Una crescita mondiale barcollante. Le guerre commerciali e la crisi climatica. Il terrorismo e le disuguaglianze di reddito. L’impennata dei costi sanitari e il netto aumento dei disavanzi di bilancio. A causa di questi problemi, il momento attuale può sembrare il meno adatto per investire.

Tuttavia, anche se molte pubblicazioni e numerosi esperti che seguiamo deplorano la situazione a livello internazionale, a nostro avviso quest’ultima è tutt’altro che inedita. I timori e i rischi potenziali fanno notizia persino nei periodi più favorevoli, ma il più delle volte i mercati e le economie resistono e cercano di andare avanti. Riteniamo che la situazione attuale non sia affatto diversa: molti investitori si preoccupano eccessivamente di aspetti negativi che però non sono abbastanza potenti da ostacolare l’espansione economica mondiale e la fase rialzista del mercato.

Non neghiamo che il mondo abbia affrontato e continui ad affrontare gravi problemi, né tanto meno sosteniamo che gli investitori debbano investire alla cieca, senza considerare i rischi di natura politica ed economica. Gli eventi epocali si ripercuotono sulle economie e sui mercati, come accade con gli attuali timori, tra cui la Brexit, il rallentamento dell’attività manifatturiera a livello europeo e mondiale, il cambiamento climatico e gli attacchi terroristici, in diversa misura. Tuttavia, come vedremo in seguito, anche in passato i mercati hanno dovuto far fronte a numerose sfide, e la maggior parte di esse non ha dato inizio a fasi ribassiste.

Non è una novità che i mercati guadagnino terreno nonostante una miriade ostacoli: basti pensare all’attuale fase di rialzi. Nel 2017 non si faceva che parlare dei test nucleari della Corea del Nord, il Regno Unito e l’Unione Europea avevano avviato le trattative per la Brexit e gli investitori temevano che l’ascesa del populismo in Europa potesse causare turbolenze generalizzate. Negli Stati Uniti infuriavano uragani e incendi. Tra l’altro, era stata avviata un’indagine sul presidente statunitense in carica, per molti destabilizzante. Tuttavia, la fase rialzista del mercato è proseguita. Le azioni mondiali hanno guadagnato l’8,10% e quelle europee il 10,88% (1).