Perché investire nei mercati azionari? Le ricerche sui dati storici condotte da Fisher Investments mostrano che le azioni offrono maggiori rendimenti a lungo termine (ovvero nel corso di anni e decenni), rispetto alle altre categorie di attivi come le obbligazioni e la liquidità (1). Sebbene questi rendimenti riguardino il passato, siamo convinti che il potenziale di rendimento a lungo termine del mercato azionario non sia sceso nel tempo. Il motivo? Piuttosto che fidarsi ciecamente del nostro parere, è opportuno che gli investitori considerino cosa significhi davvero detenere delle azioni.

Detenere dei titoli azionari significa possedere una quota degli utili aziendali futuri. Se ci basiamo sui dati storici dell’indice americano S&P 500, gli utili dal 1925 sono cresciuti in media del 4,9% su base annualizzata (2). L’indice MSCI World che riguarda i mercati sviluppati mondiali ha guadagnato il 5,5% su base annualizzata da quando si è iniziato a raccogliere questi dati nel 1969, mentre gli utili dell’indice S&P 500 dal 1969 (3) si sono apprezzati del 6,2% su base annualizzata (4).

Dal nostro punto di vista inoltre, non c’è ragione per cui gli utili aziendali non possano continuare a crescere nel tempo. Osserviamo i fattori che determinano gli utili: tra questi vi è la crescita economica mondiale e lo sfruttamento di tendenze a lungo termine che vanno oltre i cicli economici. Maggiore è l’attività economica e maggiore sarà la redditività a beneficio delle aziende. A sostegno di ciò, vi è poi, a nostro avviso, il miglioramento della produttività e i progressi tecnologici. La nostra ricerca mostra che le società generalmente cercano di risparmiare, ossia fare di più spendendo meno con l’obiettivo di incrementare gli utili aziendali spinti dalla ricerca di una maggiore redditività. Questa dinamica può portare a liberare del capitale da utilizzare per finanziare delle iniziative di crescita e incrementare i profitti. Stando alle nostre analisi, l’abilità delle aziende di adattarsi e innovare quei fattori in grado di generare utili ha come effetto a lungo termine la crescita dei mercati azionari.

Per gli investitori azionari è importante notare che l’analisi dei dati storici dimostra che non esiste limite all’ingegnosità, né al potenziale di crescita degli utili (e quindi dei rendimenti azionari) nel tempo. In generale, pensiamo che le aziende si siano dimostrate molto abili nell’andare incontro ai problemi della clientela fornendo soluzioni per soddisfare le sue necessità. Al crescere di tale domanda, crescono gli utili delle aziende in grado di fornire risposte.

Le società più innovative possono creare esse stesse delle nuove opportunità, ideando nuove tipologie di prodotti e persino interi mercati mai immaginati prima. Il comparto dei software, ad esempio, è partito da un investimento nullo negli Stati Uniti nel 1959, ed è arrivato a quota 17% nel terzo trimestre 2021, segnando un vero e proprio record, con una produzione annuale pari a circa 450 miliardi di euro (5). Tuttavia, crediamo che questa crescita così netta rifletta solo in parte l’impatto economico della produzione di nuovi software. Dal nostro punto di vista, la crescita del settore ha contribuito a far fiorire anche altre aree dell’economia, come ad esempio i servizi. L'utilizzo sempre crescente di database, fogli di calcolo analitici, dashboard operative e, più recentemente, l'apprendimento automatico (ML) possono aiutare tutte le aziende, non solo le aziende informatiche, ad arricchire la loro gestione delle relazioni con i clienti. Ciò può migliorare il servizio, la produttività e l’innovazione, che, a loro volta, producono crescita economica e utili ben al di là del settore informatico. Considerate come il tracciamento dei dati tramite i dispositivi elettronici medicali abbiano aiutato a ridurre gli errori e i costi ai fornitori del settore e ai pazienti. Ad esempio, il recente annuncio del National Health Service (NHS) britannico di digitalizzare la diagnostica promette test, controlli e scansioni sempre più veloci, riducendo al contempo gli oneri amministrativi e le procedure non necessarie e consentendo un trattamento più precoce e risultati migliori (6). Negli Stati Uniti, riteniamo che l’investimento in nuovi applicativi informatici abbia svolto un ruolo importante che ha consentito ai servizi di crescere da circa la metà dell'economia americana nel 1959 a oltre i due terzi di oggi arrivando a oltre 1.600 miliardi di dollari (oltre 1.300 miliardi di euro) di produzione annua e ancora in aumento (7).

