Occorre intervenire sul Superbonus 110%. L’intenzione del capo del governo, Mario Draghi, è ormai palese. L’ipotesi che prende piede è quella di una proroga della misura fino al 2023 in modo da incentivare la ripartenza dell’economia cercando di aiutare l’intero settore. Sarebbero tante le tesi in ballo in attesa di risposte e concretezze.

Fra queste, spicca l’intenzione di voler armonizzare tutti gli altri bonus edilizi sotto un’aliquota unitaria che, si stima, possa essere del 75%.

Ciò porterebbe a scartare un’ipotesi perché priva di fondamento. La notizia che sta rimbalzando sui social e sui siti generalisti almeno da una settimana a questa parte sembrerebbe non veraLe detrazioni fiscali del 100% (Superbonus) previste a maggio 2020 dal Decreto Rilancio non verrebbero ridotte al 75%.

Il video YouTube di Soluzioni Green è un'ottima guida da consultare per ottenere chiarimenti sul Superbonus 110% e sulla probabilità di riduzione dell'aliquota al 75%.

Il beneficio del dubbio, però, va lasciato. Al momento, come si evolverà la situazione non lo sappiamo. L’unica cosa da fare è attendere smentite o conferme dalla cabina di regia del governo, per avere un quadro certo e completo su tutto.

Superbonus 110%: aliquota al 75% per gli interventi sulla casa

Sembra abbastanza chiara la volontà dell’ex governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, di voler rimescolare le carte in tavola per rimodellare tanto il Superbonus 110% quanto le misure riguardanti i lavori edilizi, nell’ottica di aumentare la potenzialità degli immobili in termini di efficientamento e di sicurezza sismica.

Neppure i lavori riguardanti la demolizione e la ricostruzione saranno lasciati intoccati. Insomma, il piano di Draghi è tutt’altro che limitato, si estende fino a coprire tutto il target edilizio e prevede di rimodulare anche i diversi bonus indirizzati a contribuenti ed imprese. Proprio su tali incentivazioni, suddivise in diverse aliquote, si stanno facendo grandi programmi che porterebbero ad un unico raggruppamento.

Tuttavia, ancora non si hanno certezze su quando sarà introdotta l’aliquota unica del 75% per tutte le agevolazioni immobiliari (bonus ristrutturazioneecobonus e sisma bonus standardbonus facciate) e quando avverrà la semplificazione delle procedure per la cessione del credito

Sta di fatto che la questione dei tempi è cruciale. L’interesse per il Superbonus 110% è altissimo ma la solita burocrazia amministrativa rende più lenti i processi. Tempi lunghi delle procedure, e l’enorme domanda cui devono fare ricorso imprese e tecnici, fanno vacillare l’ipotesi che si possano soddisfare tutte le richieste rispettando le tempistiche previste dalla Legge di Bilancio 2021.

Superbonus 110%, si cambia?

Ai tempi della nascita del Superbonus 110% l’idea del Governo Conte era delineata: rendere più sicure le abitazioni degli italiani. Quale modo per farlo? Introducendo una misura di incentivazione che prevede per i cittadini la possibilità di effettuare lavori sugli immobili a costo zero

Più nei dettagli, il beneficio – poi introdotto dal decreto-legge Rilancio del 19 maggio 2020 - consiste in una detrazione del 110% che si applica sulle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali e, per la parte di spesa sostenuta nell’anno 2022, in quattro quote annuali di pari importo.

L’idea di partenza era quella di creare un’importante spinta per l’efficienza energetica. Ma la sorte non ha giocato un buon ruolo. 

Il Superbonus 110% è partito in un periodo particolarmente non facile, quello segnato dal dilagare dell’emergenza epidemiologica da covid-19 – e nonostante se ne sia fatto uso, l’Agenzia delle Entrate si trova continuamente in preda a nodi e questioni da risolvere, avanzati dai contribuenti che non hanno ben chiaro come e quando si applica la misura.

Si può fare ricorso al Superbonus 110%, infatti, sia per la coperture di lavori antisismici sia per interventi di efficienza energetica, offrendo ai contribuenti l’opportunità di fare della propria abitazione un luogo performante senza sostenere alcun costo.

Superbonus 110%: non è gratis!

Tuttavia, sono molteplici le incongruenze e le imprecisioni che non hanno consentivo al Superbonus 110% di prendere la giusta direzione di slancio. Senza alcun controllo e motivazione, è passata l’idea che l’incentivo - pensato per le ristrutturazioni edilizie - fosse un lascia passare concesso a tutti, in modo gratuito e a spese completamente a carico dello Stato. 

Niente di più sbagliato. La stessa Confprofessioni, per chi non lo sapesse la principale organizzazione di rappresentanza dei liberi professionisti, ha evidenziato il messaggio completamente fuori strada che si sta lasciando passare. 

