L’Agenzia delle Entrate ha finalmente chiarito che le parrocchie e gli enti religiosi sono esclusi dal Superbonus 110%. Il dubbio è stato chiarito dal Fisco con la risposta all’ interpello n. 14 del 7 gennaio 2021 con oggetto “Superbonus - Enti non commerciali - Opzione per la cessione o lo sconto in luogo delle detrazioni - Articolo 119 e 121 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio)”.

Superbonus 110% parrocchie: il quesito posto dall’istante

Il quesito presentato nell’Interpello n.14 del 7 gennaio 2021 è presentato da una Parrocchia Istante, che dichiara di essere un ente non commerciale e di essere proprietaria di immobili ad uso residenziale di categoria catastale A/2. In particolare, la parrocchia istante è proprietaria di due alloggi che vengono utilizzati come abitazione dai religiosi che prestano servizio nella Parrocchia e di un alloggio posto all'ultimo piano del fabbricato adibito a scuola dell'infanzia parrocchiale, utilizzato come abitazione dalle religiose che operano nella scuola stessa.

Per queste due unità di natura residenziale la parrocchia intende beneficiare della cessione del credito o dello sconto in fattura previsti dal Superbonus 110%. La Parrocchia istante, inoltre, intende effettuare anche altri interventi (recupero del patrimonio edilizio; efficienza energetica e recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti) all'immobile residenziale che ospita la scuola dell'infanzia parrocchiale. Il dubbio è se gli enti del terzo settore possano accedere al Superbonus 110%.

Superbonus 110% parrocchie: possono beneficiare dell’agevolazione?

L’Agenzia delle Entrate, nella formulazione della risposta al quesito posto dalla parrocchia istante, richiama come fonti normative l'articolo 119 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio), convertito, con modificazione, dalla legge 17 luglio 2020 n.77. Le nuove disposizioni legislative si affiancano a quelle già vigenti che disciplinano l’Ecobonus ed il Sismabonus attualmente disciplinate, rispettivamente, dagli articoli 14 e 16, del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito dalla legge 3 agosto 2013, n. 90. Dopo aver richiamato le fonti normative, l’Agenzia delle Entrate sottolinea e ribadisce che gli enti religiosi in genere non possono godere del Superbonus 110%, anche se l’immobile possiede i requisiti per accedervi.

Gli enti religiosi potranno beneficiare del Superbonus 110% solo per le spese sostenute per interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici in condominio, qualora partecipino alla ripartizione delle spese in qualità di condomino. La parrocchia istante non potrà avvalersi delle maggiori detrazioni previste dall'articolo 119 del Decreto Rilancio, relativamente agli immobili posseduti. Nel quesito posto la parrocchia istante chiede se in qualità di beneficiario possa accedere alle norme agevolative dell’art. 121, DL 34/2020 (cessione del credito o sconto in fattura). Dato che non può accedere al Superbonus 110%, è possibile per la parrocchia istante effettuare i lavori che danno diritto al risparmio energetico con una detrazione pari al 65% e cedere la detrazione o richiedere lo sconto in fattura.