Chi deve pagare la Tari nel corso del 2022? Ma soprattutto come si fa a sapere quanto è necessario pagare per essere in regola con questo tributo? Ricordiamo che la Tari altro non è che l'acronimo di tassa sui rifiuti ed ha fatto il proprio debutto nel 2014, quando ha sostituito la Tares. Come si intuisce direttamente dal nome, il suo scopo è quello di andare a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

La Tares, tra l'altro, ha avuto una vita molto breve, essendo rimasta in vigore solo e soltanto nel 2013. Ma torniamo alla Tari: questa tassa deve essere pagata al Comune di residenza dai cittadini, dalle aziende e dai vari enti. In estrema sintesi serve a pagare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Quindi nel momento stesso in cui andiamo a gettare il nostro sacchetto dell'immondizia nell'apposito cassonetto, utilizziamo un servizio che viene finanziato attraverso la Tari.

Tari chi la deve pagare

La Tari è gestita interamente e completamente a livello locale. Ogni singolo Comune dovrà necessariamente determinare le tariffe in base alla superficie ed alla quantità di rifiuti, che sono prodotti. In alternativa il costo potrà essere basato sulla qualità dei rifiuti per unità di superficie, che, ovviamente, dipendono dalla tipologia delle attività ed all'eventuale costo del servizio dei rifiuti.

L'articolo 1, comma 641, della Legge n. 147/2013 prevede che debbano pagare la Tari le persone che sono in possesso o stanno detenendo a qualsiasi titolo - in affitto, in comodato d'uso, in proprietà od in usufrutto - un qualsiasi locale od un'area scoperta, che possa produrre dei rifiuti. A voler essere leggermente più specifici, possiamo affermare che la Tari dovrà essere pagata da quanti siano in possesso:

  • di un locale. In questa definizione devono essere intese tutte quelle strutture che siano fissate al terreno e siano chiuse almeno su tre lati;
  • aree scoperte, stiamo parlando di quelle aree nelle quali non siano presenti degli edifici o delle semplici strutture edilizie e non siano parte integrante del locale. Possono essere utilizzate per qualsiasi scopo.

Come deve essere pagata la Tari

Proviamo a vedere, adesso, come deve essere pagata la Tari. Sostanzialmente è possibile farlo utilizzando due modalità diversa: il bollettino postale precompilato od utilizzando un modello F24. Generalmente, nel momento in cui si avvicina la scadenza di pagamento, il Comune provvede ad inviare al contribuente il bollettino postale attraverso il quale effettuare il pagamento. Le amministrazioni comunali permettono di saldare questa tassa con almeno due rate semestrali diverse. Attenzione: ogni singolo Comune ha delle scadenze diverse, quindi qualcuno oggi potrebbe aver già pagato. Mentre altri sono ancora in attesa del bollettino comunale.

Nel caso in cui dovesse arrivare il bollettino postale da pagare, sarà sufficiente recarsi nell'ufficio postale più comodo e provvedere al saldo della Tari. In alternativa è possibile utilizzare il Modello F24, nel quale dovranno essere utilizzati i seguenti codici tributo:

  • 3944 TARI – tassa sui rifiuti
  • 3945 TARI – tassa sui rifiuti – INTERESSI
  • 3946 TARI – tassa sui rifiuti – SANZIONI
  • 3950 TARIFFA
  • 3951 TARIFFA – INTERESSI
  • 3952 TARIFFA – SANZIONI

Per evitare di commettere degli errori è necessario inserire il codice tributo nella sezione Imu e altri tributi locali. Dovranno essere compilate anche le seguenti voci:

  • codice ente/codice comune: codice catastale del Comune dove sono situati gli immobili;
  • Ravv.: in caso di ravvedimento;
  • il numero immobili;
  • rateazione/mese rif: numero rata nel formato “NNRR” (“NN” è il numero della rata in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate);
  • anno di riferimento: anno d’imposta del pagamento.

Tari, quali sono le scadenze del 2022

È necessario sottolineare che le scadenze per il pagamento della Tari sono fissate dai singoli comuni. In Italia vi sono così tante logiche amministrative locali, che le decisioni possono essere anche ampiamente divergenti. Il calcolo e le modalità di pagamento vengono fissate a livello nazionale, le date di scadenza, invece, vengono determinate a livello locale. In linea di massina è possibile affermare che ci siano tre tempistiche diverse per il pagamento di questa tassa:

  • mese di aprile: pagamento prima rata;
  • mese di luglio: pagamento seconda rata;
  • mese di dicembre: terza rata.

Ribadiamo che è meglio che i contribuenti verifichino il calendario delle scadenze presso il Comune dove sono collocati gli immobili, perché potrebbero essere adottate anche delle scadenze diverse. Inoltre gli enti locali hanno modo di personalizzare ulteriormente il calendario delle scadenze con proroghe che, talvolta, possono essere previste a livello locale.