Superbonus 110: ufficiale la proroga al 2023. Ecco le novità

L'ufficialità dobbiamo attenderla con la legge di bilancio 2022. Ma nella nota di aggiornamento del documento di economia e finanza, NADEF, è stato messo nero su bianco. Il superbonus al 110% per interventi edilizi di miglioramento della prestazione energetica o per migliorare il livello di antismicità, sarà rinnovata fino al 2023, Novità importanti in arrivo.

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L'ufficialità dobbiamo attenderla con la legge di bilancio 2022. Ma nella nota di aggiornamento del documento di economia e finanza, NADEF, è stato messo nero su bianco. Il superbonus al 110% per interventi edilizi di miglioramento della prestazione energetica o per migliorare il livello di antismicità, sarà rinnovata fino al 2023, consentendo ad alcuni lavori di proseguire e terminare per giugno 2024.

Non ci si aspetta colpi di scena, e quindi possiamo serenamente affermare che c'è l'ok alla proroga del superbonus 110 percento. Del resto questo bonus sarà anche alla base delle operazioni di efficientamento energetico di almeno il 50% degli immobili entro il 2025, così come indicato nel PNRR presentato a Bruxelles per poter ottenere i fondi del EU Next Generation.

Il PNRR destina il 40% delle risorse alla transizione ecologica ed il miglioramento della prestazione energetica degli immobili è uno dei capitoli su cui punta il Governo per poter sostenere l'ambiente.

Il superbonus non era partito nel migliore dei modi possibili, complice la farraginosità delle procedure con incombenze in capo ai professionisti, obbligati a rilasciare asseverazioni che richiedevano tempo e soprattutto mettevano il professonista nelle condizioni di dover certificare situazioni immobiliari in assenza di documentazione appropriata sul possesso dello stesso.

Il decreto semplificazioni fortunatamente ha messo il turbo al superbonus grazie allo snellimento delle procedure. 

Inoltre l'estensione ai condomini ha favorito anche l'exploit del superbonus a favore di edifici pluriabitati e con tanti anni di anzianità. 

Nella NADEF si legge

Il sentiero programmatico per il triennio 2022-2024 consente di coprire le esigenze per le cosiddette politiche invariate e il rinnovo di numerose misure di rilievo economico e sociale, fra cui quelle relative al sistema sanitario, al Fondo di Garanzia per le Pmi e agli incentivi all’efficientamento energetico degli edifici e agli investimenti innovativi.

Superbonus 110: cosa cambia fino al 2023

La buona notizia dell'estensione del superbonus fino al 2023 è già di per se un cambiamento importante. Basti pensare che alcuni mesi fa, nel passaggio di governo da Giuseppe Conte a Mario Draghi, il superbonus era destinato a scomparire, ritrovarlo nella NADEF come misura rafforzata che sarà perno alla transizione ecologica, fa sperare che questa misura fiscale riserverà sorprese nei prossimi mesi.

Per il momento analizziamo cosa significa la proroga del superbonus dal 2022 al 2023. 

Le diverse scadenze che erano state impostate in funzione del 2022 sono prorogate di un anno. Cosi scadono a giugno 2023 i termini per i lavori effettuati presso edifici unifamiliari, non solo realizzati da persone fische ma anche da organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale. 

Termina il 31 dicembre 2023 invece il periodo entro cui i condomini possono terminare i lavori e far valere il superbonus, anche se a giugno 2023 non è stato raggiunto il 60% dello stato avanzamento lavori. 

Per le persone fisiche con edifici plurifamiliari da 2 a 4 unità si va al 31 dicembre 2023 se entro il 30 giugno 2023 viene raggiunta la quota di 60% di SAL. 

Per gli ex istituti autonomi case popolari ivece il termine è spsotato al 31 dicembre 2024 se entro il 30 giugno 2024 viene raggiunta la quota di 60% di SAL.

In deroga ai regolamenti di edilizia che fissano una distanza minima tra un edificio e quello antistante, è possibile ridurre questa distanza per effetto della costruzione di un cappotto o di una cintura anti-sismica. Ma questa deroga è applicata solo ai lavori collegati al superbonus 110%.

Superbonus: confermate le procedure con CILA

Il più grande contributo che il decreto semplificazioni ha portato a beneficio del superbonus è stato quello di eliminare la SCIA, la denuncia di inizio attività presso gli uffici comunali e le competenti AUSL. La difficoltà di slancio del superbonus era proprio collegato alla procedura della SCIA, che richiedeva la presentazione di progetti, l'asseverazione sulla titolarità dell'immobile. Incombenze onerose e lunghe, soprattutto su immobili molto vecchi i cui dati cartacei relativi al permesso di costruire e ai titoli abitativi non erano facilmente reperibili. Anzi si potevano impiegare mesi prima di presentare al SCIA ed avviare i lavori. E questo scoraggiava sia i proprietari che i professionisti.

Il decreto semplificazioni ha sostituito, per i lavori ancorati al superbonus 110%, la SCIA con la CILA

Solo questo cambiamento ha fatto fare un balzo in avanti alle richieste di inizio lavori con il superbonus.

Secondo i dati di ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, tra giugno ed agosto 2021 si è passati da 24.503 domande di fine giugno alle 37.128 riportate nell'ultimo aggiornamento di agosto. Un salto di oltre il 50% che tradotto in investimenti ha significato un salto da 3,5 miliardi di euro a 5,68 miliardi di euro, dei quali però il 70% è stato già utilizzato sottoforma di agevolazione, sia mediante la detrazione fiscale che le altre due strade: sconto in fattura e cessione del credito. 

