Il superbonus 110% è stato introdotto dal governo per agevolare i lavori di ristrutturazioni nelle abitazioni e favorire un alleggerimento delle spese, a patto di svolgere determinati tipi di lavori.

Il superbonus 110% secondo le ultime stime sta dando una spinta decisiva e interessante al settore edile, come spiega un articolo di Ansa.it:

"La crescita si è consolidata nel primo trimestre 2021: +10,3% nuove imprese e riduzione delle cancellazioni del -24,6%: un bilancio complessivo di 189 imprese attive in più (+1%) rispetto all'anno precedente."

Sicuramente l'edilizia ha avuto una spinta notevole, grazie ai bonus del governo, introdotti per agevolare i cittadini nella spesa relativa a specifici lavori di efficientamento edilizio.

Non sono poche infatti le famiglie italiane che hanno deciso di ristrutturare la propria abitazione nel 2021, approfittando dei bonus che il governo ha proposto nell'ottica di un miglioramento energetico complessivo delle strutture abitative.

Una notizia che recentemente sta facendo scalpore riguarda la novità sul superbonus 110%: è possibile richiedere l'accesso a questa particolare agevolazione a strutture aggiuntive rispetto agli immobili ad uso abitativo.

Eppure sono state escluse da questo ampliamento dei beneficiari le strutture adibite a alberghi e hotel e più in generale le strutture ricettive. Un'esclusione che è arrivata inaspettata, una bomba a ciel sereno senza preavviso. Andiamo a vedere nel dettaglio di cosa si tratta.

Superbonus 110% per hotel: negato dai decreti

La notizia bomba, confermata anche da Quifinanza.it, mostra chiaramente che il superbonus 110% è stato allargato, ma non a tutte le strutture. L'accesso al bonus è stato esteso a diverse strutture, non esclusivamente dedicate all'uso abitativo, come ospizi, ospedali, caserme, convitti e collegi, case di cura.

Le categorie catastali iniziali sono state estese dalla recente misura, che però continua ad escludere alberghi e hotel. Il decreto semplificazioni in particolare ha introdotto novità anche per le procedure burocratiche per far partire i lavori collegati al superbonus 110%. Ma quali sono le strutture che possono accedere a pieno titolo alle detrazioni stabilite dalla misura del superbonus 110%?

Andiamo a vedere nel dettaglio le tipologie di strutture ammesse:

  • Singole unità immobiliari abitative;
  • Condomini o parti comuni diverse dalle unità immobiliari;
  • Edifici unifamiliari;
  • Ville a schiera;
  • Edifici con più unità immobiliari purché appartenenti al unico proprietario;
  • Strutture tenute da ONLUS e società sportive;
  • Strutture riferite a cooperative di abitazione;
  • Istituti autonomi di case popolari;
  • Ospedali, case di cura, ospizi;
  • Collegi e convitti;
  • Caserme.

Per gli ultimi tipi di strutture citati, il decreto più recente aggiunge agli immobili già presenti in precedenza che potevano richiedere superbonus 110% anche le categorie al catasto B/1, B/2 e D/4.

Superbonus 110% per alberghi: non è stato confermato

Il decreto che sta prendendo provvedimenti sulla misura del superbonus 110%, è il decreto semplificazioni del Recovery Plan. Ricordiamo che il Recovery Plan è il piano di ripresa e resilienza che è stato confermato dal governo Draghi e dall’Europa per sostenere la ripresa economica del paese dopo la crisi portata dalla pandemia.

Secondo un articolo di Webitmag.it l'estensione del superbonus 110% a hotel e alberghi era stata presa come ipotesi molto plausibile, ma è stata poi scartata perché ritenuta dal governo attuale troppo costosa:

"L’incentivo sulle ristrutturazioni green è stato ricompreso nel Piano del Recovery per le abitazioni private, semplificando le procedure per accedere alla misura, ma l’estensione agli alberghi è stata tolta, perché ritenuta troppo costosa dal Governo."

Anche se per molti proprietari di strutture turistiche e ricettive il superbonus poteva essere un valido sostegno a svolgere lavori di ristrutturazione, questo settore è stato escluso dalla possibilità di chiedere l’agevolazione.

Le associazioni che tutelano i proprietari di strutture turistiche come alberghi e hotel si sono dichiarate insoddisfatte, e chiedono agevolazioni per la riqualificazione anche per queste strutture.

Possiamo citare l’esempio di Federalberghi, la federazione delle associazioni italiane alberghi e turismo, che si è mostrata insoddisfatta dal provvedimento che esclude gli alberghi dall’accesso al bonus. In un comunicato stampa del 29 maggio 2021 Federalberghi spiega:

“Le indiscrezioni relative alla possibilità che il superbonus venisse esteso anche agli hotel avevano creato un'aspettativa che rimane disattesa. La delusione c'è.”

L’associazione tuttavia si è dichiarata speranzosa per il futuro, e ha fiducia che nei prossimi mesi potrà essere aggiunta una misura specifica per gli alberghi relativamente ai lavori di ristrutturazione e efficientamento.

Niente superbonus 110% al turismo: previsioni per il settore

Nonostante le speranze di Federalberghi di vedere confermato il superbonus 110% anche per le strutture dedicate al turismo, per questo settore l'estate 2021 si dimostra una vera e propria sfida: la pandemia ha portato il turismo ad una condizione di crisi mai vista in precedenza, e sicuramente la ripresa non sarà immediata.

