Molti schemi di Ponzi ed altre truffe finanziarie hanno un elemento in comune: la promessa di rendimenti fissi, positivi, vicino al rendimento medio annuo storico del 10% delle azioni (1). Può essere difficile resistere al canto delle sirene di rendimenti positivi, senza scossoni, con una volatilità contenuta. Non sarebbe meraviglioso incrementare i propri asset in modo prevedibile, senza imprevisti o sgradevoli cali nel valore? L'unico problema è che è tutto troppo bello per essere vero. Rendimenti di mercato “medi” semplicemente non sono così normali.

Un semplice avvertimento prima di fornire ulteriori prove sulla rarità dei rendimenti “medi”. Forse ricorderete l’ex consulente d’investimento, Bernie Madoff, attualmente in prigione per una sentenza legata al suo schema di Ponzi da miliardi di dollari. Madoff aveva ingannato gli investitori con la promessa di rendimenti positivi costanti. I conti che gestiva, a quanto sosteneva, guadagnavano anche negli anni in cui buona parte dei mercati calava, ma è anche importante ricordare che i rendimenti promessi da Madoff erano sostanzialmente inferiori ai rendimenti di mercato nei molti anni di rialzi dei mercati. Ciò indica che molti degli investitori di Madoff erano motivati non tanto dall’avidità (guadagnare le somme più alte possibile) quanto dalla paura (desiderio di limitare al massimo le perdite). Alcune delle vittime di Madoff hanno riferito di essere conservatori perché non cercavano rendimenti esagerati. Al contrario, provavano ad evitare la volatilità, un desiderio che può essere parzialmente spiegato da un importante fattore di economia comportamentale: gli investitori tendono a soffrire per le perdite molto più di quanto non apprezzino guadagni di una portata simile, un fenomeno che prende il nome di avversione miope alle perdite.