L'importanza del superbonus trapelano dalle parole del sotto ministro all'economia Laura Castelli

La conferma della proroga al 2023 del superbonus al 110% è un'ottima notizia. È una misura che funziona molto bene, oltre ad essere uno dei principali pilastri della transizione ecologica che sta aiutando l'economia del Paese a ripartire. 

Superbon 110: cosa è la CILA

Per poter avviare un cantiere collegato al superbonus, prima del decreto semplificazioni era necessaria la SCIA, la segnalazione certificata di inizio attività. In realtà la SCIA prima era destinata solo a chi volesse avviare o modificare un'attività commerciale, artigianale o di servizi. La  legge 12.7.2011, n. 106 ha esteso la SCIA anche ai lavori edilizi. 

La SCIA era già un passo avanti in quanto si dichiarava la sussistenza di tutti i titoli per poter avviare un lavoro edile, andando quindi a sostituire autorizzazione, licenza, permesso, nulla osta. Ma per il superbonus era necessario attestare il titolo abilitativo. La sua assenza nella SCIA era causa di decadenza dei benefici del superbonus. I professionisti che dovevano presentare la SCIA per conto del committente avevano grossi problemi a garantire questa informazione, e spesso facevano desistere il proprietario dell'immobile dal procedure con i lavori.

Con la CILA invece c'è una ulteriore semplificazione e laddove ci sono solo lavori connessi al superbonus, e quindi per esempio non richiedono demolizione e ricostruzione, è sufficiente. Con la CILA si presenta un solo modello, unico in tutta Italia, con il quale i proprietari degli immobili che effettuano gli interventi connessi al superbonus non devono più la doppia conformità urbanistico-edilizia dell’immobile.

Superbonus 110: quali sono i lavori ammessi

Con il superbonus al 110% si possono fare interventi sia rientranti nelle categore dell'efficientamento energetico che di adeguamento anti-sismico. Possono effettuarsi sia su edifici esistenti che su demolizioni e ricostruzioni. Nel secondo caso però sarà necessario presentare la SCIA.

Per l'efficientamento energetico, i lavori devono consentire di recuperare almeno due classi di prestazione energetica e quindi possono interessare la realizzazione del cappotto, la sostituzione delg infissi.

Mentre per i lavori di adeguamente antisimico non ci sono vincoli.

Tra i lavori ammessi all'efficientamento energetico c'è anche quello di poter installare gli impianti fotovoltaici anche sugli immobili presenti nei centri storici. Una novità che punta anche a rendere i nostri centri storici più efficienti dal punto di vista del consumo di energia. 

Cosa succede se si installa una colonna per la ricarica dell'auto elettrica? Si può avere acceso al superbonus? Purtroppo la risposta è negativa a meno che il lavoro di installazione della wallbox elettrica non sia collegata a lavori primari rientranti nel superbonus. Si è di fronte alla classificazione tra interventi trainanti ed altri interventi. In presenza dei primi, altri interventi che puntano sempre ad un miglioramento energetico possono usufruire del superbonus.

Superbonus 110: cosa fare per averlo

Il superbonus nasce come agevolazione fiscale del 110% della spesa sostenuta. Non ci sono soglie massime di spesa. Ogni importo è ammesso al bonus del 110%. Questo va fatto valere sulla dichiarazione dei redditti dell'anno successivo a quello di sostenimento della spesa, e va ripartito in cinque anni. L'abbattimento dell'Irpef lorda consentrà così di poter avere sotto forma di credito e quindi di rimborso l'Irpef pagata. Per non fare confusione, non è il 110% della spesa che sarà rimborsato ma l'Irpef lorda versata con il proprio reddito, su cui si portano in detrazioni anche le spese connesse al superbonus che permette però di portare 110 volte l'importo speso.

Oltre alla detrazione fiscale sono ammesse altre due forme, che permetterebbero di avere quasi gratis i lavori. Quasi, perchè sia la cessione di credito che lo sconto in fattura, non sono pari al 110% ma vengono ridotte da chi accetta questa formula di pagamento anticipando di fatto il vantaggio. Ed i costi per queste operazioni possono arrivare ancha 5-7 punti.

Lo sconto in fattura è concesso direttamente da chi effettua i lavori mentre la cessione del credito può essere concessa sia all'impresa che esegue i lavori che ad un istituto bancario. 

Supebonus 110: chi sono i beneficiari

La lista di chi può far valere il superbonus è piuttosto lunga. Per non sbagliare riportiamo quando indicato sul sito dell'Agenzia delle Entrate nella pagina dedicata al superbonus. 

  • condomìni;
  • persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni, che possiedono o detengono l'immobile oggetto dell'intervento;
  • persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni, proprietari (o comproprietari con altre persone fisiche) di edifici costituiti da 2 a 4 unità immobiliari distintamente accatastate;
  • Istituti autonomi case popolari (Iacp) comunque denominati o altri enti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di "in house providing" su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci;
  • Onlus, associazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale;
  • associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

Ritornando ai privati invece c'è anche una novità per gli inquilini in affitto che possono godere dei vantaggi del superbonus senza pregiudicare la possibilità per il proprietario dell'immobile di beneficiare del superbonus su un massimo di altre due edifici di proprietà.