Secondo il Centro Studi Turistici per Assoturismo Confesercenti, come indicato in un articolo di Tgtourism.tv, si prevede tra il mese di giugno e agosto 2021 che arriveranno 33 milioni di turisti, e saranno almeno 140 milioni le richieste di pernottamento presso alberghi e hotel.

I segnali sono positivi, però è difficile stimare una ripresa che possa garantire la ripartenza agli stessi livelli del periodo antecedente allo scoppio della pandemia. Gli italiani in ogni caso sono pronti a ripartire, e a visitare le mete più conosciute e ambite per la stagione estiva, anche per prendersi una pausa dopo un anno così difficile.

Ricordiamo che oltre al turismo delle città marittime, o delle principali mete culturali e naturali italiane, anche le piccole isole, sostenute economicamente specialmente della stagione estiva e dal turismo, sperano in una ripresa consistente.

Per molte città e comuni italiani il turismo è la principale fonte di reddito annuale dei cittadini, e in particolare l'estate è considerata come il periodo migliore per il fatturato, che va a coprire le esigenze economiche di tutto l'anno per molte famiglie.

Superbonus 110% senza agibilità dell’immobile: è possibile?

Ma le novità non riguardano solamente l'estensione del superbonus 110 % a ospedali e centri di cura, con l'esclusione delle strutture ricettive. Il superbonus 110 % è attivabile In tutti i casi in cui il soggetto chiede di svolgere determinati lavori, considerati di tipo trainante, per migliorare le condizioni energetiche e ridurre il rischio sismico delle strutture abitative.

Il problema di molte di queste strutture è l'agibilità. Può capitare infatti che si scelga di ristrutturare o iniziare a svolgere lavori di grande entità su immobili che si trovano inagibili, in stato di abbandono. Si può parlare in questo caso di edifici collabenti, come spiega edilportale.com:

"Detrazioni spettano anche per gli interventi realizzati sugli immobili classificati nella categoria catastale F/2."

Una risposta esplicativa dell'Agenzia delle Entrate, ha spiegato che la categoria F2 è dedicata a fabbricati inagibili, ma nonostante gli inutilizzi sono comunque considerati edifici esistenti. Si tratta di strutture abbandonate, fatiscenti, che possono anche essere state demolite in parte, e per cui ad inizio lavori è impossibile utilizzarle.

In ogni caso comunque per svolgere lavori di ristrutturazione chiedendo il superbonus 110% è necessario dimostrare che l'edificio, anche se inagibile, è provvisto di un impianto di riscaldamento, per cui risulta possibile lavorare su interventi di riqualificazione energetica.

Come chiedere il superbonus 110%

L'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dei cittadini tutte le indicazioni per poter accedere al superbonus 110%, da cui al momento sono ancora esclusi gli alberghi.

In linea generale il superbonus 110% garantisce l'accesso a una detrazione secondo aliquota 110, per i lavori svolti nel periodo dal primo luglio 2020 al 30 giugno 2022 su specifici lavori:

  • Lavori di miglioramento energetico;
  • Interventi di riduzione del rischio antisismico;
  • Nuovi impianti fotovoltaici;
  • Nuove colonnine di ricarica di veicoli elettrici.

Per poter accedere all'agevolazione quindi è importante svolgere questi tipi di interventi, considerati trainanti. Sono inclusi gli interventi di isolamento termico, l’installazione di impianti di climatizzazione, sia su parti comuni che su edifici unifamiliari e plurifamiliari, interventi di tipo antisismico.

Inoltre è possibile svolgere altri tipi di lavori, considerati trainati nel caso in cui venga effettuato almeno uno dei lavori principali, trainanti. Tra questi ci sono tutti i lavori per l'efficientamento energetico, l'installazione di impianti fotovoltaici, l’eliminazione delle barriere architettoniche e l'aggiunta di colonnine di ricarica per veicoli elettrici.

Per l’accesso al bonus, la detrazione si può ricevere in diverse modalità, come spiega l'Agenzia delle Entrate:

"La detrazione è riconosciuta nella misura del 110%, da ripartire tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo e per le spese sostenute nel 2022 in 4 quote annuali di pari importo.”

In alternativa si può scegliere per lo sconto in fattura, direttamente dai fornitori dei servizi, cioè da chi svolge lavori, oppure per una cessione del credito accumulato verso altri soggetti.

Semplificazioni delle procedure burocratiche

Con le ultime misure, da cui è emersa l'esclusione degli alberghi della possibilità di chiedere il superbonus 110%, vengono introdotte anche delle semplificazioni per accedere ai lavori. Non servirà infatti una doppia conformità per poter richiedere le agevolazioni, in quanto potrà bastare una comunicazione di inizio lavori (CILA) per poter cominciare.

Come spiega Professioneimmobili.it:

"La Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (C.I.L.A.) è una pratica amministrativa che bisogna redigere prima dell'inizio dei lavori di ristrutturazione del proprio appartamento, ufficio, negozio, ecc."

la semplificazione della procedura permette al soggetto che richiede l'accesso al superbonus 110% di cominciare i lavori semplicemente grazie a questo tipo di comunicazione, obbligatoria nel caso di ristrutturazioni.

Con il decreto semplificazioni non è più necessario attestare lo stato di proprietà dell'immobile. In ogni caso all'interno della CILA devono essere comunicati i dati sul titolo abitativo del soggetto che richiede intervento.