Le azioni possono essere classificate in molti modi diversi, come ad esempio per settore, per paese o per regione. Secondo noi, un altro modo utile consiste nel fare distinzione tra due stili di investimento principali: growth e value. In una prospettiva top-down globale (ossia prendendo in considerazione le categorie generali, prima di passare a scegliere le azioni specifiche), conoscere le sovrapposizioni di settori, paesi e regioni con caratteristiche value e growth può aiutare a stabilirne il peso nel proprio portafoglio.

Per cominciare, che cosa si intende per investimento value e investimento growth? I criteri possono differire, ma c’è un elemento che accomuna gli investitori value: la ricerca di buone occasioni tra azioni con prezzi bassi rispetto ai criteri di valutazione, per esempio confrontando i prezzi delle azioni con gli utili per azione delle società, i dividendi o le vendite. Gli investitori growth, invece, tendono a non considerare le valutazioni, concentrandosi su società con tassi di crescita degli utili o aumenti delle vendite più rapidi rispetto al resto del mercato.

I due stili tuttavia si distinguono anche per caratteristiche più fondamentali. Le azioni orientate al valore sono tendenzialmente sensibili all’economia e gravate da un debito maggiore, per cui la tendenza più generale dell’economia influisce maggiormente sulle prospettive di questi titoli. Queste società tendono anche a compensare gli azionisti restituendo loro gli utili tramite dividendi, invece di reinvestirli nella crescita della propria attività. La nostra esperienza ci insegna che gli investitori ritengono abitualmente che le società growth sfruttino i propulsori di utili o ricavi meno sensibili alle condizioni economiche; la loro crescita non dipende in primo luogo dal ciclo economico, bensì da tendenze durature nell’ambito dell’economia e della società. Ciò comprende ad esempio l’aumento del commercio al dettaglio online, oppure società che archiviano dati esternamente, in centri ad alta tecnologia per l’archiviazione informatica. Tutte queste società, inoltre, hanno abitualmente ampie gamme di prodotti, margini di utile più elevati e quote di mercato crescenti, trainate dall’innovazione nelle aree di concorrenza.

Tendenzialmente, le società value e growth si trovano in settori determinati. Le azioni value sono abitualmente concentrate nella finanza, nell’industria e nell’energia. Informatica e sanità presentano invece classiche caratteristiche growth. La linea di demarcazione tuttavia non è sempre chiara. Per esempio, il settore dei servizi per le comunicazioni comprende il gruppo delle telecomunicazioni diversificate, orientate al valore, di cui fanno parte numerose società di linee telefoniche tradizionali; ma include anche il gruppo dei media e dei servizi internet, costituito da motori di ricerca orientati alla crescita e società di social media che, fino a poco tempo fa, erano classificati come azioni del settore tecnologico. Oppure, consideriamo i beni di consumo voluttuari: la maggior parte delle azioni in questo settore sono sensibili all’economia, ovvero sono società value cicliche. Tuttavia, il gruppo più ampio del settore è costituito dalle vendite retail tramite internet, che ha molte qualità growth.

Ora, per vedere come si possa utilizzare quest’approccio all’investimento value e growth, consideriamo l’Europa. Come illustra la figura qui sotto, la differenza maggiore tra l’Indice MSCI Europe e l’Indice MSCI World è l’assenza relativa dell’informatica nel primo. La ponderazione della tecnologia dell’Europa nell’Indice, in percentuale della capitalizzazione di mercato, è quasi un terzo della dimensione della ponderazione della tecnologia nell’Indice World. Successivamente, la ponderazione del settore dei servizi di comunicazione europeo è meno della metà di quella del World. Inoltre, la sua ponderazione è orientata a favore delle società di telecomunicazioni diversificate: un orientamento al valore. Allo stesso tempo, nell’MSCI Europe la quota di titoli della finanza, industria ed energia è molto più ampia.

Figura: Ponderazioni settoriali dell’Indice MSCI Europe e World

Fonte: FactSet, dati al 06/08/2020. Capitalizzazione di mercato di ciascun settore divisa per capitalizzazione di mercato dell’indice relativo, espressa in percentuale.

In breve, l’Europa è fortemente orientata al valore. A nostro parere, quindi, per gli investitori è fondamentale sapere quando valore e crescita sono abitualmente favorevoli nel determinare quanto assegnare all’Europa in portafogli globali. Secondo la nostra ricerca, le azioni value spesso, ma non sempre, ottengono risultati migliori all’inizio dei mercati rialzisti (periodi prolungati di rialzo generale dei mercati azionari). A nostro avviso, all’origine di questo vi sono due motivi principali. In primo luogo, nel momento più basso di un mercato ribassista (un calo superiore al 20% del mercato azionario generale, trainato dai fondamentali) la nostra ricerca indica che molti investitori temono che società orientate al valore non sopravviveranno al calo tradizionale dell’attività economica (noto come recessione) che è frequentemente preceduto da mercati ribassisti. Durante il panico tipico dei momenti peggiori per i mercati ribassisti, il sentiment abitualmente diventa eccessivamente pessimista e le azioni di società orientate al valore sono negoziate con valutazioni estremamente basse. Questo panico obbliga i mercati a riflettere previsioni eccessivamente negative. Riscontriamo che abitualmente i mercati rialzisti iniziano quando si scorgono i primi segnali indicanti che la realtà non sarà così negativa come temuto. In secondo luogo, un elemento tipico delle recessioni e dei mercati ribassisti è che molte società di dimensioni più piccole orientate al valore hanno difficoltà ad accedere al credito, poiché le banche e i prestatori temono che non saranno in grado di rimborsarlo. Con il dileguarsi del panico, tuttavia, il credito diventa più abbondante e aiuta a sostenere la sopravvivenza di tali società. Riteniamo che ciò sia importante perché il valore inizi abitualmente a prendere il predominio.

