Da quando il Governo ha sbloccato la cessione dei crediti, rimodulando anche la normativa, molti cantieri hanno ricominciato i lavori di Superbonus 110%, riaprendo i cantieri. Ma adesso si ritorna a parlare dell’agevolazione edilizia in un’accezione negativa. Con la riapertura alla cessione è stata avviata anche una campagna di controlli dei cantieri.

Ricordiamo, infatti, che la normativa sul Superbonus 110% è cambiata nuovamente lo scorso 18 febbraio. Con il blocco delle cessioni, servito a contrastare gli illeciti e le frodi, il Governo Draghi ha deciso di ritornare sui suoi passi sbloccando la cessione dei crediti

Il blocco stava, difatti, causando il fallimento di centinaia di imprese che per riuscire a rispettare le tempistiche di cantiere hanno dovuto rimetterci di tasca loro, rischiando la banca rotta. Ma siamo sicuri che la normativa non possa cambiare ancora?

Infatti, ricordiamo che per correggere l’articolo 28 del decreto sostegni ter, e scongiurare il blocco dei cantieri, il Governo ha emanato un decreto-legge. Come è noto, un decreto-legge deve essere convertito in legge dal Parlamento per restare in vigore, contrariamente decade.

Quindi, se il Parlamento non dovesse convertire in legge il decreto, allora molto probabilmente la normativa sul Superbonus 110% cambierà ancora. Il Governo sarà costretto, alla scadenza del decreto, ad emanare un altro decreto-legge. 

Ma non solo! I partiti di maggioranza hanno presentato altri emendamenti. Cosa chiederanno? Lo diciamo in questo articolo.

Nel frattempo vi invito alla visione della live di approfondimento del Geometra Danilo Torresi:

Superbonus 110%: proroga dei lavori, ma si chiedono ancora modifiche!

Il Superbonus 110% potrebbe subire ancora una volta delle modifiche. A chiederlo è proprio la maggioranza, ma il problema principale riguarda ancora una volta i lavori alle villette unifamiliari e ai condomini, per i quali si chiede un’estensione dei termini, oltre che una modifica ai requisiti per accedere al Bonus 110%.

Proprio in questi giorni sono stati presentati nuovi emendamenti. Questi, chiedono l’eliminazione della clausola secondo la quale si obbliga il committente a completare almeno il 30% dei lavori entro il 30 giugno 2022. Questo porterà il committente ad usufruire dell’agevolazione entro il 31 dicembre 2022.

Anche per i lavori sui condomini, i partiti di maggioranza, come Forza Italia, Italia Viva e Fratelli d’Italia chiedono una proroga dei termini entro il quale poter completare i lavori. Attualmente, la normativa stabilisce che il committente ha l’obbligo di completare il 60% dei lavori entro giugno 2022 per poter usufruire dell’agevolazione entro dicembre 2022.

Gli emendamenti presentati dai sopracitati partiti chiedono di modificare la suddetta normativa e di prorogare i termini per consentire l’accesso alle agevolazioni anche a chi, a causa del blocco delle cessioni, non ha potuto completare i lavori. Gli emendamenti, quindi, stabiliscono una nuova scadenza, ovvero settembre 2022, termine entro il quale completare i lavori per il 60%, ed ottenere l’agevolazione entro il 28 febbraio 2023.

I nuovi emendamenti, se approvati, consentirebbero l’accesso al Superbonus 110% anche a coloro che al momento non riescono a rispettare le attuali scadenze. Tuttavia, dobbiamo aspettare l’approvazione da parte del Governo e da parte di Draghi, il presidente del consiglio.

Superbonus 110% - Dopo lo sblocco delle cessioni, partono i controlli ai cantieri

Dopo lo sblocco alle cessioni, il Governo ha avviato una campagna di controllo ai cantieri, una campagna fortemente voluta dal Ministero del Lavoro e dal ministro Andrea Orlando. In particolare, i controlli sono volti all’accertamento della sicurezza sul luogo del lavoro.

