Nella nostra analisi regolare degli articoli finanziari vediamo spesso commenti che definiscono le azioni “rischiose” e il reddito fisso “sicuro”, una tendenza che troviamo scoraggiante. Malgrado il debito emesso da paesi stabili come Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Francia, Paesi Bassi, Giappone ed altri possa essere meno volatile in termini di prezzi nel breve termine, non riteniamo che questo renda tali titoli sicuri, ovvero al 100% senza rischi. Tutti i titoli comportano rischi, persino il contante rischia di perdere valore nel tempo, per via dell’inflazione. L’interesse fisso comporta comunque dei rischi, anche se è una parte utile del portafoglio di molti investitori, soprattutto se intendono effettuare prelevamenti regolari dal loro conto investimenti o se dispongono di un orizzonte temporale breve (ovvero il tempo totale in cui il loro denaro deve essere investito e generare rendimenti per raggiungere gli obiettivi prefissati). Pensiamo che sia importante mettere in guardia gli investitori e assicurarsi che comprendano tali rischi. In questo commento ci concentriamo su un rischio in particolare, noto come “rischio di reinvestimento”.

Il rischio di reinvestimento riguarda il rischio che, quando si possiede un titolo a tasso fisso che scade o arriva alla data di rimborso da parte dell’emittente, non sia possibile trovare un titolo sostitutivo con un rendimento o tasso d’interesse simile. I tassi d’interesse scendono e salgono spesso, a volte con grandi oscillazioni. Se vi siete abituati a ricevere almeno il 5% annuo da un investimento a tasso fisso e non siete in grado di sostituirlo con un altro titolo che garantisca lo stesso importo (o una somma più elevata) alla sua scadenza, potrebbe risultare difficile soddisfare le vostre esigenze di prelevamento o realizzare rendimenti sufficienti a farvi raggiungere i vostri obiettivi, a seconda delle vostre esigenze e delle vostre ambizioni personali.