Non si tratta di uno scherzo, è tutto vero: è arrivata una proposta che riguarda l'introduzione di una tassa sul panino, ovvero una nuova imposta per le attività dedite allo street food, secondo una ipotesi che arriva da Firenze. La tassa sul panino verrebbe applicata, se confermata, sulle attività che offrono cibo ai cittadini di passaggio, non solo nella nota città d’arte.

La proposta mette al centro le zone storiche, artistiche e culturali tipiche di diverse città italiane, le cui strade sono popolate da locali che vendono panini, bibite, cibi da stuzzicare camminando. Che lo street food sia diventato in certi versi molto invasivo, questo si nota passeggiando in alcune vie delle principali città d’Italia, però nessuno si aspettava una tassa di questo tipo.

L'imposta andrebbe a colpire proprio i locali di street food, secondo la proposta del direttore di un famosissimo museo della nota Firenze. Lanazione.it ci mostra tuttavia che questa tassa non è stata accolta dalle attività in modo positivo:

“La tassa sul panino? Bocciata. Siamo stati in via dei Neri, una delle strade più frequentate dai consumatori di 'street food' e il coro è stato pressoché unanime.”

Andiamo a vedere nel dettaglio cosa è accaduto, quali sono le motivazioni che hanno spinto a proporre la tassa sul panino, che per il momento rimane solo una proposta.

La tassa sul panino: la nuova proposta per limitare l’inciviltà

Non si tratta di una barzelletta o di una fake news, perché la tassa sul panino è stata proposta recentemente per contrastare un fenomeno a cui si assiste spesso nelle città artistiche italiane: la mancanza di senso civico.

Mancanza che porta a conseguenze non felici per le vie dei principali centri storici italiani: rifiuti, cartacce a terra, bibite abbandonate per strada. La tassa sul panino è stata ipotizzata dal direttore di un noto museo di Firenze aperto al pubblico, come misura per contrastare la mancanza di senso civico che danneggia le vie storiche e artistiche delle città italiane.

Come spiega Ansa.it, la proposta ipotizza una tassa applicata ai locali di street food, che sarebbero i maggiori responsabili di questo tipo di situazione, insieme ai cittadini poco rispettosi degli spazi comuni.

Purtroppo anche le zone più artistiche di molti dei più noti centri storici italiani sono talvolta presi di mira per l’abbandono di cartacce, lattine di bibite, mozziconi di sigaretta. Una situazione a dir poco triste per alcuni che dovrebbero essere gli scorci cittadini più famosi e conosciuti al mondo nel nostro paese.

Una tassa sul panino: a pagarla, le attività

Secondo la proposta, dovrebbero essere le attività di street food a pagare la tassa sul panino, che da un lato potrebbe essere un monito a limitare l’inciviltà di chi frequenta i locali. Dall’altro un invito concreto ad adoperare tavolini e sedie, e cestini dei rifiuti ben visibili nelle aree all’aperto.

Eppure, le attività non sarebbero disposte a pagare una tassa simile, considerato anche il particolare momento storico, in cui la ripresa economica è uno degli obiettivi principali per moltissimi locali, anche di street food.

Street food che, a differenza dei classici ristoranti, si compone di attività rivolte a chi passeggia per le vie delle città, offrendo panini, bibite, patatine e dolcetti da accompagnare proprio durante la passeggiata. I locali sono diventati in molti casi punti di ritrovo, mete da raggiungere per una passeggiata in centro.

La tassa sul panino sarebbe una vera e propria imposta sullo street food, e un invito ad organizzarsi con tavoli e sedie. Le risposte delle attività sono state univoche: si tratta di una tassa vista come una vera e propria barzelletta.

La risposta delle attività alla tassa sul panino

La riposta delle attività non ha tardato ad arrivare, e molti hanno preso la notizia di questa ipotesi con ironia. Alcuni propongono, per risolvere il problema della spazzatura abbandonata nelle vie principali delle città italiane, di assumere spazzini, piazzare bagni pubblici e cestini per i rifiuti.

Altri ricordano che la responsabilità di mantenere pulite le strade è un dovere civico di tutti i cittadini, non solamente dei locali di street food. Una maggiore cultura in questo senso potrebbe favorire una corretta pulizia delle strade.

Va ricordato a questo proposito che le vie principali delle strade cittadine spesso contengono numerosi monumenti storici, palazzi, musei, e componenti artistiche che attirano turisti da tutto il mondo. Indubbiamente una città piena di cartacce non è un bel biglietto da visita per il turismo, che si trova in fase di ripartenza.

Le attività hanno risposto prontamente all’ipotesi della tassa sul panino, ritenendo di essere già soggette a tutta una serie di tasse, e aggiungere anche quella sul panino sembra quasi una beffa, soprattutto di fronte ai gesti di inciviltà protratti dai cittadini.

E le risposte in questo senso sono state unanime: le attività non hanno intenzione di pagare una imposta di questo genere, se mai venisse introdotta realmente.

