Si torna a discutere della sorte del Superbollo, l’addizione erariale applicata a tutti i possessori di veicoli con potenza superiore ai 252 CV.

Le nuove disposizioni contenute nella nuova riforma fiscale non lasciano presagire nulla di buono, soprattutto per quanti hanno chiesto l’abolizione di una sovrattassa che, oltre a mettere in difficoltà il mercato delle auto di lusso, fa sborsare un sacco di soldi all’anno.

È possibile che si sia finalmente giunti alla chiusura di un capitolo aperto da troppo tempo o saremo ancora tenuti a pagarla?

Cosa dice il Governo?

Vediamolo nell’articolo.

Superbollo: perché chiedere l'abolizione?

La richiesta dell’abolizione del Superbollo non era stato un capriccio del momento, né tantomeno un desidero espresso da chi possiede auto di lusso e non vorrebbe fare la fatica di pagarne il bollo.

Il motivo che sta alla base dell’idea di volerla togliere definitivamente, è legato al fatto che la sua introduzione abbia messo in seria difficoltà l’andamento delle vendite nel mercato automobilistico del settore.

Come spiega alvolante.it:

“la sua introduzione ha infatti provocato una riduzione delle immatricolazioni di vetture oltre i 185 kW, un crollo dei passaggi di proprietà per le auto usate, un fenomeno di esportazione di auto interessante dalla tassa: tutte cose che significano meno introiti per lo Stato”

A rendere ancora più difficile la situazione, anche il peggioramento del divario tra i normali possessori di auto e i possessori di auto di un certo calibro, che hanno visto una maggiorazione dell’importo oltre il limite.

Introducendo questa addizione erariale (perché la definizione è questa) ci si è basati sul fatto che i possessori di tali veicoli potessero fare fronte ad un pagamento superiore, appunto perché in possesso di molti guadagni.

Purtroppo, non si è pensato ai costi di gestione che questa manovra potesse avere.

Non si sono considerate nemmeno le conseguenze sui passaggi di proprietà delle auto usate (ridotti al minimo) e all’aumento di auto con targhe straniere in circolazione.

Non si è pensato proprio a nulla, se non a far sborsare ai soggetti interessati dalla sovrattassa un bella somma di denaro.

Il video di Masterpilot Emiliano Perruca Orfei, ci spiega in che modo la follia legata al pagamento del Superbollo abbia trovato modo di continuare:

A tentare di porre rimedio alla situazione ci avevano pensato le Commissioni Finanze e Senato, cercando di portare il Superbollo verso l’eliminazione o almeno, ridurre il peso economico che questo ha sui contribuenti.

Spiega facile.it:

“La legge delega prevede un taglio tra 500 e 800 milioni di euro che andrebbero entro fine anno ad alleggerire le tasche degli italiani mandando in soffitta tanti pagamenti inutili e dispendiosi”

eliminando tutti i micro tributi che altro non fanno, se non aumentare i costi per lo Stato, si riuscirebbe a semplificare una volta per tutte l’intero aspetto fiscale in materia.

Sfortunatamente, per fare in modo che questo progetto si potesse compiere a realizzazione, sono necessari ben 250 milioni di euro.

Una cifra che fà accapponare la pelle e che il Governo, non è proprio in vena di stanziare, soprattutto ora che ha già molte cose per la testa e altrettanti impegni da assolvere prima di potersi dedicare alla questione. 

Superbollo: cos'é, quando si applica e come si calcola?

Per capire in che modo il Superbollo sia un’addizione erariale spropositata, occorre far luce sulla sua natura e sulla sua funzione.

Il Superbollo, è da sempre, il nemico giurato dei possessori di auto di lusso perché ha un forte potere penalizzante in termini di tasse automobilistiche.

Il calcolo della maggiorazione applicata ai veicoli con una certa potenza, si basa sui chilowatt che lo stesso veicolo possiede.

Questo dato si può trovare nel libretto di circolazione della propria auto al quale, se superiore alla soglia dei 185 kW, si dovrà aggiungere 20,00 euro in più rispetto all’importo normale previsto per il bollo.

Inoltre, si deve considerare anche l’anno di costruzione del veicolo in modo da poter verificare di avere diritto alla detrazione, oppure no.

Infatti, se da un lato è vero che il bollo dev’essere pagato da tutti i cittadini, è anche vero che il Superbollo può essere soggetto a riduzioni dell’importo.

Queste riduzioni vengono calcolate dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di costruzione dell’auto e operano in percentuale:

  • 60% dopo 5 anni
  • 30% dopo 10 anni
  • 15% dopo 15 anni
  • azzeramento del Superbollo dopo 20 anni

Qualora risultasse difficile provvedere al calcolo senza l’aiuto di un sistema sicuro e certo, l’Agenzia delle Entrate ha disposto un calcolatore che può essere utilizzato da tutti.

