Spesso i periodi di crisi reale o percepita esortano ad agire. Se la vostra casa è in fiamme o assistete a un incidente automobilistico dovete assolutamente agire, e in fretta. Quando si tratta di investimenti, però, spesso non è chiaro se è necessario intervenire immediatamente o nel vostro interesse sul lungo termine. Ciò nonostante, di fronte a notizie allarmanti o a fasi di volatilità dei mercati molti investitori sentono l’obbligo di agire. Circostanze stressanti come queste possono attivare una reazione istintiva che ci induce a lottare o a fuggire. Sottolineiamo che entrambe queste opzioni sono azioni; non diciamo infatti: lottare o fuggire, o stare a vedere cosa accadrà.

Tuttavia, decidere di non intervenire nelle fasi di turbolenza è spesso la scelta più saggia che un investitore possa compiere. Dopo aver attentamente valutato la situazione, “non intervenire” può essere la decisione attiva di restare fedeli al vostro piano. L’inattività può aiutarvi a restare in carreggiata, mentre agire deviando dal vostro piano d’investimento potrebbe impedirvi di conseguire i vostri obiettivi a lungo termine. Utilizzando le correzioni (flessioni brevi e improvvise causate dal sentiment e comprese tra il 10% e il 20%) come analisi di un caso, vi mostreremo perché intervenire vendendo parte o la totalità dei vostri investimenti per reagire alla volatilità del mercato può essere un grave errore.

Analisi di un caso: i costi potenziali di un intervento rapido e deciso

Vendere tutto durante una correzione potrebbe farvi sentire meglio. State intervenendo con decisione e potreste avere la soddisfazione di vedere che il mercato continua a perdere terreno dopo che avete venduto le vostre azioni. Tuttavia, ben presto questo appagamento potrebbe tramutarsi in rammarico. Generalmente le correzioni sono causate da fattori psicologici o da falsi timori e si concludono così come sono iniziate: in modo rapido e imprevedibile. Cercare di prevedere i tempi delle correzioni può rivelarsi svantaggioso. Se si vende dopo l’inizio della correzione e si riacquista tutto in seguito, rinunciando a partecipare appieno alla ripresa, il più delle volte si finisce per consolidare le perdite.

Per farvi un’idea dell’impatto della decisione di vendere le azioni dopo il ribasso, rinunciando a partecipare appieno alla netta ripresa che si verifica di solito, osservate la Figura 1, che traccia la performance di due investitori ipotetici durante e dopo la correzione globale verificatasi dal 21 maggio 2015 all’11 febbraio 2016. In questo esempio le performance sono espresse in USD e, anche se il risultato varierà per le diverse valute, l’insegnamento che se ne trae è lo stesso. Per semplificare, ipotizziamo che ciascun investitore abbia investito 1 milione di dollari nell’MSCI World Index il 2 gennaio 2015. L’Investitore A è rimasto investito per l’intera durata della correzione e anche in seguito, mentre l’Investitore B ha venduto azioni l’11 febbraio 2016, il punto di minimo della correzione, quando il panico e le notizie scoraggianti sono diventati intollerabili. Poco tempo dopo, l’Investitore B ha invertito la rotta: il suo portafoglio è stato investito in liquidità solo per un mese, ma in questo breve periodo, i mercati mondiali hanno registrato una ripresa dell’11% (1). La sola perdita di quel guadagno ha fatto scendere il valore del portafoglio dell’Investitore B nettamente al di sotto di quello dell’Investitore A a fine 2016. A peggiorare la situazione contribuisce il fatto che l’Investitore B abbia chiuso il 2016 in calo, mentre l’Investitore A ha guadagnato il 6,6% dall’inizio del 2015 (2). Questo è un esempio estremo, ma illustra come cercare di anticipare l’andamento delle correzioni possa apparire prudente sul momento, ma rischi di rivelarsi controproducente e di danneggiare inavvertitamente il vostro portafoglio.

Figura 1: Restare in disparte può risultare svantaggioso

*Nota: Questo è un esempio ipotetico finalizzato a illustrare una teoria; non riflette i rendimenti effettivi e non deve essere interpretato come una previsione.

Fonte: FactSet, 10/01/2019. Performance dell’MSCI World Index dividendi netti inclusi e del Bank of America US Treasury Bill (3-Month) Total Return Index, 31/12/2014 – 30/12/2016. Il T-bill a tre mesi è usato per calcolare approssimativamente i rendimenti della liquidità. Indicizzato a 1.000.000 USD al 31/12/2014. Il valore degli investimenti e i relativi rendimenti sono soggetti alle fluttuazioni dei mercati finanziari mondiali e dei tassi di cambio internazionali.

