Far uscire dal nucleo familiare un figlio, quando non è più fiscalmente a carico, porta con sé diversi vantaggi. Primo fra tutti, il fatto che il valore dell’ISEE familiare si abbassa e quindi si ha diritto a più bonus. Ma non solo. 

Anche il giovane ha, in questo modo, la possibilità di godere di benefici a cui altrimenti non avrebbe accesso, vivendo ancora con i genitori. Agevolazioni per la casa ad esempio, sia in termini di affitto che di acquisto. Ma anche il diritto a richiedere alcuni sussidi da parte dello Stato, come il reddito di cittadinanza.

Ci sono diversi modi che consentono di uscire dal nucleo familiare a fini ISEE. Il trasferimento in un altra casa è il più scontato. Qui a seguire ci concentriamo anche su altre possibilità, che permettono ad esempio di uscire dall’ISEE senza cambiare residenza e, in circostanze particolari, neppure casa.

Come uscire dall’ISEE senza cambiare residenza

L’ISEE è uno dei documenti più cruciali con cui dover avere a che fare, nel corso della propria vita. Più è alto e più dà accesso a finanziamenti ad esempio, mentre chi ha un ISEE basso beneficia senza dubbio di tutta una serie di bonus preclusi a chi invece supera una certa soglia.

Allo stato attuale della situazione in Italia, chi si trova al di sotto dei 15.000€ di ISEE annui ha sicuramente la possibilità di richiedere tutti i bonus più cospicui previsti dal Governo, con la Legge di Bilancio in vigore.

Purtroppo, in moltissimi casi, bastano poche centinaia di euro per sforare il tetto e perdere numerosi vantaggi. Il gioco non vale la candela ed ecco che allora conoscere qualche metodo possibile per abbassarlo, sicuramente risulta di grande utilità.

In alcuni casi di minus habens, questi consigli di escapologia fiscale vengono tacciati come “truffa” nei confronti dello Stato. Ovviamente non è così, si tratta di metodi assolutamente legali che però non sono realizzabili per tutti, quindi poco conosciuti e pertanto guardati con sospetto.

Nel caso di nostro interesse, che in questa sede stiamo esaminando, rispondiamo alla domanda di un lettore, che chiede:

Ho circa 30 anni e vivo in casa coi miei, ma ho un mio reddito, dal momento che lavoro. C’è un modo per uscire dal nucleo familiare ISEE, pur restando nella stessa residenza?

Ebbene, la risposta è affermativa, perchè in alcuni casi fattibile. Ovviamente non è una soluzione per tutti. Per rimanere nella stessa residenza, ottenendo legalmente due indicatori distinti e separati, bisogna dividere l’immobile in due unità abitative.

Due appartamenti sullo stesso piano di un palazzo in condominio, ad esempio. Oppure due distinti ingressi (con doppi servizi indipendenti), se si tratta di una villa unifamiliare.

C’è un'altra soluzione più semplice da realizzare, per uscire dall’ISEE di famiglia, senza cambiare residenza ed è quella di sposarsi. 

A una condizione, però: il coniuge deve risultare residente in un’altra abitazione, che verrà indicata come “residenza principale del nucleo familiare”, dando origine a un secondo ISEE e uscendo quindi da quello della famiglia d’origine.

Uscire dal nucleo familiare: come non risultare nello stato di famiglia

Per rispondere a quest’altra domanda, è necessario fare una precisazione riguardante la differenza tra nucleo familiare e stato di famiglia.

Lo stato di famiglia comprende tutti coloro che hanno la stessa residenza. Semplicemente, esso rappresenta la fotografia di una condizione anagrafica, che mostra tutti coloro che vivono sotto lo stesso tetto.

Il nucleo familiare invece comprende tutte quelle persone che sono fiscalmente a carico del dichiarante. Non è detto che un figlio a carico, magari all’Università, viva quindi sotto lo stesso tetto coi genitori.

Quindi, la risposta a “Come non risultare nello stato di famiglia” è una sola: cambiare residenza. Non ha importanza che sia per vivere da soli o sposarsi, l’importante è trasferirsi altrove.

Questo però non necessariamente va ad abbassare l’ISEE del nucleo familiare, se il giovane risulta ancora fiscalmente a carico del genitore.

Quando si esce dal nucleo familiare ai fini ISEE

Veniamo ora al punto cruciale della questione a cui, in questa sede, ci interessa fornire una risposta. 

Se l’intento è quello di abbassare l’ISEE, allora l’unica cosa da fare è togliere quella persona dal proprio nucleo familiare.

Quando ciò avviene? 

È già fuori dal nucleo familiare chi: non vive più con la propria famiglia e ha cambiato residenza; ha meno di 24 anni ma produce un reddito superiore a 4.000 euro all'anno; produce un reddito superiore a 2.840,51 euro e ha più di 24 anni.

Ma come abbiamo già avuto modo di evidenziare, non necessariamente uscire dal nucleo familiare significa cambiare residenza, come abbiamo illustrato nel primo paragrafo.

Ciò si verifica in due circostanze:

  • si esce dal nucleo familiare a fini ISEE quando il figlio si sposa in quanto è sufficiente eleggere l’immobile del coniuge quale abitazione principale del nucleo familiare;

Quando un figlio non è più a carico dei genitori ISEE

La regola generale vuole che i figli risultino a carico dei genitori fino ai 26 anni di età, se non lavorano, non sono coniugati o non hanno figli. Questo è un vantaggio, perché ne abbassa il valore.

Se però il ragazzo inizia prima a lavorare, si sposa oppure ha figli, ci sono altre indicazioni da seguire. Non risultano più a carico: 

"i figli con non più di 24 anni, se hanno dichiarato un reddito non superiore a 4.000 euro, al lordo degli oneri deducibili; con più di 24 anni (e senza un limite massimo di età), se hanno dichiarato un reddito non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili." 

In questo caso attenzione però: il figlio convivente (quindi con la stessa residenza) cumula il proprio reddito con quello dei familiari e il valore si alza.

In conclusione, il figlio non è più a carico dei genitori ma, se ha la stessa residenza, allora non può uscire dal nucleo familiare e i suoi redditi si sommano a quelli di tutti gli altri, ai fini del calcolo dell'indicatore.