Ad effettuare i controlli sarà proprio l’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Questo, avrà il compito di verificare la sussistenza o l’osservanza delle normative sulla sicurezza sul lavoro, ma anche l’osservanza delle normative contrattuali, assicurative e previdenziali.

A chi sono rivolti i controlli? Molto probabilmente a subire maggiori controlli saranno sicuramente le imprese di nuova costituzione. Quest’ultime, potrebbero essere più inclini al non rispetto della normativa, a causa dello stop delle ultime settimane.

Inoltre, i controlli consentiranno di determinare con maggiore precisione chi potrà accedere al Superbonus 110%: infatti, solamente chi avrà le carte in regola e rispetterà i CCNL potrà avere accesso al bonus ed usufruire, quindi, dell’agevolazione. Ad affermarlo è anche Brescia Today

“Le agevolazioni, inoltre, saranno concesse solo a chi applica contratti collettivi nazionali di settore stipulati dalle organizzazioni più rappresentative. Quest'ultima misura, che punta a garantire formazione e maggiore sicurezza per chi lavora nei cantieri, è stata voluta dal ministro del Lavoro Andrea Orlando.”

Superbonus 110% e cessione del credito: la nuova normativa

Per il momento stiamo solo facendo delle ipotesi, perché la suddetta normativa potrebbe entrare in vigore solamente se gli emendamenti saranno approvati. La normativa che, invece, definisce lo sblocco delle cessioni è ormai in vigore, ma presenta delle modifiche rispetto alla normativa precedente.

In particolare, questa consente nuovamente la cessione multipla dei crediti, ma con alcune limitazioni volte contrastare gli illeciti e le frodi. In particolare, il Governo ha deciso di limitare il numero delle cessioni a tre ed introdurre più sanzioni ai professionisti, in caso dovessero dichiarare il falso.

Come funzioneranno le nuove cessioni? Il committente, secondo la nuova normativa, potrà cedere il credito all’impresa esecutrice dei lavori, che potrà a sua volta cederlo a terzi. Allo stesso modo, anche i terzi potranno cederlo ma solo verso banche, intermediari finanziari e società assicurative autorizzate a svolgere la propria attività nel nostro paese.

Inoltre, ad ogni cessione sarà attribuito un codice identificativo, in modo da poterne avere tracciamento.

Superbonus 110% e cessione del credito: le sanzioni

Il Governo, con il provvedimento emanato dal Consiglio dei ministri lo scorso 18 febbraio 2022, come abbiamo appena detto, ha deciso lo sblocco delle cessioni, ma solo ad una condizione: limitare il numero delle cessioni, in modo che queste siano tracciate più facilmente, e introdurre delle sanzioni in caso di dichiarazione di falso.

Come abbiamo detto anche in un mio precedente articolo, intitolato Bonus edili, Draghi: al via sblocco cessione e sanzioni! | Trend Online (trend-online.com), le sanzioni

“saranno riservate ai professionisti che presentano false attestazioni. In particolare, per loro sono state riservate multe pesantissime di importi pari a 50.000 euro e che possono arrivare anche a 100.000 euro. Inoltre, è prevista anche la reclusione da 2 a 5 anni. Insomma, non sono ammessi errori e le ragioni sono più che giuste.”

Quindi, queste sembrano essere riservate ai professionisti che presentano false attestazioni e le conseguenze potranno essere più o meno gravi, in base all’entità dell’illecito commesso

Purtroppo, il Governo ha dovuto bloccare le cessioni proprio per interrompere e in qualche modo frenare la quantità enorme di illeciti, ma colpendo anche le imprese che fino ad ora avevano presentato attestazioni corrispondenti alla realtà.

Sempre nel sopracitato articolo, che troverete a questo link, i bonus edili maggiormente utilizzati per commetter i suddetti illeciti sono stati, in ordine:

  • Bonus Facciate, 46%;
  • Ecobonus, 34%;
  • Sismabonus, 8%;
  • Superbonus 110%, 3%.