Il superbonus 110% per l'efficientamento energetico aveva mostrato segni di ripresa dopo il decreto semplificazioni che aveva introdotto la CILAS al posto della SCIA. Proprio il cambio di procedure amministrative aveva messo il turbo alle domande di superbonus al 110% con un salto del 50% tra giugno ed agosto 2021 (fonti ENEA). 

La nota di aggiornamento al documento di economia e finanza aveva fatto presagire bene, perchè dava fiducia al superbonus 110% prorogando la misura al 2023. Infatti nella Nadef si legge

Il sentiero programmatico per il triennio 2022-2024 consente di coprire le esigenze per le cosiddette politiche invariate e il rinnovo di numerose misure di rilievo economico e sociale, fra cui quelle relative al sistema sanitario, al Fondo di Garanzia per le Pmi e agli incentivi all’efficientamento energetico degli edifici e agli investimenti innovativi.

Quindi ok al superbonus 110%. Ma non era ancora ben chiaro in che misura poteva realizzarsi il rinnovo di questo bonus. 

La doccia fredda è arrivata nella bozza della legge di bilancio prossima all'approvazione in Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni per poi essere discussa nei due rami del parlamento. Nella legge di bilancio 2022 si legge che il rinnovo del superbonus 110% avverrà sia per l'anno 2022 che 2023, ma solo per alcune tipologie di edifici, riducendo di fatto la platea, e di conseguenza anche le risorse destinate al bonus. 

Mentre è ormai ufficiale che il bonus facciate al 90% non verrà prorogato nel 2022. 

Ne avevo scritto in questo articolo Addio bonus facciate 90%: Draghi lo cancella nel 2022!

Non vi è neanche traccia di quel progetto di uniformità delle varie aliquote dei bonus per l'edilizia. 

In pratica una vera sorpresa che ha lasciato l'amaro in bocca a diverse forze politiche, agli operatori dell'edilizia ed anche ai proprietari di immobili.

Superbonus 110%: cosa cambia dal 2022

La legge di bilancio per l'anno 2022, le cui bozze iniziano a circolare e che presenta per il momento interventi per 23-25 miliardi di euro, ci sono due novità molto amare. 

La prima manovra dell'era Draghi porta con se la cancellazione del bonus facciate al 90% che non verrà prorogate in alcuna forma, e terminerà quindi il 31 dicembre 2021.

Il superbonus 110% invece viene sgonfiato, in quanto a poter beneficiare del bonus dal 2022 saranno solo alcuni tipologie di immobili.

La proroga sarà concessa ai condomini, agli Istituti autonomi case popolari, mentre non verrà prorogata per gli edifici unifamiliari. 

Invece si era fatta strada nei giorni precedenti un superbonus al 80% per gli alberghi.

Immediata la reazione del Movimento Cinquestelle ideatore del superbonus 110%. A farsi sentire tramite Facebook, è il leader del M5S, Giuseppe Conte

Il superbonus 110% è una misura ideata e diventata realtà grazie al M5s. Grazie alla nostra determinazione abbiamo ottenuto una prima proroga della misura, ma non possiamo accontentarci. Bisogna fare di più: il governo ne garantisca la proroga anche agli edifici non condominiali e la renda accessibile negli anni a venire. Portiamo avanti questa richiesta con voce ferma con famiglie, imprese e associazioni di categoria che la reclamano fortemente. Dobbiamo spingere sulla ripartenza, correre veloci con investimenti intelligenti, strategici e sostenibili. Serve coraggio.

Un appello a rivedere prima del varo della legge di bilancio 2022 la selettività proposta sul superbonus 110%, e riconsiderare un allargamento dei beneficiari.

Superbonus 110%: la reazione degli operatori

Da più parti si sono levate le lamentele sulla decisione di ridurre la platea dei beneficiari del superbonus 110% e di aver cancellato il bonus facciate. Due misure che iniziavano a correre, grazie alla cospicua detrazione ammessa, oltre alle due altre possibilità di scontare la misura in fattura oppure di cedere il credito anche alle banche.

Ma la dispersione di risorse che ci sono state per i casi di fruizione dei bonus senza effettivamente nè eseguire il rifacimento delle facciate, nè migliorare la prestazione energetica, ha portato il ministro dell'economia e finanza, Daniele Franco, a rivedere gli importi dei fondi messi a disposizione, prevedendo l'abolizione del bonus facciate al 90% e la riduzione del superbonus 110%.

L'Ance, tramite il presidente Gabriele Buia, chiede invece di mantenere i bonus fino al 2023 e per ridurre eventuali comportamenti illeciti di porre un tetto reddituale per far fruire la detrazione.

per quanto riguarda la tematica che sta emergendo oggi sulle case unifamiliari, interpretando i timori del governo, è una questione che si potrebbe definire imponendo un tetto di reddito.

Dello stesso parere anche CNA, l'associazione degli artigiani, che elogia la decisione del Governo di voler riconfermare il superbonus 110% fino al 2023, ma critica la selettività introdotta. 

