L’oro ha una ricca storia: per migliaia di anni questo metallo prezioso è stato utilizzato in molti modi diversi. È stato indossato come gioiello, usato come valuta, sepolto in sarcofagi e molto altro ancora. C’è persino chi ha provato a berlo! Fortunatamente, bere oro non è mai diventato una moda, ma in molti continuano a considerare questo metallo prezioso un investimento efficace a lungo termine e una buona alternativa alle azioni e alle obbligazioni. Alcuni ritengono anche che l’ora sia una buona copertura contro l’inflazione, ma può essere molto più rischioso di quanto non si creda.

L’oro, che attraversa momenti di popolarità, trovandosi alla ribalta dopo un periodo di rialzo dei prezzi, non è altro che una materia prima, un bene fisico, il cui prezzo subisce fluttuazioni in base alla domanda e offerta. Quando la quantità di soldi che il pubblico desidera acquistare (domanda) supera la quantità d’oro disponibile (offerta), il prezzo tende a salire fino a quando non si arriva a un equilibrio tra domanda e offerta. Avviene spesso anche il contrario. Le materie prime, come argento, acciaio, grano e petrolio, sono tutte soggette a questa dinamica di domanda e offerta. A volte ci sono dei boom, a volte dei crolli. In alcuni periodi l’oro è sceso molto, e per molto tempo, quindi non è un porto così sicuro come pensano gli investitori.

L’oro registra rendimenti scialbi nel lungo termine

Esaminare la storia dei prezzi del petrolio serve a comprenderne i rischi. Da quando l’oro si scambia liberamente negli USA, ovvero dal 1973, le azioni mondiali hanno generato un +4445% cumulativo, o 8,3% su base annua. (1) Anche i Treasury USA a 10 anni sono andati bene, con un rendimento del 2254% e circa il 7,1% annuo. (2) Nel frattempo, l’oro ha messo a segno un decisamente poco brillante +1042% o un 5,6% annuo. (3) Quindi, i rendimenti a lungo termine dell’oro sono deludenti, ma non è tutto.