L’investimento di stile growth è abitualmente favorevole quando i mercati rialzisti sono più maturi ed entrano nelle fasi più avanzate; è il momento in cui, secondo la nostra ricerca, dopo aver abbandonato le azioni nel mercato ribassista precedente, gli investitori cominciano generalmente a tornare sui loro passi. Tende a persistere con l’aumento degli investitori che, dubitando della sostenibilità dell’espansione economica, preferiscono società con una capacità percepita di crescere e ricavare utili indipendentemente dalla situazione circostante.

Un elemento insolito quest’anno è stata la supremazia delle azioni growth, durante e dopo il calo iniziato a febbraio (1). Pur essendo insolito, è anche comprensibile, considerando le circostanze del tutto eccezionali del 2020. Secondo noi, i confinamenti imposti repentinamente dai governi per contenere la diffusione del coronavirus sono stati la causa della rapidità quasi record con cui i mercati sono diventati ribassisti (2). Gli investitori growth non si sono mai arresi, come avviene normalmente nella fase più avanzata di un mercato ribassista, secondo la nostra ricerca. Verso la fine di marzo i mercati hanno avuto un rimbalzo, prima che i dati dell’economia subissero i colpi più gravi (3). Le prospettive crescenti di un prolungamento normale della recessione potrebbero tuttavia far affondare le azioni value a livelli decisamente inferiori a quelli giustificati dalla realtà. Ciò potrebbe trainare una rotazione a loro favore. Non riteniamo comunque che le condizioni attuali siano favorevoli a tale scenario. La ripresa dell’economia mondiale ci sembra invece più probabile con la riapertura graduale dei paesi, anche con occasionali nuovi focolai di COVID-19. 

In questo modo, sapere approssimativamente in quale punto del ciclo di attività ci troviamo e quando è favorevole al valore e alla crescita può aiutare a prendere decisioni relative al portafoglio a livello di settore, paese e regione.

Fisher Investments Italia è la denominazione commerciale utilizzata dalla succursale di Fisher Investments Ireland Limited operante in Italia (“Fisher Investments Italia”). Fisher Investments Italia è iscritta con il n° 182 nell'“Elenco delle Imprese di Investimento autorizzate in altri Stati UE con succursale in Italia”, tenuto dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (“Consob”), e al Registro delle Imprese di Parma (numero di iscrizione e codice fiscale: 97838750152; partita IVA: 02903080345; numero REA: PR-276048).

Il presente documento contiene le opinioni generali di Fisher Investments Italia e Fisher Investments Europe e non deve essere considerato alla stregua di una consulenza personalizzata in materia di investimento o di natura fiscale, né tantomeno come un riflesso delle performance dei clienti. Non è possibile garantire che Fisher Investments Italia o Fisher Investments Europe manterrà queste opinioni, che potrebbero cambiare in qualsiasi momento in base a nuove informazioni, analisi o riconsiderazioni. Nulla nel presente deve essere inteso come una raccomandazione o una previsione delle condizioni di mercato. Al contrario, è da intendersi come l’illustrazione di una tesi. Le condizioni di mercato attuali e quelle future potrebbero presentare numerose differenze rispetto a quelle qui illustrate. Inoltre, non si forniscono garanzie in merito all'accuratezza delle ipotesi formulate negli esempi qui presenti. L’investimento nei mercati finanziari comporta il rischio di perdita e non è possibile garantire il rimborso totale o parziale del capitale investito. Le performance passate non sono una garanzia né un indicatore affidabile di performance future. Il valore degli investimenti e i relativi rendimenti sono soggetti alle fluttuazioni dei mercati finanziari mondiali e dei tassi di cambio internazionali.

_

Note

  1. Fonte: FactSet, dati al 12/08/2020. Dichiarazione basata sui rendimenti dell’Indice MSCI World Value e dell’Indice MSCI World Growth con dividendi netti; 31/12/2019-11/08/2020.
  2. Ibid. Dichiarazione basata sui rendimenti dell’indice MSCI World con dividendi netti, 31/12/1969-23/03/2020.
  3. Ibid. Dichiarazione basata sul rendimento dell’Indice MSCI World con dividendi netti, 23/03/2020-11/08/2020.