Il disegno è tracciato e non si torna più indietro. L'annuncio era stato già dato nella NADEF, la nota di aggiornamento del documento di economia e finanza e poi nel DPB. Ma con la bozza di legge di bilancio 2022, i giochi sono fatti sul superbonus 110% ed altri bonus edilizi o collegati all'edilizia.

Ancora una volta i furbetti dei bonus hanno fatto prevalere il pugno duro da parte del governo andando così a colpire chi invece ha avuto un atteggiamento corretto. Il superbonus 110% è prorogato fino al 2025, ma con un forte taglio alla percentuale di detrazione ammessa. E non solo si passa dal 110% al 65%, ma si intensificano i controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate come dimostra anche il blocco di questi giorni della piattaforma dedicata per la richiesta della cessione del credito. 

A giugno 2022 termina anche il periodo in cui potranno beneficiare del superbonus al 110% i proprietari di ville unifamigliari. Ma in caso di ISEE non superiore a 25.000 euro il termine potrà essere prorogato fino a dicembre 2021.

Ma anche gli altri bonus edilizi subiscono un netto taglio. L'ecobonus è prorogato fino al 2024 ma non per le aliquote al 70 e 75%. Prorogato il bonus ristrutturazioni al 50% così come il bonus mobili ed elettrodomestici collegati alle ristrutturazioni. Ma anche il bonus mobili ed grandi elettrodomestici subisce una dura cura dimagrante.

Il bonus facciate resiste, dopo un iniziale decisione di non rinnovarlo, ma l'aliquota scende al 60% e solo per il 2022. Dal 2023 sarà cancellato.

Il governo quindi corre ai ripari e permette di poter ancora beneficari di determinati bonus in campo edilie ma limita le detrazioni ed intensifica i controlli.

Superbonus 110%: scende al 65% 

Il superbonus 110% resiste perchè in linea con le scelte green incluse nel piano nazionale di resilienza e ripartenza che poggia per il 40% delle risorse su progetti di sostenibilità ambientale.

Ma la resistenza si deve scontrare con una forte riduzione delle aliquote. La riduzione sarà graduale mentre la cancellazione del superbonus per ville unifamiliari e proprietà indipendenti varrà già da giugno 2022, a meno che il proprietario o inquilino non abbia un ISEE non superiore a 25.000 euro.

La diatriba sul superbonus110% alla fine è emersa in tutta la sua potenza, a causa delle diverse occasioni che si sono realizzate di utilizzo improprio e fraudolento del superbonus 110%.

Il superbonus resiste nella sua misura massima fino al 2023 per condomini per poi scendere al 70% nel 2024 e 65% nel 2025. 

La brutta notizia è che i proprietari di singoli immobili non potranno più sfruttare il superbonus al 110% dopo giugno 2022.

Superbonus 110%: cosa accade dal 2022

Per i condomìni arriva la proroga della maxi-detrazione al 110% fino a tutto il 2023, poi la percentuale di spesa da poter portare in detrazione inizia a calare, portandosi al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025. Le stesse scadenze valgono anche per interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche.

Per le ville unifamiliari e per le unità funzionalmente indipendenti con accesso autonomo dall'esterno, inserite all'interno di edifici plurifamiliari, la detrazione al 110% si ferma al 30 giugno 2022. Può essere prorogata fino al 31 dicembre 2022 solo in due casi. Il primo riguarda le unità immobiliari adibite ad abitazione principale di persone fisiche con Isee non superiore a 25mila euro. Il secondo riguarda gli interventi per i quali sia stata presentata la Cila (o siano state avviate le pratiche per l'ottenimento di altro titolo abilitativo nel caso di demolizioni e ricostruzioni) entro il 30 settembre 2021.

Per gli Istituti autonomi case popolari nulla cambia: la detrazione al 110% si ferma al 30 giugno 2023, ma, se a tale data risulta siano stati effettuati lavori (finalizzati al risparmio energetico o antisismici) per almeno il 60 per cento dell'intervento complessivo, la detrazione spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023. Godono, però, di tali scadenze anche le cooperative di abitazione.

Come intervento trainato, il fotovoltaico godrà dell'aliquota al 110% fino al 30 giugno 2022.

Superbonus 110%: intensificati i controlli

La novità più dirompente del superbonus 110% dal 2022 è l'intensificazione dei controlli in capo all'Agenzia delle Entrate. I controlli partono dai prezzari che sono stati gonfiati in questi mesi. Il semplice fatto che alla fine il controllo l'avrebbe fatto lo Stato, e che alla fine la quasi totalità della spesa è a carico del Fisco, il cittadino non verificava se il prezzo fatturato dall'impresa edile fosse congrua o meno. Per questo motivo, dal 2022 ci sarà un blocco ai prezzi selvaggi. Per evitare che i costi dei lavori lievitino in modo anomalo, nasceranno dei listini di riferimento, dei «prezzari» ad hoc. Si tratta di una misura che avrebbe chiesto lo stesso premier Mario Draghi.

