Nell’esperienza di Fisher Investments Italia, spesso gli investitori trattano i settori azionari come realtà monolitiche, ovvero come se tutte le imprese di uno stesso settore si comportassero allo stesso modo. Secondo questo approccio, le mosse dei colossi dei semiconduttori rispecchierebbero quelle dell’intero settore tecnologico, o le sorti delle case farmaceutiche determinerebbero le prospettive del settore sanitario. Tuttavia, gli analisti di Fisher Investments Italia hanno scoperto che la realtà è più sfumata, come mostreremo facendo riferimento al settore finanziario. Una chiara comprensione delle caratteristiche peculiari dei vari sottosettori può, a nostro parere, aiutare gli investitori a posizionarsi all’interno dei settori sulla base delle condizioni che si aspettano.

Il settore finanziario è il secondo per dimensioni a livello globale e rappresenta il 13,7% dell’indice MSCI World per capitalizzazione di mercato (1). Al suo interno, però, si possono individuare tre importanti sottosettori: banche, finanza diversificata e assicurazioni. Questi ultimi presentano molte analogie, ma anche notevoli differenze.

Cominciamo con le banche, che rappresentano il 43,7% circa della capitalizzazione di mercato dell’MSCI World Financials, e dunque il suo sottosettore più grande (2). Le banche differiscono tra loro per dimensioni e servizi offerti, ma la loro principale fonte di guadagno è l’attività creditizia. Le banche contraggono prestiti gravati da tassi d’interesse a breve termine (quelli versati sui conti di risparmio dei depositanti) e concedono finanziamenti (come prestiti alle imprese o mutui ipotecari) gravati da tassi a lungo termine. Lo spread, o differenziale, tra questi tassi d’interesse è un indicatore della redditività delle banche. Riteniamo che questo sia il motivo per cui la forma della curva dei rendimenti (ovvero la rappresentazione grafica dei tassi d’interesse di un emittente di obbligazioni a diverse scadenze) assume importanza per i prestiti bancari. Se i tassi a breve termine sono sensibilmente più bassi di quelli a lungo termine, l’ampiezza dello spread è indicativa di elevati profitti da prestiti e dunque di un forte incentivo a concedere finanziamenti.

Oltre che dalla curva dei rendimenti, i profitti bancari sono influenzati anche dal contesto economico più ampio. Nelle fasi di espansione, le aziende che dipendono dai prestiti bancari (di solito piccole imprese sensibili alle tendenze economiche) ricercano capitale per crescere, dando impulso alla domanda di finanziamenti. Per contro, nei periodi di recessione, le banche spesso si aspettano perdite sui crediti e, stando alla nostra esperienza, effettuano accantonamenti per attutirne l’impatto. Questo incide negativamente sui loro risultati finanziari. Più tardi, quando l’economia migliora, le banche possono attingere a queste riserve, incrementando temporaneamente i loro profitti. Riteniamo che il monitoraggio di queste condizioni permetta di stabilire se le azioni bancarie godono o meno del favore degli investitori.

Consideriamo poi le assicurazioni, che costituiscono il 22,4% dell’MSCI World Financials (3). L’attività delle imprese assicurative consiste nel trasferire il rischio, risarcendo l’assicurato per eventuali perdite o danni. I maggiori sottogruppi di questo sottosettore sono le assicurazioni vita e malattia e le assicurazioni danni e infortuni. La prima offre un’assicurazione per le perdite personali e familiari (a causa di morte, invalidità, incidente o disoccupazione), mentre la seconda assicura contro i danni a persone o cose.

Le principali fonti di ricavo delle imprese assicurative sono i premi (l’importo che l’assicurato paga a fronte della copertura) e il reddito da commissioni, che è legato alla gestione degli investimenti. Le compagnie assicurative sono relativamente poco sensibili alle condizioni economiche (ossia la domanda dei loro prodotti non dipende generalmente dal ciclo economico), per cui questo sottosettore è considerato più “difensivo” rispetto ad altri come le banche, che sono sensibili al credito.

Da una prospettiva d’investimento, i sottosettori del settore finanziario spesso evidenziano un andamento analogo. A tale scopo, basta vedere quante volte banche e assicurazioni tendono a sovraperformare simultaneamente le azioni globali utilizzando i coefficienti di correlazione, una misura statistica della frequenza con cui due variabili si muovono nella stessa direzione. Un coefficiente pari a 1,00 indica un movimento identico, mentre un coefficiente di -1,00 un movimento diametralmente opposto.

Il coefficiente di correlazione tra i rendimenti relativi delle banche rispetto all’indice MSCI World e quelli delle assicurazioni negli ultimi 20 anni è pari a 0,66 (4). Questo significa che le banche e le assicurazioni tendono a evidenziare un andamento simile il più delle volte, sovraperformando o sottoperformando contemporaneamente il mercato più ampio. Invece, i rendimenti relativi delle banche presentano una correlazione molto più bassa con quelli di altri sottosettori rispetto all’MSCI World: software e servizi (-0,34), tessile, abbigliamento e beni di lusso (0,10) e farmaceutica (-0,38) (5). I coefficienti di correlazione tra i rendimenti relativi delle assicurazioni e quelli dei suddetti sottosettori sono simili a quelli delle banche, e pari rispettivamente a -0,25, 0,07 e -0,25 (6). Questo illustra, a nostro avviso, come i sottosettori di uno stesso settore si comportano in modo analogo rispetto al mercato più ampio.

