La Tassa sui Rifiuti è un tributo che devono pagare tutti coloro che hanno un immobile o un’area, adibiti a qualsiasi utilizzo, che detengono utenze domestiche e non domestiche, capace di produrre rifiuti urbani.

Insieme, alle bollette di acqua, luce e gas e, per alcuni, alle spese di affitto o mutuo, la Tari va a costituire un costo fisso per famiglie e attività.

Il presupposto della Tari non è la proprietà del bene: si deve pagare anche quando si vive in un appartamento in affitto oppure si svolge la propria attività lavorativa in un immobile affittato. La tassa deve essere pagata per la capacità di produrre rifiuti.

Ci sono, però, alcuni casi di esenzione dal versamento della Tari e, in altri casi ancora, si applicano alcune riduzioni. Analizziamo quali sono i presupposti necessari per rientrare negli esonerati al versamento della Tassa sui Rifiuti e rispondiamo a questa domanda: la Tari si deve pagare per la seconda casa non abitata?

Chi non deve pagare la Tari

Come per quasi tutti i casi, la Tassa sui Rifiuti non è sempre dovuta. In alcune circostanze, infatti, la tassa non è dovuta oppure si può beneficiare di alcune riduzioni. Prima di spiegare quando scatta l’esenzione, però, è bene spendere qualche parola sulla spiegazione generale sulla tassa.

La Tassa sui Rifiuti è stata istituita dal 2014 ed è un tributo che serve a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, ragion per cui il suo presupposto è il possesso o la detenzione di locali oppure aree che producono rifiuti.

Pertanto, non è sufficiente non utilizzare un locale o abitare in un immobile per non pagare il tributo, ma non è soggetto al versamento solo chi dimostra l’inidoneità a produrre rifiuti.

L'importo della tassa, così come la scadenza del versamento, viene stabilita dai singoli comuni. Il versamento, comunque, si deve effettuare tramite il Modello di Pagamento unificato F24.

Ma torniamo ai casi di esenzione. Se il presupposto della tassa è il possesso di un’area o di un immobile soggetto alla produzione di rifiuti, come abbiamo già spiegato, qualora si dimostra che il locale è inidoneo a produrre rifiuti, allora non si deve pagare il tributo. Dobbiamo, però, spiegare i vari casi specifici.

Chi non deve pagarla? Sono esclusi dal pagamento del tributo:

  • le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative;
  • le aree comuni condominiali non detenute oppure occupate in vie esclusiva;
  • gli immobili non utilizzabili, disabitati e privi di utenze attive.

Per quanto riguarda le seconde case, vi possono essere alcuni casi di esenzione o riduzione della tariffa, ma questi dipendono esclusivamente dai singoli regolamenti comunali. In quali casi possono essere previste esenzioni o riduzioni? Per esempio, per le abitazioni per uso esclusivamente stagionale oppure ad uso limitato discontinuo, per le abitazioni occupate da chi risiede per più di un semestre all’estero, per i fabbricati rurali ad uso abitativo e così via.

Si paga la Tari per seconda casa disabitata? Vediamo quando è prevista l’esenzione

Abbiamo fatto un elenco dei casi in cui è prevista l’esenzione dal pagamento della Tassa sui rifiuti. Inoltre, abbiamo citato anche qualche caso di possibile esenzione o riduzione della tariffa, ma sempre a discrezione dei vari regolamenti comunali.

Soffermiamoci, infine e più a lungo, sulla domanda che abbiamo posto inizialmente: è prevista l’esenzione dal versamento della Tari per la seconda casa disabitata? Come abbiamo avuto modo di vedere, la risposta è affermativa, ma solo quando vengono rispettate alcune condizioni

La Tari non è dovuta per immobile disabitato quando sussistono le seguenti condizioni:

  • le utenze di acqua, luce e gas non sono attive;
  • la casa non è adatta ad ospitare nessuno: è inutilizzabile.

Se, per esempio, sono presenti arredi oppure anche solo una utenza è allacciata, allora non si potrà beneficiare dell’esenzione. La casa non dovrà essere in condizione da poter ospitare nessuno, neppure per uno o due giorni e deve essere provata e dimostrata la sua inutilizzabilità. Anche perché la presenza di mobilia o altro potrebbe far presupporre l’abitabilità saltuaria dell’immobile.

Come richiedere e ottenere l'esenzione dal pagamento? Si deve presentare apposita domanda al Comune in cui è ubicato l'immobile disabitato, compilando l'apposita autocertificazione messa a disposizione dall'Ente. Nel modulo si devono inserire i propri dati anagrafici e i dati catastali dell'immobile in oggetto.

Entro quanto tempo si deve presentare il modulo di cessazione dell'abitabilità? Le tempistiche variano da Comune a Comune, generalmente, il termine è di novanta giorni. Si consiglia di prestare attenzione al regolamento del Comune dove è ubicato l'immobile per il quale si ha intenzione di richiedere l'esenzione dal versamento della tassa.

Il Comune, una volta ricevuta l'istanza, provvedere ad eseguire gli accertamenti necessari, rilasciando un'apposita ricevuta di esenzione.