Oppure guardiamo ad esempio il cambiamento climatico che molti esperti che seguiamo osservano in termini di potenziali costi ed effetti negativi. Eppure, dal nostro punto di vista, questo è soltanto una delle tante criticità che l’umanità ha dovuto affrontare nella sua storia. Superare tali difficoltà ha offerto terreno fertile (e profitti) a quelle aziende innovative che hanno saputo creare delle soluzioni. I balenieri cacciavano i capodogli quasi fino all'estinzione per il loro olio pulito e brillante a metà del 1800 prima dell'avvento del cherosene, una delle tante scoperte che hanno ridotto il costo dell'illuminazione (8). Quando i refrigeranti comuni hanno minacciato lo strato di ozono della Terra negli anni '80, le industrie che li utilizzavano hanno rapidamente sostituito senza troppi problemi i gas che non riducono lo strato di ozono, riducendo le emissioni dannose di oltre il 99% (9).

Sebbene riteniamo che la ricerca e lo sviluppo nel settore energetico si muovano troppo a rilento per influenzare i mercati nei prossimi 3-30 mesi, la ricerca nucleare commercializzata oggi ha il potenziale per innescare una transizione energetica tanto trasformativa quanto è stata quella di due secoli fa portata dal carbone e dalle macchine a vapore sulla società e sull'economia (10). C’è poi un bacino di opportunità fornite dall’idrogeno, dall’energia geotermica, dalla bonifica del suolo e dalla cattura del carbonio, oltre agli sviluppi in corso nella tecnologia eolica, solare e delle batterie. Il riciclo è un’altra delle aree che possono potenzialmente offrire enormi opportunità. È opportuno ricordare che: le transizioni energetiche e le conseguenti rivoluzioni tecnologiche possono durare per decenni. Fu solo quando Robert Stephenson commercializzò la sua locomotiva a vapore Rocket che la rivoluzione industriale decollò, quasi letteralmente, circa 60 anni dopo l'apertura della fabbrica di tessuti meccanici di Sir Richard Arkwright (11). Dopo un lungo periodo di sperimentazione, l’apprendimento automatico ha iniziato a ottenere un notevole successo a metà degli anni 2010 (12). E oggi? I ricercatori stanno utilizzando tecniche di apprendimento automatico per migliorare i reattori nucleari e le batterie allo stato solido, oltre che per i chip di progettazione volti ad accelerare l’apprendimento automatico stesso (13).

La storia raramente si ripete, tuttavia siamo dell’idea che offra una guida di come la crescita a lungo termine possa modificare significativamente la produzione economica. A nostro avviso, ciò dimostra anche che investire in questa crescita detenendo i titoli delle società che impiegano l’ingegno umano per risolvere i problemi che si vengono man mano a creare, piccoli o grandi che siano, possa generare risultati straordinari. Nel lungo periodo, crediamo che le società acquisiscano più conoscenze di quante ne perdano, impiegando ciò che imparano per migliorare gli standard di vita delle persone, il che si rivela una fonte duratura di positività delle azioni, poiché le imprese sono un tassello importante di tale sviluppo.

Le innovazioni di successo richiedono tentativi i cui risultati non sono garantiti. L’incertezza e il rischio di perdita è parte integrante del processo per coloro che con il proprio capitale sostengono tali sforzi. La nostra ricerca mostra che tendenze a lungo termine come questa tendono a verificarsi molto gradualmente, dunque non crediamo sia opportuno basare le previsioni di mercato a breve termine su di esse. I cicli di mercato si verificano all’interno di tendenze tecnologiche a lungo termine. La bolla delle dot-com si è sviluppata alla fine degli anni ‘90 ed è scoppiata nei primi anni 2000, anche se la lunga avanzata tecnologica proseguiva la sua corsa nel lungo periodo (14). Le nostre ricerche mostrano che nel tempo queste flessioni del mercato azionario dovute al deterioramento dei fondamentali economico si rivela un ostacolo solo temporaneo rispetto alla lunga corsa della crescita e del progresso.