In fase invece di cessione del credito o sconto in fattura, l'Agenzia delle Entrate potrà anche sospendere per 30 giorni la richiesta, in base a profili di rischio identificati. Per ogni tipologia di intervento e per area geografica, i profili di rischio potranno essere diversi, ma saranno tutti vagliati dall'Agenzia delle Entrate prima di dare l'ok alle due forme alternative alla detrazione fiscale.

In caso in cui invece il beneficiario del superbonus 110% vorrà portare in detrazione fiscale l'intero importo della misura fiscale, sarà il CAF o il commercialista a dover porre un visto di conformità. Questo obbligo non spetta invece se la dichiarazione dei redditi è presentata direttamente dal contribuente.

Da gennaio l’obbligo scatta anche per gli altri bonus edilizi. Inoltre, viene snellita e resa più rapida l’attività di accertamento e di recupero delle imposte dovute da parte dell’Agenzia delle Entrate. 

Superbonus 110%: ci vuole l' ISEE sulle villette

Il superbonus 110% è nato senza alcun vincolo nè reddituale nè di spesa. Tutti possono accedere, nella versione attuale fino al 31 dicembre 2021 e senza alcuna limitazione nella spesa per l'efficientamento dell'immobile. Non ci vuole l'ISEE e non ci sono paletti sui costi. 

Il superbonus 110% è così concesso a chiunque, nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge, effettua lavori che migliorino la prestazione energetica dell'edificio di almeno due classi. 

L'assenza di vincoli, reddituali e di spesa, ha fatto lievitare le richieste tra giugno ed agosto, con un balzo del 50% delle richieste. Tradotto sui vincoli di bilancio significa avere un'esposizione maggiore in termini di credito d'imposta. Inoltre le semplificazioni delle procedure, con l'introduzione della CILAS al posto della SCIA ha dato un'accelerazione maggiore al superbonus 110%. Questo ha favorito alcune situazioni nelle quali la detrazione veniva richiesta ma senza aver sostenuto effettivamente i lavori ed i relativi costi.

Per le villette unifamiliari e le proprietà indipendenti, ci vorrà l'ISEE per poter continuare a poter godere del superbonus al 110% dopo il 30 giugno 2022, ma comunque non oltre il 31 dicembre 2022.

La soglia dell'ISEE non deve però essere superiore a 25.000 euro.

Superbonus 110%: nessuna novità sui lavori

La bozza della legge di bilancio 2022 non cambia invece le tipologie di lavoro ammesse al superbonus del 110%. Quindi sono confermati i lavori oggi ammessi al superbonus 110%. Questi lavori devono essere volti a rendere più efficiente l'immobile oppure a renderlo più sicuro in caso di eventi di terremoto.

Le tipologie di lavori quindi sono due e riguardano il risparmio energetico, con il miglioramento della prestazione energetica di almeno due classi, e la creazione di una cintura anti-sismica.

Per il risparmio energetico, i lavori ammessi sono ad esempio l'installazione dei pannelli fotovoltaici oppure la costruzione del cappotto termico. In questo caso, poichè aumenta lo spessore delle mura perimetrali, è stata anche introdotta la deroga alle distanze minime necessarie tra immobili. 

Superbonus 110%: i beneficiari del 2022

La legge di bilancio 2022, in fase di discussione con limature su diversi capitoli, in relazione al capitolo superbonus 110% riconferma i beneficiari attualmente in essere ma, a partire da giugno 2022 non rinnova la misura per alcuni proprietari. Quuindi fino a giugno 2022 continueranno a poter usare il superbonus al 110% le seguenti categorie di proprietari:

  • proprietari di ville unifamiliari e abitazioni indipendenti
  • condomìni;
  • Istituti autonomi case popolari (Iacp) comunque denominati o altri enti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di "in house providing" su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
  • Onlus, associazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale;
  • associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

Dopo giugno 2022, sono esclusi i proprietari di ville unifamiliari e abitazioni indipendenti, che potranno continuare a godere del superbonus al 110% solo se hanno un ISEE non superiore a 25.000 euro.

    Superbonus 110%: tutte le scadenze

    Il superbonus 110% di fatto sarebbe dovuto terminare il 30 giugno 2022 ma solo per quei lavori su IACP che al 31 dicembre avevano completato il 60% dei lavori. Con la legge di bilancio 2022, la proposta di proroga al 2023 di fatto sposta di un anno tutte le scadenze fissate.

    Così per i condomini il nuovo termine fissato per la fine lavori è il 31 dicembre 2023, anche in assenza della soglia del 60% dei lavori effettuati entro giugno 2023. 

    Per gli IACP il termine si allunga al 31 dicembre 2024 se entro il 30 giugno 2024 sono stati eseguiti almeno il 60% dei lavori. 

    Per le case unifamiliari e ville, i termini scadono il 30 giugno 2022; prorogati al 31 dicembre 2022 in presenza di un ISEE inferiore o uguale a 25.000 euro.