Tempi di vacche magre per i Comuni. Il lavoro langue, mancano fondi e si cerca di far cassa attingendo tutto dove si può: anche dall'Imu prima casa. Agli onori della cronaca, in questi giorni, ci è finito il Comune di Bologna, che tra i primi nel nostro paese ha fatto partire la bellezza di 2.000 cartelle esattoriali per recuperare proprio l'Imu sulla prima casa delle famiglie bolognesi. Queste cartelle esattoriali sono state racapitare ai coniugi che risultavano essere residenti in due città diverse, e per i quali le due abitazioni risultavano come quella principale. Dando diritto all'esenzione Imu.

Il Comune di Bologna ha, quindi, iniziato a rivalersi del tributo mancato del 2015. Legge alla mano ha diritto a riscuotere quando non pagato fino al 2020. Non appena la notizia ha iniziato a circolare è scattatto il cosiddetto tam tam mediatico, che è arrivato a coinvolgere anche Alberto Zanni, presidente di Confabitare, che ha affermato:

Non si tratta di furbetti che mascherano la seconda casa al mare come abitazione principale per avere le agevolazioni. C’è gente che risiede in due case di proprietà in due Comuni diversi per motivi lavorativi e si ritrova questa spada di Damocle di 5 anni di arretrati da pagare.

Imu e doppia residenza!

La storia della doppia casa e della doppia residenza non è assolutamente nuova. Sono stati anche definiti i cosiddetti furbetti dell'Imu: stiamo parlando di quelle coppie che essendo titolari due immobili, decidono di stabilire la propria residenza ognuno in un'abitazione diversa, in modo da poter ottenere l'esenzione dell'Imu sulla prima casa per entrambi gli immobili. Potrà così capitare che il marito abbia la propria residenza nella cassa di città, mentre la moglie la colloca in quella al mare. O in montagna. Entrambi dichiarano che la rispettiva abitazione è a tutti gli effetti la prima casa ed in questo modo il gioco è fatto. Ottengono l'esenzione.

Questa sorta di furbata è finita molte volte sotto la lente di ingrandimento dei giudici della Cassazione, che proprio di recente, con la sentenza n. 28534 del 15.12.2020, sono intervenuti sull'argomento. La Suprema Corte ha stabilito che l'esenzione Imu è ammessa solo e soltanto nel caso in cui moglie e marito risultino residenti nello stesso immobile. Ma non solo: devono anche abitarci dentro. Grazie a questa decisione è stato dato un deciso stop a quanti avessero intenzione di travestire da prima casa quella al mare.

Quando è prevista l'esenzione per la prima casa!

Il legislatore ha previsto delle esenzioni dal pagamento dell'Imu per quella che dovrebbe essere considerata come abitazione principale. Ma in questa definizione, in estrema sintesi, cosa rientra? L'abitazione principale è dove il proprietario dell'immobile:

  • sia residente;
  • abbia fissato la propria dimora abituale. In alternativa abiti in questo immobili per la maggior parte dell'anno.

Ai fini pratici per riuscire ad ottenere l'esenzione dal pagamento dell'Imu è necessario che il contribuente trasferisca la residenza anagrafica all'interno del'immobile. Deve, però, abitarvici dentro anche stabilmente e materialmente. Il legislatore ha previsto questo doppio requisito per evitare che i cosiddetti furbetti dell'Imu spostino la propria residenza in un immobile che non abitano stabilmente, solo per poter godere delle esenzioni previste dalla legge. Per verificare che una casa sia utilizzata poco o niente nel corso dell'anno, sarà sufficiente controllare le utenze. Il fatto che vi siano consumi elettrici ridotti al lumicino è sinonimo che nell'abitazione non vi abita nessuno.

Cambia qualcosa per una coppia sposata? Poco o niente, per poter ottenere l'esenzione dal pagamento dell'Imu per la prima casa è necessario che il proprietario abbia trasferito la propria residenza nell'immobile in questione. In questo caso, però, è necessario che all'interno di questa abitazione si realizzi anche la convivenza dei coniugi. In altre parole, in questo caso, per ottenere le esenzioni Imu previste dalla legge è necessario che nell'immobile si realizzi la residenza della famiglia, non quella dei singoli coniugi. Questo significa che il contribuente, per ottenere l'esenzione, deve dimostrare che all'interno della cas vi sia la dimora abituale di tutti i familiari.

Quando decade l'esenzione Imu!

Nel caso in cui i coniugi dovessero avere la propria residenza in due Comuni diversi, questo significa che tutte le esenzioni sulla prima casa decadono in maniera automatica. In più occasioni la Cassazione è tornata su questo argomento, ricordando che l'esenzione è prevista solo e soltanto per la casa principale: per essere tale, è necessario che al suo interno il possessore ed il suo nucleo familiare vi dimorino stabilmente, oltre che risiedervi angraficamente.

Le cartelle esattoriale del Comune di Bologna partono proprio da questo presupposto. Davide Conte, assessore al Bilancio del Comune di Bologna spiega che sono

17mila i nuclei bolognesi con almeno due immobili in Comuni differenti. Di questi, poco piu di duemila hanno spezzato il nucleo per godere del vantaggio fiscale. Non si tratta di furbetti, ma di una interpretazione della norma che è stata superata dalla Cassazione. C’era un’incertezza interpretativa, poi definita dagli ermellini.