Un’economia cinese indebolita penalizzerà le esportazioni dall’Europa portando ad una nuova recessione nel continente? Sono mesi oramai che vediamo questa domanda sulle testate finanziarie, soprattutto con l’indebolimento della produzione manifatturiera in Europa e la contrazione nel secondo trimestre 2019 del prodotto interno lordo (o PIL, misura generata dal governo della produzione economica nazionale) tedesco. In effetti, la Cina è un importante mercato d’esportazione per molte nazioni dell’eurozona e, come indicato sotto, i dati fanno pensare che il calo nella domanda cinese negli ultimi mesi abbia creato problemi alle economie della zona Euro. Vediamo però anche evidenze di un potenziale economico sottovalutato in Cina che potrebbe portare belle sorprese alle economie europee.

La crescita economica cinese segna in effetti una flessione, ma non si tratta di una brusca e improvvisa frenata, ovvero il temutissimo “atterraggio duro” cinese. Al contrario, è graduale e in larga parte coerente con gli obiettivi dichiarati di chi si occupa di politica. Il PIL cinese è cresciuto del 6,2% anno su anno nel secondo trimestre, con un ritmo più lento rispetto al 6,4% dei primi tre mesi dell’anno, ma il range di previsione dei responsabili delle politiche per l’anno intero va dal 6,0% al 6,5% (1). Il rallentamento è stato incrementale, a riprova della tendenza degli ultimi anni, come indica il Grafico 1. Non sembra che l’economia cinese stia cadendo da un precipizio.

Grafico 1: Una crescita in flessione in Cina è la norma