TARI 2021: lo sconto scade il 31 maggio! Come chiederlo

TARI 2021: la tassa sui rifiuti è stata soggetta ad un particolare sconto, da parte del Decreto Sostegni bis targato Draghi. Questo vuol dire che le imprese potranno risparmiare sulla tassa dei rifiuti, ma solo sulla parte variabile, e solamente nel caso in cui scelgano di rivolgersi ad aziende di smaltimento private. Per le aziende, attività di commercio o imprese che vogliono aderire allo sconto, il tempo stringe, perché la scadenza è fissata per il 31 maggio 2021.

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La TARI, la tassa sui rifiuti, ha subito quest’anno forti variazioni che riguardano soprattutto le imprese. Il governo con Mario Draghi ha scelto di erogare specifiche riduzioni sulla tassa introducendo uno sconto con il Decreto Sostegni bis recentemente approvato.

Il decreto bis segue la scia del Recovery Plan, che propone una serie di misure volte alla ripresa economica del paese. Tra gli obiettivi prefissati vi sono anche alcune specifiche agevolazioni fiscali, come quelle per le imprese che hanno subito perdite notevoli a causa dello scoppio della pandemia.

Molte attività e aziende hanno faticato a rimanere aperte, alcune hanno dovuto chiudere per motivi economici o legati alla limitazione dei contagi. Il DL Sostegni bis ha introdotto una serie di contributi a fondo perduto aggiuntivi e vantaggi fiscali in più rispetto al primo decreto.

Nello specifico ha previsto uno sconto sui costi fissi che le imprese sono tenute a sostenere, come le bollette e le tasse. Anche la TARI è stata coinvolta da uno sconto specifico.

TARI: sconto garantito da un fondo speciale

Per lo sconto sulla TARI, sono stati stanziati 600 milioni di euro, una cifra che viene destinata a coprire le spese per il pagamento della tassa sui rifiuti per tutte le imprese, soprattutto le attività commerciali colpite duramente dalla situazione di crisi economica legata alla pandemia.

I 600 milioni di euro previsti dal governo vengono stanziati per il 2021, e saranno i singoli comuni a provvedere a ridurre il prezzo della tassa e garantire così uno sconto a tutte le imprese in crisi.

Lo sconto sulla TARI non è l'unica agevolazione che è stata introdotta dal governo sui pagamenti dei costi fissi delle imprese. Sono previsti anche sconti in bolletta e riduzioni del canone di affitto nel caso di concordato con l'affittuario. Ma come funziona nel dettaglio il bonus relativo alla TARI?

Tutte le imprese che desiderano accedere a questo tipo di agevolazione devono chiedere al proprio comune di riferimento, sotto la gestione della propria regione, come intendono procedere con la gestione dei rifiuti: se utilizzando un servizio urbano o un soggetto privato.

Per quanto riguarda la percentuale fissa relativa alla TARI, va versata al proprio comune. La parte variabile del costo invece andrà scontata nel momento in cui l'impresa sceglie di avvalersi di aziende private per la raccolta dei rifiuti.

Sconto sulla TARI: a quanto ammonta

Di fatto quindi l’agevolazione non comporta uno sconto complessivo totale sulla TARI, ma una agevolazione per tutte le aziende o le imprese che utilizzano un ente privato per poter smaltire i propri rifiuti.

In ogni caso l'agevolazione avrà effetto a partire dal prossimo anno, dal primo gennaio del 2022. Questo perché tutti i comuni hanno tempo fino a fine giugno per decidere quali sono gli sconti effettivi. Nonostante questo è importante ricordare qual è la scadenza per le imprese per chiedere l'adesione allo sconto.

Il termine ultimo  per poter accedere allo sconto sulla TARI è fissato al 31 maggio 2021, come spiega Confcommercio in riferimento alla regione Umbria:

"Le utenze non domestiche che soddisfano entrambi i requisiti delle due tabelle citate, dovranno comunicare al proprio Comune, entro il 31 maggio 2021, se affidare tali rifiuti al servizio urbano o affidarli ad un soggetto privato."

Va ricordato che tutte le attività devono procedere al pagamento della TARI nel momento in cui possiedono locali o aree aperte, adibiti alla raccolta dei rifiuti. In ogni caso i comuni possono decidere, seguendo le misure ufficiali di sconto sulla TARI, di proporre uno sconto ulteriore che va oltre ai fondi erogati dallo stato.

Scade il 31 maggio 2021 l'accesso allo sconto sulla TARI

Non in tutti i comuni italiani le cose funzionano nello stesso modo, ogni comune ha delle regole specifiche per il pagamento della TARI da parte delle imprese, e dei cittadini. In ogni caso è consigliato chiedere informazioni al proprio comune di appartenenza, anche alla luce del fatto che è previsto uno sgravio di questa tassa anche per i cittadini.

Per poter chiedere lo sconto su questa particolare tassa, bisogna procedere entro il 31 maggio 2021, per le imprese che decidono di utilizzare un'azienda privata per lo smaltimento della raccolta dei rifiuti.

La domanda va presentata al proprio comune di appartenenza, e lo sconto arriverà dal primo gennaio 2022, come spiega Money.it:

“Evidenziando tra l’altro la natura perentoria della scadenza del 31 maggio 2021, al fine di fruire della riduzione della quota variabile TARI dal 2022.”

Questo vuol dire che le imprese, per vedere un effettivo risparmio sul pagamento dei rifiuti, devono scegliere l'opzione azienda privata e aspettare ancora un anno. Essendo la differenza tra i comuni così marcata, sono nate moltissime polemiche su questa misura, soprattutto per la scadenza fissata così presto, a fine maggio, per accedere allo sconto.

