La legge di bilancio 2022 ormai prossima alla sua versione finale non ha concesso sconti a nessuno. Anche al Superbonus 110%. Anche se questa manovra economica è espansiva, con 30 miliardi tra tagli Irpef e conferma di diverse misura tra vari bonus e reddito di cittadinanza, ci sono però forti tagli su queste agevolazioni e soprattutto sono ridisegnate le regole e i requisiti.

I provvedimenti sono più stringenti sul superbonus 110% che resiste fino al 2023 nella sua massima agevolazione, ma solo per alcuni utenti. Dal 2024 scende prima al 70% e poi al 65%. Ma sono fuori i proprietari di ville ed immobili unifamiliari. Per costoro si potrà ancora beneficiare del superbonus 110% fino a giugno 2022 ma solo se il valore dell'ISEE non supera i 25.000 euro. In pratica pochi potranno ancora godere della massima agevolazione fiscale.

Restano invece confermati gli altri bonus edilizi. L'ecobonus è prorogato fino al 2024 ma non per le aliquote al 70 e 75%. Prorogato il bonus ristrutturazioni al 50% così come il bonus mobili ed elettrodomestici collegati alle ristrutturazioni. Ma anche il bonus mobili ed grandi elettrodomestici subisce una dura cura dimagrante.

Per il bonus facciate la doccia fredda è una bomba: -30 punti rispetto all'aliquota del 2021. Infatti si potranno rifare le facciate ma ci si dovrà accontentare dell'aliquota al 60%. E bisogna anche fare in fretta perchè il bonus facciate non ci sarà più dal 2023.

Superbonus 110%: Draghi cancella l'aliquota 110, arrivano 70 e 65%

Nella legge di bilancio 2022 che è ancora soggetta modifiche ed integrazioni, il capitolo superbonus 110% è confermato per il 2022, anche perchè la misura è una delle poche che consente di poter ridare smalto ai fabbricati e agli immobili dal punto di vista di risparmio energetico e resistenza ai sismi. Del resto lo stesso PNRR poggia peri il 40% dei contributi del fondo EU Next Generation su politiche green.

Tuttavia, le risorse devono essere usate con efficienza. E così, dopo diversi casi in cui, il committente dei lavori ammessi al superbonus 110%, richiedeva di ammettere il bonus tra le detrazioni fiscali, oppure di portarlo in sconto in fattura o cedendolo a terzi, senza che i lavori fossero stati eseguiti, il governo è corso ai ripari.

Niente superbonus 110% se non sono stati prima espletati i controlli previsti da parte dell'Agenzia delle Entrate con la finalità di evitare prezzi gonfiati oppure lavori non eseguiti.

La novità per il 2022 è che il superbonus 110% rimane anche per i proprietari di villette o immobili unifamiliari ma fino a dicembre 2022 e solo se il valore dell'ISEE del proprietario non sia superiore a 25.000 euro.

Dal 2023 addio al superbous 110% per queste categorie di edifici, mentre rimane ancora per i condomini e le altre tipologie. Dal 2024 invece scatta la cura dimagrante.

Il superbonus edilizio nel 2024 sarà al 70%, mentre scende a 65% nel 2025, quando l'obiettivo del PNRR è quello di efficientare almeno 50.000 immobili all’anno.

Superbonus 110%: possibile aumento dell'ISEE per le villette

Per poter fruire del superbonus 110% in presenza di lavori su villette ed edifici unifamiliari, si deve rispettare il limite ISEE fissato nella legge di bilancio 2022  che è 25.000 euro. Troppo pochi secondo Giovanni Currò, membro della 6ª Commissione Finanze della Camera dei deputati che nella diretta di #Flashmobweb del 22 novembre ha detto

Per quanto riguarda le unità familiari, purtroppo non mi viene da dire villette perché con un ISEE sotto i 25.000 euro chiaramente le villette non sono contemplate, quantomeno perché comunque è un parametro che poi sforerebbe nella dichiarazione. Chiaramente non accogliamo positivamente questo è il limite che riduce di molto la platea e poi ovviamente, per quanto riguarda i lavori che sono già stati avviati, vedono comunque una conclusione. Quindi nel corso dell’esame già in Senato, perché la legge di bilancio partirà in Senato, non proveremo ovviamente a modificare questo tetto per aumentare sempre di più la platea e dare più certezza al mercato.

L'auspicio quindi per il 2022, dal passaggio in Senato della legge di bilancio è la rimodulazione del valore dell'ISEE oppure una sua eliminazione almeno per la proroga del 2022.

Superbonus 110%: tutti i controlli dell'Agenzia delle Entrate

Le novità non si fermano solo all'aliquota e alla platea dei beneficiari del superbonus 110%. Ma anche all'intensificazione dei controlli in capo all'Agenzia delle Entrate.

Le diverse scoperte antifrode individuate dalla Guardia di Finanza hanno fatto correre ai ripari cercando di arginare alcuni fenomeni che di fatto andavano ad erodere il fondo destinato al superbonus 110% in modo fraudolento. Tra i controlli ci saranno quelli sui prezzari dei lavori edili, che sono stati gonfiati in questi mesi. Il semplice fatto che alla fine il controllo l'avrebbe fatto lo Stato, e che alla fine la quasi totalità della spesa è a carico del Fisco, il cittadino non verificava se il prezzo fatturato dall'impresa edile fosse congrua o meno. Per questo motivo, dal 2022 ci sarà un blocco ai prezzi selvaggi. Per evitare che i costi dei lavori lievitino in modo anomalo, nasceranno dei listini di riferimento, dei «prezzari» ad hoc. Si tratta di una misura che avrebbe chiesto lo stesso premier Mario Draghi.

