TARI, chi paga in caso di decesso e di eredità secondo le leggi 2022-2023

La tassa rifiuti è un tributo obbligatorio che devono corrispondere tutti i possessori di immobili. Chi subentra in una casa, un box, una cantina, o un immobile commerciale, eredita anche la TARI!

Image

La tassa rifiuti di un immobile ereditato è uno dei tributi che si dimentica più facilmente, sia a causa della situazione dolorosa ma anche perché altre pratiche burocratiche passano in avanti.

In realtà, essendo una tassa obbligatorio, in caso di mancata gestione, può dare origine ad accertamenti e sanzioni come qualsiasi altro tributo.

Inoltre, ci sono due momenti in cui, in qualità di erede, potresti trovarti a dover corrispondere TARI per l’immobile entrato in tuo possesso:

  • periodo di competenza del soggetto passivo deceduto;
  • periodo di tua competenza in quanto nuovo proprietario.

Ecco una breve guida per districarsi nella burocrazia che sta attorno alla tassa rifiuti.

Chi paga la TARI per una casa ricevuta in eredità secondo la legge

Il presupposto della tassa rifiuti è il possesso degli immobili. In caso di decesso del proprietario della casa, immediatamente dal giorno successivo essa passa in proprietà dei suoi eredi.

Infatti, indipendentemente da quando si avvia giuridicamente la successione, essa avrà per forza di cose, effetti retroattivi andando ad assegnare tutti i beni del deceduto ai suoi naturali eredi.

Ovviamente, questo avviene solo nel caso in cui i legittimati decidono di accettare l’eredità e quindi prendersi carico di tutti i crediti e beni, nonché anche di eventuali debiti.

Al contrario, se si decide di rinunciare all’eredità, nulla sarà dovuto per la TARI degli immobili del deceduto in quanto non entreranno mai in tuo effettivo possesso.

Cosa fare per il passaggio TARI tra deceduto e nuovo soggetto passivo

L’aspetto particolare della TARI è che non deve essere corrisposta in base alla quota di possesso, al contrario dell’IMU, ma vige solidarietà tra i soggetti passivi.

Ciò significa che, tutti gli eredi, in qualità di possessori a seguito di passaggio di proprietà, sono tutti potenzialmente debitori della tassa rifiuti dell’immobile ricevuto.

Essere solidalmente obbligati significa che l’eventuale accertamento può pervenire indistintamente a qualsiasi erede, ma anche che qualunque erede può subentrare al deceduto nella tassa rifiuti.

A livello pratico, dovresti sapere che la TARI è su base dichiarativa. Ciò significa che c’è obbligo di legge a presentare presso il Comune in cui l’immobile è situato un modulo apposito, fornito dall’ufficio tributi, in cui effettuare la dichiarazione prima citata.

Cosa fare in caso di decesso di un parente e ricezione in eredità di un immobile?

È necessario presentare duplice dichiarazione. Una in cui si va a chiudere l’utenza TARI a nome del deceduto che, a causa della morte, non può essere più soggetto passivo del tributo. E una in cui si va ad aprire nuova utenza TARI a nome di un erede.

Entrambe le dichiarazioni devono essere obbligatoriamente essere presentate al Comune entro il 30 giugno dell’anno successivo al fatto. Tale termine è imposto da legge.

Altra questione che spesso si rileva nel subentro è la gestione di eventuali crediti da parte del deceduto. Infatti, in caso di morte verso fine anno, è possibile che il soggetto passivo abbia già corrisposto il tributo per l’intero anno.

In questo caso, sarà dovuto un rimborso per la quota pagata in eccesso, ovvero dalla data di decesso fino a fine anno, che dovrà essere versato agli eredi in base alla quota di eredità.

Al contrario, perverrà la bolletta al soggetto passivo nuovo che si è iscritto a partire dalla data di decesso fino a fine anno.

Cosa fare se la casa che hai ricevuto in eredità è vuota e inutilizzata?

A proposito della bolletta appena prima citata, sappi che non dovrai per forza pagare la tariffa piena. Infatti, spesso accade che le abitazioni ricevute in eredità restino per molto tempo vuote e disabitate.

Non esiste in alcun modo alcuna esenzione salvo tu decida di svuotare interamente l’immobile e staccare qualsiasi utenza tra luce, acqua, gas e telefono.

Ma che tu sia in attesa di un affittuario o di vendere la casa, puoi sicuramente usufruire di alcune agevolazioni che cambiano da comune a comune.

Perché potrebbero arrivarti bollette o accertamenti in qualità di erede?

Ultima cosa che è bene sapere in questi casi è che potrebbe arrivarti un accertamento in qualità di erede. Cosa significa? Ci sono due opzioni:

  • potrebbe essere che il defunto non abbia pagato una o più bollette TARI nel corso degli anni. Il comune, nella sua funzione di riscossione dei tributi a lui dovuti, invierà un sollecito per intimare il pagamento. Se persiste l’omesso versamento, possono arrivare anche sanzioni o azioni coattive;
  • potrebbe essere che il defunto abbia omesso di dichiarare alcuni immobili. Spesso vengono dimenticate cantine o box, pertanto il comune, nella sua fase di accertamento, riscontra che il soggetto passivo non ha mai corrisposto TARI per quei locali ed emette un avviso di accertamento per omessa denuncia che comporta inevitabilmente le sanzioni.

Se accetti l’eredità, sappi che non hai scampo nel poter evitare, in qualità di erede, i debiti del defunto. Anche in presenza di più eredi, essendoci solidarietà tra di essi in merito alla tassa rifiuti, il comune ha la facoltà di richiedere il dovuto a uno qualsiasi dei legittimati.