Non c’è ancora nulla di scritto, ma le voci sulla possibile proroga del Superbonus 110% sono sempre più insistenti. Sono molte le novità in materia di interventi edilizi.

In cantiere c’è anche la semplificazione della procedura di accesso, per agevolare chi vuole usufruire di tale sostegno. Si vuole anche introdurre unaliquota unica, per accorpare tutti i bonus edilizi e portare la detrazione degli stessi nello stesso momento, ovvero dopo cinque anni.

Il Parlamento ha avanzato delle proposte in materia durante la presentazione del PNRR, ovvero il Programma nazionale di ripresa e resilienza. Al centro delle discussioni governative c’è anche il Superbonus 110% e una possibile proroga al 31 dicembre 2023 per tutti i lavori edilizi.

Superbonus 110%: quali sono le novità

Il cosiddetto Recovery Plan, ereditato dal governo Conte, porta con sé aria di novità per i bonus edilizi e i superbonus. Le principali proposte in tema di detrazione fiscale per tali interventi riguardano essenzialmente tre punti.

Il primo punto riguarda l’estensione della detrazione al 31 dicembre 2023. In secondo luogo la procedura di accesso subirà una semplificazione. Si sta valutando l’opzione di creare un'aliquota unica, pari al 75%, per detrarre le spese relative ai lavori atti a recuperare il patrimonio edilizio e per la riqualificazione energetica degli immobili.

Queste proposte sono state approvate dalla Camera e dal Senato. Ora il governo dovrà scrivere la versione definitiva del PNRR da inviare entro il 30 aprile 2021 all’Unione Europea.

"La proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) , trasmessa dal Governo al Parlamento il 15 gennaio, rappresenta un ulteriore passo verso la compiuta definizione del Piano che dovrà essere predisposto dal nostro Paese, entro il 30 aprile, per accedere ai fondi di Next Generation EU (NGEU), il nuovo strumento dell'Unione europea per la ripresa che integra il Quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027."

L’introduzione dell’unica aliquota del 75% mira ad accorpare tutti i bonus edilizi relativi alle ristrutturazioni e all’efficientamento energetico degli immobili. In questo modo anche per queste tipologia di aiuto economico la durata della detrazione sarà di cinque anni

In questo modo verrà modificato l’art. 16 -bis del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), relativo alla detrazione delle spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici. La norma al momento impone l’applicazione dell’aliquota al 36%.

"Dall'imposta lorda si detrae un importo pari al 36 per cento delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unita' immobiliare, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l'immobile sul quale sono effettuati gli interventi [...]"

Estensione del Superbonus 110% fino al 2023

Nella relazione della Camera dei deputati si legge che l’estensione:

"[… ] del cosiddetto superbonus 110 per cento all’intero anno 2023, indipendentemente dalla avvenuta realizzazione di percentuali di lavori nell’ultimo anno di vigenza dell’incentivo, anche al fine di moltiplicare gli effetti positivi in termini di risparmio energetico annuo generato dagli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio privato.[...]"

Le misure che si voglio adottare servono anche per agevolare l’introduzione di capitale e risparmio privato all’interno di questo processo di rigenerazione urbana. Il Parlamento, infatti, auspica l’estensione della maxi agevolazione del 110% anche ad alberghi, agriturismi e aziende agricole. Il Senato, invece, evidenzia l’esigenza di far rientrare tra le categorie beneficiarie del sostegno economico anche gli esercenti delle attività d’impresa, delle arti e professioni. 

Al momento tutte le scadenze sono differenziate: 30 giugno 2022 per tutti i lavori edilizi, 31 dicembre 2022 per i condomini che abbiano concluso a giugno 2022 almeno il 60% degli interventi e il 30 giugno 2023 per gli ex-IACP che abbiano terminato al 31 dicembre 2022 il 60% dei lavori.

Il Superbonus 110% e la riqualificazione del patrimonio immobiliare

Il Superbonus 110% dovrebbe essere utilizzato anche per i lavori di riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici pubblici, in particolare l’edilizia residenziale pubblica, il patrimonio immobiliare sociosanitario, scolastico, della giustizia e dell’impiantistica sportiva.

Si evidenzia la necessità di inserire questo incentivo all’interno di una strategia di riqualificazione degli immobili, che mira alla verifica anticipata della conformità urbanistica, dei lavori sugli immobili situati nei centri storici.

Tutto ciò per due finalità. Semplificare le procedure per accedere alla possibilità di usufruire dell’agevolazione. Accertare la presenza preventiva di vincoli che potrebbero impedire il miglioramento di almeno due classi energetiche, il recupero del credito in tempi brevi, l’estensione dell’incentivo ad altri tipi di edifici e l’occasione di ampliare la rosa dei beneficiari del Superbonus 110%.