In ogni caso domande presentate successivamente non verranno accolte, quindi è necessario procedere in fretta, rivolgendosi al proprio comune e chiedendo di accedere alle agevolazioni 2021.

TARI 2021: come funziona per le famiglie

Abbiamo visto come funziona la riduzione del prezzo sulla TARI 2021 per le imprese, secondo le agevolazioni previste dal Decreto Sostegni bis. Ora vediamo in particolare come funziona la stessa tassa per le famiglie italiane. Per la TARI del 2021 relativa alle abitazioni di famiglie e inquilini, il pagamento avviene su rate diverse.

In ogni caso le scadenze sono fissate dai singoli comuni, ma è possibile pagare in tre momenti diversi durante l'anno: aprile, luglio, dicembre. La TARI si paga solitamente procedendo tramite bollettino postale al proprio comune, o modello F24. È possibile anche procedere al saldo con il portale dell'Agenzia delle Entrate.

Il pagamento della TARI è obbligatorio per chiunque possegga immobili o aree esterne che producono rifiuti. Quindi questa tassa si paga solo nel momento in cui effettivamente vengono prodotti dei rifiuti urbani. Per questo motivo si applica sia alle attività e alle imprese sia alle zone condominiali, che su immobili che producono rifiuti.

Esiste comunque la possibilità di non pagare questa tassa sulle seconde case, quando risultano disabitate. Questo però comporta il fatto che bisogna dichiarare con precisione che la casa non è mai utilizzata, quindi non esiste una rete elettrica che la collega o un sistema idrico inerente. Nel momento in cui sono presenti gli allacci alle utenze bisogna comunque pagarla.

Come si determina la TARI?

Come spiega Cosedicasa.com

"Si considera assoggettabile al tributo la “superficie calpestabile” di unità immobiliari, iscritte o iscrivibili nel catasto urbano, suscettibili di produrre rifiuti."

Questo significa che la tassa viene applicata in base alla superficie dell'immobile, facendo riferimento ai metri quadrati dell'abitazione. Lo stesso vale per le attività commerciali o per le industrie.

La TARI comunque per le imprese per le attività è un costo fisso tanto quanto per le famiglie, e con il periodo di crisi attuale il governo ha deciso di stanziare uno sconto per alleggerire il carico fiscale delle attività.

È indispensabile comunque ricordare che a questo scopo l'attività deve dichiarare di voler passare ad un servizio pubblico di smaltimento dei rifiuti ad uno privato, in modo che lo sconto venga applicato sulla parte variabile della tassa.

Non solo TARI 2021: lo sconto sulle bollette

Con le ultime misure del governo sono arrivati numerosi sgravi o sconti relativi alle tasse fisse che le imprese le attività commerciali devono pagare stabilmente. L'obiettivo del decreto, e la direzione generale presa del Recovery Plan, è quello di agevolare le attività e le imprese nel pagamento di: affitti, bollette, tasse sui rifiuti.

Il 2020 è il 2021 sono due anni critici per le imprese, e la situazione è delicata nonostante le riaperture. Per favorire la ripresa economica, l'attuale governo ha stabilito l'erogazione di fondi e specifici bonus per le imprese e le partite IVA.

Nel dettaglio sono previste delle agevolazioni per ristoranti e bar, attività commerciali e negozi, professionisti che pagano regolarmente per avere l'energia elettrica. I costi fissi relativi alle aziende e alle imprese che il governo sta scontando riguardano tutti quei pagamenti che l'imprenditore deve saldare per mantenere l'attività.

Il bonus viene applicato direttamente in bolletta, soprattutto, come ci spiega Informazionefiscale.it per i proprietari di attività che sono stati costretti a chiudere o a limitare per mesi la propria attività a causa della diffusione del virus.

Al momento le attività stanno a poco a poco riaprendo, soprattutto i centri legati al turismo, e si prospettano miglioramenti della situazione economica generale del paese per l'esate.

Plastic tax: sospesa fino al 2022

Un'altra tassa relativa ai rifiuti riguarda quella sulla plastica, la Plastic Tax. Questa particolare tassa è stata ipotizzata per essere introdotta già quest'anno, ma il DL bis ha prorogato ulteriormente la sua applicazione. Come spiega Fiscoetasse.com questa tassa è rimandata al primo gennaio 2022:

"In considerazione delle contingenti e difficili condizioni in cui versano i settori economici, che sarebbero gravati dall’imposta sulla plastica, in connessione al protrarsi dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, la disposizione differisce ulteriormente, al 1° gennaio 2022, la data di decorrenza dell’efficacia delle disposizioni che la istituiscono e la disciplinano."

La Plastic Tax prevede un pagamento sulla produzione della plastica, una tassa introdotta per limitare l’uso della stessa, come spiega Confcommercio:

“La Plastic Tax è una tassa del valore fisso di 0,45 centesimi di euro per ogni chilo di prodotti di plastica monouso venduto (i cosiddetti MACSI).”

Al momento il Decreto Sostegni bis ha rimandato la sua attivazione fino a gennaio 2022, e si attende l'entrata in scena di questo particolare pagamento al fisco. Indubbiamente la tassa segue la direzione proposta dal Recovery Plan sull'ecosostenibilità ambientale e dei processi di impresa. 

Ricordiamo che la plastica in tutto il mondo è uno dei materiali che più danneggiano ed inquinano terre e mari, e anche l'Italia ne è in parte responsabile.