Come essere forti nei momenti difficili

Non fare nulla durante una correzione può non farvi sentire meglio sul momento, ma è una decisione attiva che potrà rivelarsi premiante se riuscirete a mantenere la disciplina nel lungo periodo. In quella che sembra una crisi, può essere difficile restare con le mani in mano, mentre gli altri vendono tutto sostenendo che sia la scelta più intelligente. Persino alcuni consulenti e altri esperti potrebbero esortarvi ad apportare modifiche ai vostri portafogli. Che fare allora? Domandatevi se la flessione sembra essere causata principalmente da un deterioramento dei fondamentali economici o dal sentiment, ossia dai timori degli investitori. Se è ascrivibile soprattutto ad apprensioni infondate o eccessive, riteniamo che decidere di non intervenire e di affrontare la volatilità del mercato possa essere la scelta migliore.

Purtroppo, armarsi di pazienza e aspettare non è semplice, soprattutto in contesti di mercato turbolenti. L’evoluzione ha premiato il nostro istinto di agire rapidamente sotto pressione. Tuttavia, i mercati dei capitali ci mettono di fronte a sfide molto diverse da quelle che l’essere umano ha dovuto affrontare per la maggior parte della storia. Fortunatamente, questo istinto non è ineluttabile. Ecco alcune strategie che potete adottare per sviluppare pazienza e lucidità nelle vostre decisioni d’investimento.

Pensate al lungo termine. Ricordate a voi stessi quali sono i vostri obiettivi di lungo periodo e cosa ha maggiori probabilità di aiutarvi a conseguirli. Se desiderate far crescere il vostro portafoglio a lungo termine, probabilmente detenere azioni è una componente importante del vostro piano d’investimento.

Preparatevi mentalmente alle correzioni o ad altre fasi di ribasso. La volatilità di mercato è un fenomeno normale.

Cercate di capire se la recente flessione di un titolo rispecchia fondamentali negativi. In caso contrario, ossia se è ascrivibile a timori, potreste non avere motivo di preoccuparvene troppo.

Traete conforto dalla lunga storia dei mercati dei capitali. Le correzioni sono temporanee e solitamente di breve durata, e presto o tardi persino le fasi ribassiste si concludono. Storicamente, i rialzi dei mercati sono stati molto più frequenti e pronunciati rispetto alle flessioni. Detenere azioni a lungo termine è uno dei modi migliori per beneficiare della crescita economica, dell’innovazione e degli interessi composti.

Non è facile, ma ci auguriamo che questi consigli possano aiutarvi a concentrarvi sul lungo periodo e a trovare conforto nelle eccezionali performance storiche delle azioni. La performance annualizzata media a lungo termine dell’MSCI World Index, pari all’8,8%, comprende le fasi ribassiste e le correzioni. Ciò suggerisce che cercare di prevedere l’andamento del mercato è inutile per gli investitori con un orientamento di lungo periodo (3). Nell’investimento, molto spesso essere pazienti e aspettare è l’approccio più prudente e intelligente per chi è orientato al lungo termine. Nella prossima fase di volatilità del mercato, pensate alla decisione di non intervenire come a una scelta attiva, che può rivelarsi una delle più premianti per un investitore nel tempo.

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Note

  1. Fonte: FactSet, 07/01/2019. Performance dell’MSCI World Index in dollari USA dividendi netti inclusi, 11/02/2016 – 11/03/2016. Il valore degli investimenti e i relativi rendimenti sono soggetti alle fluttuazioni dei mercati finanziari mondiali e dei tassi di cambio internazionali.
  2. Fonte: FactSet, 07/01/2019. Performance dell’MSCI World Index in dollari USA dividendi netti inclusi, 31/12/2014 – 31/12/2016. Il valore degli investimenti e i relativi rendimenti sono soggetti alle fluttuazioni dei mercati finanziari mondiali e dei tassi di cambio internazionali.
  3. Fonte: FactSet, 11/12/2019. Performance annualizzata dell’MSCI World Index, 31/12/1969 – 29/11/2019. Il valore degli investimenti e i relativi rendimenti sono soggetti alle fluttuazioni dei mercati finanziari mondiali e dei tassi di cambio internazionali.