L’estensione dei fruitori del Superbonus 110% riguarda i gestori di attività di impresa, di arti e professioni. Si privilegia, però, il settore alberghiero e quello delle piccole e medie imprese. 

Detrazioni e agevolazioni fiscali per aziende agricole, agrituristiche e ippodromi.

La detrazione di imposta del 110% viene estesa, insieme ad altre tipologie di agevolazioni fiscali, anche ai lavori realizzati su edifici rurali presso aziende agricole e/o agrituristiche. L’articolo 119, comma 9, lettera b), del decreto legge 19 maggio 2020, n.34, afferma infatti che sono esclusi gli interventi realizzati:

"al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unita' immobiliari, salvo  quanto previsto al comma 10".

Il comma 10 dello stesso articolo precisa che:

"Le disposizioni contenute nei commi da 1 a 3 non  si  applicano agli interventi effettuati dalle persone  fisiche, al di  fuori di attività di impresa, arti e professioni,  su  edifici  unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale."

Si valutano, altresì, di estendere l’applicazione di questi sostegni economici anche agli ippodromi.

Estensione delle agevolazioni fiscali per potenziare il geo bonus

In questo contesto si vuole, altresì, potenziare il geo bonus. Nella legge n.145 del 2018 si indicavano gli interventi da effettuarsi su edifici e terreni pubblici, per risanare tramite bonifica ambientale i territori come prevenzione e risanamento del dissesto idrogeologico.

"[...] interventi su edifici e terreni pubblici, sulla base di progetti presentati dagli enti proprietari, ai fini della bonifica ambientale, compresa la rimozione dell’amianto dagli edifici, della prevenzione e del risanamento del dissesto idrogeologico, della realizzazione o della ristrutturazione di parchi e aree verdi attrezzate e del recupero di aree dismesse di proprietà pubblica, spetta un credito d’imposta, nella misura del 65 per cento delle erogazioni effettuate."

Opera che doveva essere messa in pratica dai cittadini, dalle amministrazioni e dalle imprese per realizzare o ristrutturare parchi e aree verdi attrezzate, al fine di recuperare tutte le aree dismesse di proprietà pubbliche.

Aggiornamento del Testo Unico in materia edilizia

L’attenzione su queste tematiche sono dovute anche all’esigenza di adottare alcune modifiche.  Durante la Conferenza Unificata di avvio del Piano, tenuta l’8 aprile 2021, è intervenuto il presidente Mario Draghi che ha dichiarato che la formulazione del nuovo PNRR sarà in continuità col quello redatto in precedenza solo in alcuni punti.

Gli interventi che verranno messi in atto saranno volti a snellire le procedure e ad attuare delle semplificazioni. Subiranno, quindi, delle modifiche sostanziali il Codice Appalto e il Testo Unico dell’edilizia.

Lo sconto in fattura e la cessione del credito lo si vuole rendere strutturale. In aggiunta la cessione del credito viene confermato per altri 5 anni, fino al 30 giugno 2027. In questo modo si garantirà la diffusione di questa modalità di pagamento per il superbonus, contribuendo alla riduzione delle emissioni.

Ancora non si hanno notizie certe sull’arrivo del provvedimento. Si vocifera che potrebbe essere pronto la prossima settimana. Solo dopo la sua diffusione si potranno avere notizie certe sul sistema delle detrazioni in merito ai lavori di riqualificazione in campo edilizio ed energetico.

Introduzione di misure di semplificazioni

La misura introdotta l’anno scorso sta facendo fatica a decollare, soprattutto per le procedure troppo lente e i numerosi adempimenti da assolvere.

Per semplificare la procedura per accedere al Superbonus 110% ci sarà un intervento sulle asseverazioni. Per gli immobili che hanno bisogno di manutenzione, ma non di ristrutturazione, ci sarà bisogno esclusivamente della comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA), per iniziare gli interventi. Per questa tipologia di lavori, quindi, non sarà più necessario presentare la dichiarazione di conformità urbanistica edilizia.

In Italia l’80% degli immobili, che possono accedere alla detrazione, hanno bisogno semplicemente di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria. Con lo snellimento della procedura per accedere al sostegno economico ci sarà un carico di lavoro minore per gli sportelli unici per l’edilizia.

Tutto questo avrà, inoltre, un risvolto positivo sulle tempistiche per la verifica delle asseverazioni presentate in merito alla conformità urbanistica per l’Ecobonus e il Sismabonus, che dovranno sempre essere presentate.

Tra le semplificazione che si voglio apportare in questo ambito c’è la volontà di realizzare un portale unico, dove inserire le comunicazione necessari relative alla materia edilizia. In questo modo i contribuenti e i professionisti potranno comunicare in modo veloce e puntale.

Si vuole, inoltre, approvare degli appositi formulari a cui i professionisti possano far rifermento e ai quali dovranno attenersi.