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Il presente documento contiene le opinioni generali di Fisher Investments Italia e Fisher Investments Europe e non deve essere considerato alla stregua di una consulenza personalizzata in materia di investimento o di natura fiscale, né tantomeno come un riflesso delle performance dei clienti. Non è possibile garantire che Fisher Investments Italia o Fisher Investments Europe manterrà queste opinioni, che potrebbero cambiare in qualsiasi momento in base a nuove informazioni, analisi o riconsiderazioni. Nulla nel presente deve essere inteso come una raccomandazione o una previsione delle condizioni di mercato. Al contrario, è da intendersi come l’illustrazione di una tesi. Le condizioni di mercato attuali e quelle future potrebbero presentare numerose differenze rispetto a quelle qui illustrate. Inoltre, non si forniscono garanzie in merito all'accuratezza delle ipotesi formulate negli esempi qui presenti. L’investimento nei mercati finanziari comporta il rischio di perdita e non è possibile garantire il rimborso totale o parziale del capitale investito. Le performance passate non sono una garanzia né un indicatore affidabile di performance future. Il valore degli investimenti e i relativi rendimenti sono soggetti alle fluttuazioni dei mercati finanziari mondiali e dei tassi di cambio internazionali.

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Note

  1. Fonte: FactSet e Intercontinental Exchange, Inc., al 15/11/2021. Sulla base dell’indice MSCI World con dividendi netti, dal 31/12/1969 al 31/10/2021; e indice ICE BofA Euro Broad Market, dal 31/12/1995 al 31/10/2021.
  2. Fonte: Global Financial Data, al 15/11/2021. Rendimenti dell’indice S&P 500 nei 12 mesi precedenti, da dicembre 1925 a ottobre 2021.
  3. Fonte: FactSet, al 15/11/2021. Utili dell’indice S&P 12 nei 12 mesi precedenti, da dicembre 1969 a ottobre 2021.
  4. Fonte: Global Financial Data, al 15/11/2021. Rendimenti dell’indice S&P 500 nei 12 mesi precedenti, da dicembre 1969 a ottobre 2021.
  5. Fonte: Federal Reserve Bank di St. Louis, al 15/11/2021. Investimenti in software in percentuale dell’investimento fisso non residenziale privato, dal primo trimestre 1959 al terzo trimestre 2021.
  6. “£250 Million in NHS Technology to Modernise Diagnostics,” Sajid Javid, GOV.UK, 08/11/2021.
  7. Fonte: Ufficio di analisi economica degli Stati Uniti, al 15/11/2021. Industrie produttrici di servizi privati in percentuale del prodotto interno lordo (PIL, una misura statale della produzione economica), dal quarto trimestre 1959 al secondo trimestre 2021.
  8. “Why the Falling Cost of Light Matters,” Tim Harford, BBC, 06/02/2017.
  9. “Ozone Layer,” Hannah Ritchie and Max Roser, Our World in Data, giugno 2018.
  10. “How an AP1000 Plant Is Changing the Nuclear Power Paradigm Through District Heating, Desalination,” Sonal Patel, POWER, 01/11/2021. “Nuclear Fusion Edges Toward the Mainstream,” Stanley Reed, New York Times, 18/10/2021. Dall’archivio online.
  11. “The Death and Birth of Technological Revolutions,” Ben Thompson, Stratechery, 12/10/2021.
  12. “A Brief History of Neural Nets and Deep Learning,” Andrey Kurenkov, Skynet Today, 27/09/2020.
  13. “Can AI Make a Better Fusion Reactor?” Rebecca Sohn, IEEE Spectrum, 13/08/2021. “AI Tool Accelerates Discovery of New Materials,” Staff, Università di Liverpool, 21/09/2021. “AI Will Help Design Chips in Ways Humans Wouldn’t Dare, Says Synopsys CEO de Geus,” Tiernan Ray, ZDNet, 23/08/2021.
  14. Fonte: FactSet, al 15/11/2021. In base ai rendimenti totali dell'indice S&P 500 settore Tecnologia, dal 31/12/1997 al 31/12/2002.