La legge 17 luglio 2020, n. 77, convertita nel cosiddetto Decreto Rilancio (Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34), ha introdotto nel nostro ordinamento il superbonus, ossia la possibilità di detrazioni fiscali del 110%. Detrazioni che riguardano due settori di intervento edilizio: la riduzione del rischio sismico (sismabonus); la riqualificazione energetica (ecobonus 110%)

Ecobonus e superbonus: facciamo chiarezza

Con 159 voti favorevoli, 121 contrari e nessun'astensione, il Senato in luglio 2020 ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del D.L. n. 34/2020, ossia il cosiddetto Superbonus 110%. 

L'agevolazione comprende all'interno delle detrazioni fiscali fino al 110% alcuni interventi di riduzione del rischio sismico (sismabonus), di efficienza energetica (ecobonus), e di installazione di impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica di veicoli elettrici.

La Legge di Bilancio 2021 è poi intervenuta sulla norma, inizialmente valida per i lavori svolti dall’ inizio di luglio 2020 e fino alla fine del 2021, prorogandone l’efficacia fino al 30 giugno 2022, e subordinandola a determinati requisiti. Ma procediamo con ordine. 

Il superbonus consiste in una detrazione fiscale delle spese sostenute per specifici interventi da ripartire, per le spese sostenute nel 2020 e nel 2021, in cinque quote annuali di pari importo; per quelle sostenute nel 2022, in quattro quote, sempre di pari importo.

Requisiti per il superbonus 110%

Superbonus sì, ma non per tutti. Per poter usufruire dell’agevolazione fiscale è requisito imprescindibile il miglioramento di almeno due classi energetiche, dimostrato con l’Attestato di Prestazione Energetica (A.p.e.), rilasciato in seguito al sopralluogo di un tecnico abilitato.

Nel caso di impossibilità di miglioramento delle due classi, ne basterà una a condizione che si tratti di quella più alta possibile, e sempre previo riconoscimento A.p.e.

Superbonus 110%: chi può richiederlo

Durante l’iter di conversione in legge la platea di beneficiari che possono richiedere il superbonus è stata ampliata. Oggi possono usufruire dell’agevolazione:

le persone fisiche su unità immobiliari, escluse quelle esercenti attività di impresa, arti e professioni;

i condomini;

le organizzazioni non lucrative di utilità sociale;

• le associazioni di promozione sociale e le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri nazionali e regionali;

• le società e le associazioni sportive dilettantistiche, relativamente ai lavori destinati ai soli immobili adibiti a spogliatoi;

le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, limitatamente agli interventi realizzati su immobili posseduti dalle suddette e assegnati ai propri soci;

gli istituti nella forma di “in house providing” e gli IACP (Istituti autonomi case popolari) per interventi realizzati su immobili di loro proprietà, o gestiti per conto dei comuni, e destinati ad edilizia residenziale pubblica. 

Superbonus: quali documenti servono

Le cose belle non sono mai facili, si sa. E l’iter burocratico da seguire per ottenere il superbonus è complesso e ricco di adempimenti da assolvere, in base alle tipologie di interventi da eseguire.

Per i lavori sulle parti comuni serve il via libera del condominio. Ma non solo.

Dopo l’attivazione delle procedure da parte dell’Agenzia delle Entrate, per poter procedere con la richiesta del bonus (e ottenere la successiva cessione del credito o lo sconto in fattura), è necessario richiedere a commercialisti e CAF il visto di conformità, il documento che serve ad attestare la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta.

Serve poi il sopracitato Attestato di Prestazione Energetica (A.P.E.), rilasciato da un tecnico abilitato, per dimostrare il salto di due classi energetiche, o comunque il raggiungimento della classe energetica più alta.

Anzi, in realtà ne servono due: uno rilasciato prima dell’inizio dei lavori, che certifica la classe energetica di partenza; ed uno rilasciato a lavori conclusi (e solo da professionisti abilitati e iscritti all’albo) per certificare la classe energetica raggiunta.

I tecnici abilitati devono poi fornire un’asseverazione, un documento con cui attestano i requisiti tecnici sulla base del progetto e dell’effettiva realizzazione. 

Bisognerà infine comunicare i dati e le risultanze degli interventi esclusivamente in via telematica. E decorsi 90 giorni dalla data della fine dei lavori o di collaudo del bene, sarà necessario fare comunicazione della pratica all’ ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile.

