaolo Bombardieri, leader della Uil, ha criticato la sanatoria, sostenendo che in Italia ci sono molte persone oneste che adempiono correttamente al pagamento delle tasse, e avrebbe preferito che il principio del rispetto delle regole fosse applicato in modo più uniforme.

La sanatoria sugli scontrini continua a generare dibattiti e polemiche, evidenziando opinioni divergenti sulla sua efficacia e sulla giustezza di concedere condoni fiscali a chi ha commesso irregolarità durante il periodo considerato dal decreto.

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