L’appunto utile a riportare tutti sulla retta via è stato fatto proprio dalla vicepresidente, Claudia Alessandrelli: “le attività di fattibilità tecnica e progettuale non possono essere affidate a chiunqueSolo professionisti esperti nel campo della ristrutturazione condominiale, termica e detrazioni fiscali, possono intervenire in materia”. 

Il riferimento riguarda i soggetti appartenenti alla categoria dei tecnici e dei commercialisti e mette ciascuno al proprio posto.

Il flop del Superbonus 110%

Al momento molti sono i pareri discordanti sugli effettivi risultati portati a casa dal Superbonus 110%.

dati dell’Enea fugano ogni dubbio: l’incentivo non è mai decollato. In termini quantitativi, gli interventi ai quali si è dato avvio sono poco più di 6.500, per un ammontare complessivo di 670 milioni di euro. Estremamente basso è anche il numero di interventi effettuati sui condomini, circa 500.

Il rimbalzo sul web e sui giornali della notizia della gratuità dei lavori di ristrutturazione ha, poi, messo nell’ombra un aspetto di particolare rilevanza: le attività, sia tecniche che professionali, connesse alle operazioni preliminari di accertamento, effettuate dai tecnici, sono molto costose in termini monetari.

Ciò porta a rendere la proceduta caotica e poco limpida.

Superbonus 110%: la proroga al 2023

Proprio nell’intendo di colmare una serie di lacune e di intervenire dove se ne ravvisi la necessità, il governo Draghi sta pensando di mettere le mani sul Superbonus 110%. L’obiettivo prioritario è quello di estenderne la fattibilità fino al 2023, tagliando, però, i tempi burocratici.

Le lunghe procedure amministrative, infatti, hanno causato un rallentamento dell’inizio dei lavori di miglioramento del patrimonio edilizio. Non a caso, come ravvisato da molti cittadini, reperire una certificazione necessaria per i lavori può richiedere lunghissime attese, a volte anche di mesi.

In quest’ottica, pertanto, due sarebbero le carte sul tavolo del governo: lasciare che la Cia asseverata prenda il posto del visto di conformità oppure che questa sia assorbita dalle asseverazioni sul rispetto dei requisiti tecnici e la congruità delle spese, redatte dai professionisti, come già previsto dalla norma per l’ottenimento del “Superbonus 110%”.

Mutuo prima casa: nuove notizie per i giovani

Tra le tante novità, di cui si aspetta di avere concretezza da parte del governo, sembra prendere piede anche l’ipotesi di un bonus mutuo prima casa

Stando alle ultime anticipazioni del DEF, infatti, nel decreto Sostegno bis ampio spazio sarà dato a importanti detrazioni fiscali per i giovani sull’accensione di un mutuo sulla prima abitazione.

Si attende la prima settimana di maggio, termine entro il quale la misura destinata alla platea dei giovani dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri, per avere qualche informazione in più.

Quello che si sa per certo è che per il decreto saranno messi a disposizione circa 40 milioni di euro, frutto del nuovo scostamento di bilancio che il Governo è intenzionato a chiedere al Parlamento.

Mutuo prima casa: detrazioni sugli interessi passivi

Tuttavia, il decreto servirà anche a stabilire la detrazione sul mutuo. Una volta ottenuto, infatti, occorrerà pagarne l’importo previsto delle rate. Su tale fronte, lo scopo prioritario del governo sarà quello di aumentare l’attuale detrazione della detraibilità sugli interessi passivi del mutuo, per alleggerire le imposte.

Attualmente, la detrazione consentita sugli interessi passivi del mutuo è del 19% entro il tetto massimo di 4.000 euro ogni anno. È facile giungere alla conclusione che questa percentuale necessita di essere rivisitata in aumento

Attenzione, però. Questo aumento non sarà destinato a tutti i contribuenti, ma solamente ai giovani.

Ad ogni modo, per facilitare l’accesso dei mutui casa ai giovani e trarne il massimo beneficio sarebbe consono, almeno per i primi anni, concedere la detrazione totale.

Mutuo casa: come si può risparmiare?

Potrebbe sembrare strano ma, oggi come oggi, la scelta tra l’affitto e l’acquisto – in termini di pagamenti da effettuare mensilmente – fa spostare l’asticella a favore del mutuo.

Soprattutto nei grandi centri urbani, stipulare un mutuo può rivelarsi più conveniente di un affitto.

Ovviamente non vanno tralasciate una serie di cose. Prima fra tutti la spesa supportata in fase iniziale: notaio e le relative imposte da versare quando si compra una casa.

L’unica cosa da fare è quella di tenere sott’occhio le varie offerte in circolazione, anche sulla rete, per poter valutare quali vantaggi possono essere offerti ad un giovane che si accinge ad acquistare una casa.

Tra le varie occasioni online, le offerte più vantaggiose potrebbero essere strappate su MutuiOnline.it ma tanti altri siti internet consentono di effettuare una comparazione in termini di valore dell’immobile, durata del mutuo, rata, Tan e Taeg previsti.