È sufficiente recarsi nel sito ufficiale e andare alla pagina riservata ai “Servizi”.

Una volta effettuato l’accesso, il possessore del veicolo di lusso può inserire tutti i dati che servono al calcolo, ovvero:

  • targa del veicolo
  • regione di residenza
  • anno di riferimento del Superbollo
  • mese e anno di scadenza del bollo
  • riduzione per in base agli anni del veicolo

Ottenuta l’entità dell’importo da pagare, il soggetto può versare la somma mediante modello F24, la cui compensazione è esclusa.

L'articolo di Pierpaolo Molinengo per Trend-online spiega chi non dovrà pagare più il bollo auto, grazie ad un cambio di idea dell'ultimo momento di Mario Draghi. 

Superbollo: i trucchi per non pagarlo

In tanti si sono sempre chiesti se sia possibile raggirare il sistema ed evitare di pagare il Superbollo.

Ovviamente, tutto si può fare ma bisogna prestare attenzione a come lo si fà perché il più delle volte il gioco non vale la candela.

In rete si consigliano tanti modi per evadere dal pagamento del Superbollo.

Il primo fra tutti è quello che suggerisce l’utilizzo di una targa estera oppure la stipulazione di un contratto di leasing con società al di fuori dell’Italia.

Un metodo alternativo potrebbe anche essere quello di trasformare la funzione del proprio veicolo in autocarro ma vi sono dei requisiti da rispettare non proprio facili.

Infatti, non è sufficiente cambiare il codice sul libretto di circolazione e impadronirsi della strada.

Bisogna fare attenzione ai limiti concernenti il trasporto di merci e persone per puro scopo lavorativo, e non di piacere.

Un ultimo metodo potrebbe essere quello di iscrivere l’auto all’ASI, ma per fare ooccorre che questa abbia compiuto più di 20 anni dalla data di immatricolazione o dalla data di costruzione, diventando a tutti gli effetti  un’auto storica.

Anche qui, esistono dei paletti da rispettare e non è una passeggiata.

Potremmo dire dunque, che tutte le procedure  viste finora che richiedono tempo e una buona dose di fortuna ( per non dire qualcosa di più volgare) al fine di evitare pensanti sanzioni.

Al momento, come spiega tomshw.it:

“l’unico escamotage lecito per avere una vettura ad alte prestazioni e non dover pagare il Superbollo sembra essere quello di prendere una soluzione ibrida di qualsiasi natura, il calcolo del Superbollo su questi veicoli viene fatto solo sulla sezione endotermica.”

Magari ci si potrebbe pensare su, che dite?

Se consocete qualche esperto del mestiere, una persona di fiducia che possa aiutarvi a non spendere nemmeno un soldo per il Superbollo tanto vale provare. 

L'importante è che poi la faccenda non vi si rivolti contro.

A volte basta proprio un attimo per ritrovarsi a dover pagare sia il Superbollo, sia le ulteriori sanzioni relative alle difformità tenciche del veicolo o, peggio, alla circolazione non consentita. 

Superbollo: niente abolizione, la decisione é presa!

Per quanto noi stessimo a parlare di come fare per non pagare il Superbollo, secondo quanto espresso dal Senato in una delle ultime riunioni, staremo solo perdendo tempo.

L’emendamento presentato da Fratelli d’Italia all’esame del decreto fiscale è stato respinto in pieno, chiudendo la porta in faccia all’abolizione della sovrattassa automobilistica.

Un no che è arrivato come una doccia fredda, ma che servirebbe a bloccare una volta per tutte la richiesta di eliminare l’addizione erariale.

Sebbene secondo la tendenza della semplificazione fiscale, il Superbollo avrebbe potuto essere cancellato poiché una micro-tassa non significativa, in realtà i numeri dicono il contrario.

Dal 2012 al 2019, il pagamento ha portato circa 900 milioni di euro nelle casse statali.

Un importo  non relativamente elevato, ma pur sempre un’entrata che fà comodo ricevere.

Certo non ci si può dimenticare dell’effetto che questa addizione erariale abbia avuto nel mercato automobilistico di lusso, né tantomeno sui costi dei materiali, della manodopera e delle spese di gestione.

Tutti costi che vanno ad impattare sul negativamente su venditori e compratori, ma che in termini economici corrispondono un ricavo continuo non da poco per lo Stato.

L’idea del momento, è quella di far tornare il bollo pieno per le auto storiche, aumentando le pressioni fiscali sui veicoli che sono in possesso di tale certificazione e hanno tra i 20 e i 29 anni di età.

Il Governo, come alcuni senatori del PD, del Movimento 5 stelle e di Italia Viva intendono seguire questa linea di azione, probabilmente non curanti di chi dovrà pagare il Superbollo ancora per un bel pò. 

Per ottenere maggiori informazioni riguardo il tema del Superbollo e del bollo auto, vi consiglio di seguire il tweet qui sotto riportato: 





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