Superbonus 110%: come cambierebbero le regole fino al 2023

Se le ipotesi presentate nella bozza di bilancio 2022 di limitare il superbonus 110% solo ad alcune categorie di immobili, escludendo di fatto quelle private, verranno confermate, per gli altri immobili per i quali invece la misura è prorogata, le scadenze previste fino al 2022, di fatto sono allungate di un anno.

Per gli edifici unifamiliari i termini per i lavori sono confermati a giugno 2022, nessuna proroga se il superbonus 110% non sarà rinnovato anche per queste tipologie di immobili. 

Termina il 31 dicembre 2023 invece il periodo entro cui i condomini possono terminare i lavori e far valere il superbonus, anche se a giugno 2023 non è stato raggiunto il 60% dello stato avanzamento lavori. 

Per gli ex istituti autonomi case popolari invece il termine è spostato al 31 dicembre 2024 se entro il 30 giugno 2024 viene raggiunta la quota di 60% di SAL.

Superbonus 110%: la CILAS rimane nel 2022

Le procedure semplificate per poter usufruire del superbonus 110% restano confermate anche per il 2022 e 2023, ma solo per quelle tipologie di immobili per le quali ci sarà la proroga. I titolari di un diritto reale su un immobile unifamiliare che vorranno ad esempio fare il cappotto esterno, potranno farlo, ma senza usufruire del superbonus 110% e di conseguenza senza poter utilizzare le procedure semplificate come la CILAS, la comunicazione di inizio lavori superbonus. Per questi soggetti si dovrà ritornare a presentare la SCIA.

Per chi invece vorrà avviare i lavori in questi giorni per efficientare la propria abitazione, potrà ancora sfruttare la semplificazione. 

In cosa consiste la CILAS? Con la CILA si presenta un solo modello, unico in tutta Italia, con il quale i proprietari degli immobili che effettuano gli interventi connessi al superbonus non devono più dichiarare la doppia conformità urbanistico-edilizia dell’immobile.

Superbonus 110%: per quali lavori si può richiedere

Anche sul versante dei lavori, nella proroga per gli anni 2022 e 2023 non ci sono variazioni sulle tipologie ammesse. Restano confermate quelle già in essere ma solo applicati a condomini e agli Istituti autonomi case popolari. 

I lavori ammessi possono ricadere in due categorie di interventi. Quelli per il risparmio energetico, con il miglioramento della prestazione energetica di almeno due classi. Ed i lavori per l'adeguamento anti-sismico.

Tra i lavori ammessi per l'efficienza della prestazione energetica, rientrano anche l'installazione dei pannelli fotovoltaici. Mentre ad esempio non è tra i lavori che beneficiano del superbonus 110%, quelli di installazione di una colonnina di ricarica per auto elettriche, nel garage della propria abitazione privata. Se tuttavia, si fanno lavori di efficientamento energetico come il cappotto termico, allor anche la wall box godrà dell'agevolazione al 110%.

Restano in vigore anche le deroghe alle distanze minime concesse tra fabbricati. Per effetto della costruzione del cappotto termico o della cintura antisismica, le distanze minime tra fabbricati possono essere derogate.

Superbonus 110%: come si utilizza

Il superbonus al 110% è una detrazione fiscale che consente al cittadino che effettua i lavori, fino al 2021, con termine lavori giugno 2022, di poter portare in dichiarazione dei redditi una detrazione del 110% della spesa sostenuta. Non ci sono tetti alla spesa.

Ma chi non ha possibilità di dedurre dall'Irpef, il superbonus al 110%, potrà richiedere all'impresa che esegue i lavori di poter procedere con uno sconto in fattura o con la cessione del credito. Sarà poi l'impresa ad avere il vantaggio fiscale, mediante un credito d'imposta.

L'alternativa è la cessione del credito alla banca, qualora questi accetti la modalità.

Le scelte di come poter ottenere il vantaggio economico del superbonus al 110% dipende tutto dalla condizione fiscale di chi sostiene le spese per i lavori, che dovrà essere necessariamente la stessa persona intestataria delle fatture di lavoro. 

L'Agenzia delle Entrate consente anche di poter in parte scontare o cedere il credito, e la restante parte portarla in detrazione fiscale. 

Queste regole saranno confermate anche nel 2022 e 2023.

Superbonus 110%: si restringe il campo dei beneficiari

La legge di bilancio 2022, in fase di confezionamento, ma che riserva già un'amara sorpresa sul superbonus 110%, di fatto riduce la platea dei beneficiari, non ammettendo più dal 2022 i proprietari unifamigliari. Di conseguenza i potenziali beneficiari, eliminando questa categoria, saranno:

condomìni;

persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni, proprietari (o comproprietari con altre persone fisiche) di edifici costituiti da 2 a 4 unità immobiliari distintamente accatastate;

Istituti autonomi case popolari (Iacp) comunque denominati o altri enti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di "in house providing" su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;

Onlus, associazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale;

associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.