In fase invece di cessione del credito o sconto in fattura, l'Agenzia delle Entrate potrà anche sospendere per 30 giorni la richiesta, in base a profili di rischio identificati. Per ogni tipologia di intervento e per area geografica, i profili di rischio potranno essere diversi, ma saranno tutti vagliati dall'Agenzia delle Entrate prima di dare l'ok alle due forme alternative alla detrazione fiscale.

In caso in cui invece il beneficiario del superbonus 110% vorrà portare in detrazione fiscale l'intero importo della misura fiscale, sarà il CAF o il commercialista a dover porre un visto di conformità. Questo obbligo non spetta invece se la dichiarazione dei redditi è presentata direttamente dal contribuente.

Dal 21 novembre 2021 l’obbligo è scattato anche per gli altri bonus edilizi, bloccando di fatto le procedure di cessione di credito. 

Superbonus 110%: confermati nel 2022 i lavori ammessi 

La bozza della legge di bilancio 2022 non cambia invece le tipologie di lavoro ammesse al superbonus del 110%. Quindi sono confermati i lavori oggi ammessi al superbonus 110%. Questi lavori devono essere volti a rendere più efficiente l'immobile oppure a renderlo più sicuro in caso di eventi di terremoto.

Le tipologie di lavori quindi sono due e riguardano il risparmio energetico, con il miglioramento della prestazione energetica di almeno due classi, e la creazione di una cintura anti-sismica.

Per il risparmio energetico, i lavori ammessi sono ad esempio l'installazione dei pannelli fotovoltaici oppure la costruzione del cappotto termico. In questo caso, poichè aumenta lo spessore delle mura perimetrali, è stata anche introdotta la deroga alle distanze minime necessarie tra immobili. 

Superbonus 110%: cancellato dal 2023 per le villette

La legge di bilancio 2022, in fase di discussione con limature su diversi capitoli, in relazione al capitolo superbonus 110% riconferma i beneficiari attualmente in essere ma, a partire da giugno 2022 non rinnova la misura per alcuni proprietari. Quindi fino a giugno 2022 continueranno a poter usare il superbonus al 110% le seguenti categorie di proprietari:

  • proprietari di ville unifamiliari e abitazioni indipendenti
  • condomìni;
  • Istituti autonomi case popolari (Iacp) comunque denominati o altri enti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di "in house providing" su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
  • Onlus, associazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale;
  • associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

Dopo giugno 2022, sono esclusi i proprietari di ville unifamiliari e abitazioni indipendenti, che potranno continuare a godere del superbonus al 110% solo se hanno un ISEE non superiore a 25.000 euro.

Superbonus 110%: chiarimenti su SAL e cessione credito

Il superbonus 110% è una misura che nasce prevalentemente come agevolazione fiscale attraverso la detrazione appunto del 110% dei costi sostenuti. Su quest'ultimi non ci sono limiti, quindi il 110% è su qualsiasi importo speso. Ma oltre alla detrazione fiscale da riportare in dichiarazione dei redditi e ripartire in 10 quote annuali, si può anche optare per la cessione del credito o lo sconto in fattura, dell'importo pari alla detrazione fiscale che si sarebbe goduta.

Tuttavia, il beneficio dello sconto in fattura o della cessione del credito si può anche ottenere a stato avanzamento lavoro. Infatti l'articolo 121 del decreto Rilancio, che aveva istituito il superbonus 110%, permette di poter optare per le due modalità alternative alla detrazione fiscale, in relazione a ciascuno stato avanzamento lavoro.

gli interventi di cui all'articolo 119 gli stati di avanzamento dei lavori non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo e ciascuno stato di avanzamento deve riferirsi ad almeno il 30 per cento del medesimo intervento.

Il deputato Gian Mario Fragomeli ha formulato un'interrogazione all'Agenzia delle Entrate se questo beneficio possa comunque essere goduto anche in caso di non completamento dei lavori nei tempi dettati dal Decreto, pur avendo versato il 30% dell'intero importo.

In sintesi l'Agenzia delle Entrate si è espressa favorevolmente sull'ammissione della cessione del credito o dello sconto in fattura, anche in corrispondenza del 30% di SAL, purchè:

  • lo stato di avanzamento termina oltre il 31 dicembre 2021;
  • la fattura sia pagata entro il 31 dicembre 2021.

Affinchè si possa cedere alla banca il credito, entro il 31 dicembre si deve però essere in possesso dell' asseverazione tecnica, dell'asseverazione di congruità della spesa ed il visto di conformità.

    Superbonus 110%: quali sono le nuove scadenze

    Il superbonus 110%, nato con il decreto Rilancio, aveva una data di scadenza ovvero il 30 giugno 2022 ma solo per quei lavori su IACP che al 31 dicembre avevano completato il 60% dei lavori.

    La legge di bilancio salva il superbonus 110% o lo proroga fino al 2025 ma con importanti novità che abbiamo tracciato prima. La proroga dal 2022 quindi di fatto allunga le attuali scadenze. Quindi le nuove scadenze daranno:

    • per i condomini il 31 dicembre 2023, anche in assenza della soglia del 60% dei lavori effettuati entro giugno 2023. 
    • per gli IACP il termine si allunga al 31 dicembre 2024 se entro il 30 giugno 2024 sono stati eseguiti almeno il 60% dei lavori. 
    • per le case unifamiliari e ville, i termini scadono il 30 giugno 2022; prorogati al 31 dicembre 2022 in presenza di un ISEE inferiore o uguale a 25.000 euro.