Interventi previsti dal superbonus e limiti di spesa

In base al Decreto Rilancio possono avere accesso all’agevolazione fiscale prevista dal superbonus due tipologie di interventi: gli interventi trainanti, categoria di interventi edilizi che accedono direttamene alla detrazione fiscale del 110%; gli interventi trainati, che accedono al superbonus solo se eseguiti congiuntamente agli interventi trainati, prendendo come riferimento la data di inizio e fine dei lavori.

Gli interventi trainanti riguardano: 

• gli interventi sugli edifici unifamiliari e sulle unità immobiliari (situate all'interno di edifici plurifamiliari) funzionalmente indipendenti e dotate di uno o più accessi autonomi dall'esterno, per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti.

Il tetto massimo di spesa è 30.000 euro, anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito;

gli interventi di riduzione del rischio sismico (di cui ai commi 1bis-1septies, art. 16 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63);

gli interventi sulle parti comuni per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

I limiti di spesa per gli interventi sulle parti comuni degli edifici variano dai 15.000 ai 20.000 euro, in relazione al numero delle unità immobiliari;

il cappotto termico, ossia l'isolamento termico delle superfici opache orizzontali, verticali o inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25%.

Il limite di spesa previsto dal superbonus per il cappotto termico va dai 30.000 ai 50.000 euro, sempre in base al numero di unità immobiliari e agli accessi disponibili dall’esterno;

la coibentazione del tetto, includendo nel concetto di superficie disperdente anche il tetto, che dunque risulta inserito nel complesso delle pareti orizzontali, verticali e inclinate sulle quali poter intervenire con la coibentazione dell’immobile, indipendentemente dal fatto che ci sia sottotetto e che non sia riscaldato.

Gli interventi trainanti di riqualificazione energetica possono trainare i seguenti interventi trainati:

• interventi di eliminazione delle barriere architettoniche (art. 16-bis, co.1, lettera e) del TUIR);

• Interventi di efficientamento energetico;

• l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari;

• l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti che conducano ad un risparmio di energia primaria (PES) ≥ 20%, con potenza elettrica <50kW.

Realizzare uno qualsiasi degli interventi trainanti consente di poter includere nella detrazione superbonus 110% anche altre spese:

sempre se effettuate congiuntamente, si possono detrarre le spese di installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica, ovvero (sempre a condizione che gli interventi trainanti assicurino il doppio salto di classe energetica) quelle di installazione delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

SUPERBONUS 110%: LE NOVITÀ 

Mentre nel Recovery Plan si aspetta l’ultima parola sulla proroga del superbonus al 2023, cresce il pressing degli addetti ai lavori per semplificare le regole su procedure, conformità e limiti di spesa delle opere.

Due infatti le novità principali sulle detrazioni fiscali relative al superbonus per gli interventi edilizi che entreranno nel PNRR, il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza: aliquota unica al 75% per gli altri bonus e superbonus più semplice fino al 2023.

Parola d’ordine: razionalizzare. Si parla infatti di modificare l’articolo 16 bis del TUIR includendo sotto un’unica aliquota al 75% i bonus esistenti per le ristrutturazioni e per l’efficientamento energetico degli edifici. Ma non solo. Ad essere quasi realtà è anche la proroga delle misure superbonus fino al 2023.

Già prorogato dalla legge di bilancio 2021 fino al 30 giugno 2022, il piano di agevolazioni che prevedono il superbonus vuole estendersi a tutti gli interventi edilizi (dotati dei requisiti necessari) fino al 2023, indipendentemente dalla avvenuta realizzazione di percentuali di lavori nell’ultimo anno di vigenza dell’incentivo.

Il fine è quello di incidere maggiormente sulla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio privato e di conseguire risultati importanti in materia di risparmio energetico. E in questa direzione si rivolge anche la semplificazione di accesso alle misure del superbonus sul versante della verifica preventiva della conformità urbanistica e sull’accelerazione dei tempi di recupero del credito.

Queste dunque le due nuove linee di indirizzo approvate da Camera e Senato in tema di detrazioni fiscali per interventi edilizi e superbonus 110%. E i tempi per avere certezza delle misure non sono lunghi:

entro il 30 aprile il Governo dovrà infatti redigere la versione definitiva del Recovery plan (il Piano Nazionale di Ripresa conosciuto anche come PNRR) che prevede progetti di riforma strutturali finanziati dal Recovery Fund, il fondo speciale approvato dall’UE per affrontare le conseguenze economiche e sociali causate dal Covid-19.

Semplificare e razionalizzare sembrano infatti non solo linee di indirizzo, ma soprattutto linee guida per evitare di perdere la bussola tra requisiti impossibili e procedure burocratiche che bloccano i lavori. Ne ha bisogno il superbonus, e ne abbiamo bisogno anche noi.