Le attività di street food prese di mira

Le attività di street food sarebbero particolarmente prese di mira dalla proposta perché di fatto non offrono un servizio completo, come quello offerto da bar e ristoranti provvisti di tavoli sia all’aperto che al coperto.

La proposta della tassa sul panino colpisce soprattutto lo street food, che propone cibo da passeggio, mentre non ci sarebbe alcun problema per le attività che offrono un pranzo o una cena seduti al tavolo o al bancone del bar.

Lo street food si caratterizza proprio per la vendita di cibo da passeggio, che spesso non si compone di una vera e propria cena, ma offre spuntini di diversa natura. Come riporta Wikipedia.org si parla proprio di “cibo da strada”:

“Nei centri storici di alcune città italiane si è diffusa una tipologia di piccoli locali specializzati nella preparazione e vendita di cibi da mangiare in strada.”

Finger food, fast food e street food sono arrivati negli ultimi anni sotto questi nomi anche nelle principali città storiche italiane, permettendo a chi passeggia di degustare prodotti tipici, ma anche spuntini veloci. L'imposta sul panino è un’ipotesi che, se riscontrasse approvazione, graverebbe su moltissime attività nei centri storici.

Pulizia e senso civico nelle città italiane

Il problema della pulizia nelle città italiane più frequentate continua ad essere un tema attuale, e spesso quello che manca non sono solo gli addetti alla raccolta dei rifiuti, o i cestini adibiti, ma il senso civico dei cittadini.

Il problema dei rifiuti urbani esiste ormai da anni, e mentre alcune realtà sono diventate esempi virtuosi di pulizia, in altri casi il problema è ancora enorme. E la causa non è solo lo street food, ma anche l’abbandono dei sacchetti della spazzatura per le vie della città, la fuoriuscita dei rifiuti dagli appositi spazi, e il proliferare di mozziconi di sigaretta per le strade e i marciapiedi.

In alcune città tuttavia si è registrato un calo dei lavoratori occupati nella raccolta rifiuti, calo che provoca la raccolta tardiva dei sacchetti della differenziata, e l’abbandono in strada di sacchetti della spazzatura di diversa provenienza.

Tassare i locali di street food secondo molte attività non risolverebbe il problema, anzi, sarebbe un ulteriore danno economico alle attività in una situazione già precaria economicamente a causa dell’emergenza sanitaria.

Emergenza rifiuti nelle città italiane

Alcune città italiane presentano ancora una situazione di emergenza rifiuti, come documentato per esempio da un articolo Romatoday.it per la città di Roma.

Alcuni denunciano che la situazione in questo caso sia davvero paradossale, visto anche il pagamento di una imposta TARI, l'imposta sui rifiuti, tra le più alte d’Europa. Nel caso di Roma, il problema deriva dal ciclo di smaltimento dei rifiuti, bloccato per un periodo di tempo.

Anche in altre città italiane l’emergenza rifiuti mostra situazioni in cui in determinati periodi le strade sono tappezzate da sacchetti della spazzatura. Una situazione che non è positiva per i turisti che viaggiano per visitare le bellezze del paese, ma neanche per gli stessi cittadini che vi abitano.

L'emergenza rifiuti è un tema sempre molto dibattuto, anche perché non sono poche le città italiane in cui il problema ha sortito indignazione e causato danni non da poco.

In ogni caso, alcuni pensano che la proposta della tassa sul panino non possa in nessun modo risolvere le situazioni di emergenza rifiuti, né l’inciviltà protratta per le vie delle città italiane, e su questo punto molti chiedono di puntare di più sulla cultura della buona condotta civile.

Tassa sui panini: l’ennesima imposta da pagare

Molte attività hanno sottolineato come la tassa sui panini sarebbe l’ennesima imposta a carico delle imprese, in particolare quelle del mondo ristorativo. Come spiega Tgcom24.mediaset.it la tassa sul panino verrebbe destinata a pagare le attività che si occupano della pulizia:

“La tassa verrebbe poi impiegata per coprire i costi di pulizia delle strade dopo il passaggio e la consumazione dei turisti.”

In questo senso quindi la proposta è quella di impiegare nuovi lavoratori per poter tenere pulite le strade, lavoratori impiegati per la raccolta dei rifiuti, pagati direttamente dai locali di street food.

L’ennesima imposta da pagare a carico delle attività non è stata ben accolta, e siamo distanti da una reale applicazione. Tant’è che molti si sono chiesti se si trattasse di uno scherzo o di una fake news diffusa da qualche media.

Il direttore del museo che ha proposto questa misura tuttavia ha fatto notizia, portando alla luce un problema che non è così lontano dai cittadini delle grandi città, e proponendo anche una valorizzazione dell’ambiente cittadino a fronte dell’arrivo dei turisti presso i musei, le vie cittadine e i luoghi più conosciuti per la loro storicità.

Forse un’applicazione della tassa sul panino non risolverebbe il problema, ma forse una cultura di senso civico più diffusa e un’accortezza in più per l’ambiente potrebbero evitare simili tasse, e garantire alle città strade più pulite.