Tuttavia, identificare le sfumature specifiche dei sottosettori può aiutare gli investitori a posizionarsi all’interno del settore a fronte dell’evoluzione del ciclo di mercato. Gli analisti di Fisher Investments Italia hanno scoperto che i titoli azionari sensibili al ciclo economico tendono ad archiviare i migliori risultati nei mercati rialzisti (periodi di rialzi generalizzati dei corsi azionari). Le banche, a nostro giudizio, rispondono a questa definizione. Quando però i mercati Toro raggiungono una fase avanzata e la crescita economica generale rallenta, altre tendenze diventano dominanti. A fronte di un possibile rallentamento dei prestiti, troviamo che la fiducia degli investitori generalmente aumenta quanto più ci si allontana da un mercato ribassista (un calo del mercato causato dai fondamentali economici, di entità pari o superiore al 20%). Altre attività finanziarie possono quindi prendere slancio, incluse le operazioni di fusione e acquisizione e il collocamento in borsa di nuovi titoli azionari. Stando alla nostra ricerca, questo sviluppo può giovare alle imprese dei mercati dei capitali, un altro sottosettore della finanza. Possiamo anche immaginare condizioni di mercato (ad esempio durante una più ampia recessione economica) in cui le assicurazioni, grazie ai loro ricavi generalmente più stabili, danno prova di migliore tenuta rispetto ad altri sottosettori della finanza.

Dal punto di vista di Fisher Investments Italia, per avere successo negli investimenti a lungo termine bisogna anche saper guardare ai mercati in maniera diversa dalla maggioranza. Un modo per far questo è scavare all’interno di un settore per conoscere le caratteristiche dei sottosettori che lo compongono.

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Il presente documento contiene le opinioni generali di Fisher Investments Italia e Fisher Investments Europe e non deve essere considerato alla stregua di una consulenza personalizzata in materia di investimento o di natura fiscale, né tantomeno come un riflesso delle performance dei clienti. Non è possibile garantire che Fisher Investments Italia o Fisher Investments Europe manterrà queste opinioni, che potrebbero cambiare in qualsiasi momento in base a nuove informazioni, analisi o riconsiderazioni. Nulla nel presente deve essere inteso come una raccomandazione o una previsione delle condizioni di mercato. Al contrario, è da intendersi come l’illustrazione di una tesi. Le condizioni di mercato attuali e quelle future potrebbero presentare numerose differenze rispetto a quelle qui illustrate. Inoltre, non si forniscono garanzie in merito all'accuratezza delle ipotesi formulate negli esempi qui presenti. L’investimento nei mercati finanziari comporta il rischio di perdita e non è possibile garantire il rimborso totale o parziale del capitale investito. Le performance passate non sono una garanzia né un indicatore affidabile di performance future. Il valore degli investimenti e i relativi rendimenti sono soggetti alle fluttuazioni dei mercati finanziari mondiali e dei tassi di cambio internazionali.

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Note

  1. Fonte: FactSet, al 10/03/2022. Ponderazione settoriale dell’MSCI World Financials nell’indice MSCI World. La capitalizzazione di mercato è una misura delle dimensioni di un’impresa, calcolata moltiplicando il prezzo delle azioni per il numero di azioni in circolazione.
  2. Fonte: FactSet, al 07/03/2022. Sulla base delle ponderazioni settoriali dell’MSCI World Financials.
  3. Ibid.
  4. Fonte: FactSet, al 14/03/2022. Rendimenti degli indici MSCI World Banks Industry, MSCI World Insurance Industry e MSCI World, dal 15/03/2002 all’11/03/2022. Il calcolo della correlazione utilizza i rendimenti relativi di due sottosettori rispetto all’indice MSCI World calcolati su base settimanale.
  5. Fonte: FactSet, al 14/03/2022. Rendimenti degli indici MSCI World Banks Industry, MSCI World Software & Services Industry, MSCI World Textile Apparels & Luxury Goods Industry, MSCI World Pharmaceuticals Industry e MSCI World, dal 15/03/2002 all’11/03/2022. Il calcolo della correlazione utilizza i rendimenti relativi di due sottosettori rispetto all’indice MSCI World calcolati su base settimanale.
  6. Fonte: FactSet, al 14/03/2022. Rendimenti degli indici MSCI World Insurance Industry, MSCI World Software & Services Industry, MSCI World Textile Apparels & Luxury Goods Industry, MSCI World Pharmaceuticals Industry e MSCI World, dal 15/03/2002 all’11/03/2022. Il calcolo della correlazione utilizza i rendimenti relativi di due sottosettori rispetto all’indice MSCI World calcolati su base settimanale.