Cosa serve per prevedere l’andamento del mercato azionario? Molti valutano giustamente le condizioni economiche in cui operano le imprese e l’evoluzione del panorama politico che detta le regole del gioco, ma a giudizio di Fisher Investments Italia vi è un terzo fattore critico spesso trascurato da numerosi investitori: il sentiment. Fisher Investments Italia ritiene che il sentiment degli investitori possa avere per i mercati la stessa importanza dell’economia e della politica e che una corretta valutazione di tale sentiment possa aiutare a vedere i mercati con maggiore chiarezza. In questo articolo spieghiamo cos’è il sentiment, cosa significa per i mercati, come misurarlo e cosa può indicare in merito all’attuale contesto di mercato.

Cos’è il sentiment degli investitori?

Per sentiment degli investitori s’intende il modo in cui gli investitori percepiscono le prospettive del mercato. Può andare dal panico, dalla paura e dalla preoccupazione all’ottimismo e all’euforia assoluta. Il sentiment degli investitori tende inoltre a seguire una tendenza riconoscibile basata sul ciclo del mercato azionario, che Sir John Templeton sintetizzò in un noto aforisma: “I mercati rialzisti nascono nei momenti di pessimismo, crescono circondati da scetticismo, maturano in fase di ottimismo e muoiono nell’euforia”.

Secondo Fisher Investments Italia, l’andamento dei titoli è in prevalenza dettato dal divario tra realtà e aspettative. Nei periodi in cui le aspettative degli investitori sono contenute, per esempio nel pieno di una fase ribassista nello scenario apparentemente peggiore, la realtà non deve migliorare di molto - rispetto a quanto temuto - per sorprendere al rialzo, facendo salire i prezzi dei titoli. Ecco perché “i mercati rialzisti nascono nei momenti di pessimismo”, come diceva Sir John Templeton. Mentre la fase di rialzo prosegue, permangono persistenti paure e dubbi dalla crisi precedente, spesso a lungo, creando il “muro della paura” che i mercati rialzisti amano scalare. Tali paure cominciano lentamente ad attenuarsi e gli investitori diventano sempre più ottimisti nei confronti dei titoli. 

Quando gli investitori diventano irrazionalmente ottimisti (ossia euforici), le loro aspettative elevate li inducono a fare salire i corsi azionari oltre i livelli giustificati dalla realtà. Arrivano persino a ignorare un peggioramento dei fondamentali a causa della loro cieca convinzione di un aumento perpetuo dei prezzi. Ciò predispone il contesto per un mercato ribassista (una flessione pari o superiore al 20% ascrivibile ai fondamentali), che inizia spesso con lenti movimenti laterali (top) in quanto gli investitori continuano ad acquistare titoli per la paura di perdere rendimenti futuri. Man mano che aumentano le perdite nel mercato ribassista, molti degli investitori che avevano tenuto le posizioni alla fine si arrendono, provocando un panico in piena regola, generando aspettative eccessivamente negative per i titoli e creando alla fine i presupposti per la prossima fase rialzista.

Come misurarlo?

Misurare il sentiment è una combinazione di arte e scienza dal momento che nessun indicatore può di per sé rilevare perfettamente le emozioni degli investitori. Molti investitori si affidano ai sondaggi sul sentiment. Tuttavia, Fisher Investments Italia ritiene che nemmeno tali sondaggi offrano un quadro completo. A nostro avviso, per misurarlo accuratamente è necessario fare una triangolazione ricorrendo a molteplici strumenti, perché nessuno è perfetto se preso singolarmente. Benché l’elenco sia tutt’altro che esaustivo, di seguito sono riportati alcuni fattori che possono aiutare a fornire una panoramica del sentiment degli investitori.

  • Valutazioni – I parametri di valutazione, come i rapporti prezzo-utile (P/U) non sono di per sé strumenti di previsione utili. Crediamo però che i parametri di valutazione estremi possono fornire una panoramica discreta del sentiment. Le valutazioni estreme non sono intrinsecamente ribassiste, ma, allorché combinate con fondamentali sottostanti mediocri, possono essere un segnale di valutazioni troppo elevate.
  • Flussi di fondi – Il fatto che gli afflussi sui fondi azionari siano maggiori dei deflussi in generale indica che gli investitori sono più ottimisti nei confronti dell’azionario. Vale anche il contrario. 
  • Notizie principali – Anche gli indicatori qualitativi contano e i titoli di testa riflettono e influenzano il modo di sentire degli investitori. 
  • Intensificazione dell’attività IPO – Enormi incrementi dell’offerta di nuove azioni per soddisfare la crescente domanda degli investitori — come successe nel periodo di frenesia per le offerte pubbliche iniziali (IPO) alla fine degli anni ’90 — possono essere un segnale di surriscaldamento del sentiment. Tuttavia, anche le tipologie di società che si quotano sono importanti. Bisogna preoccuparsi quando l’attività IPO sale alle stelle e le società che si quotano hanno vendite minime e nessuna speranza di utili a breve termine a fronte di enormi aspettative degli investitori. In questo scenario il mercato è inondato da un’offerta di nuove azioni che alla fine provoca un calo dei prezzi e soverchia la domanda.

Al momento com’è il sentiment degli investitori?

Attualmente il sentiment degli investitori sembra aver invertito la tendenza e virato verso un crescente ottimismo nel 2021, sulla scia delle notizie positive sul fronte dei vaccini e della chiarezza dell’esito elettorale negli Stati Uniti.

Per il 2021, l’ottimismo degli investitori si è infiltrato in molte previsioni professionali e notizie, anche se non in tutte. I sondaggi sul sentiment continuano a migliorare. Dopo i minimi di mercato toccati lo scorso marzo, il sondaggio sul sentiment condotto dall’American Association of Individual Investors (AAII) ha evidenziato un numero di investitori ribassisti (pessimisti) maggiore dei rialzisti (ottimisti) ogni settimana fino a metà/fine ottobre. In seguito ha comunque prevalso l’ottimismo e nella prima rilevazione del 2021 i rialzisti hanno superato i ribassisti di 27 punti percentuali.*

Si sono via via quotate nuove società, tramite IPO o alternative meno tradizionali, le Special Purpose Acquisition Company (SPAC), ossia società veicolo finalizzate ad acquisizioni, dette anche “blank cheque”, ossia assegno in bianco. L’improvvisa proliferazione delle SPAC ha indotto numerosi esperti a confrontare la situazione odierna all’euforia e mania IPO del 2000. Riteniamo, tuttavia, che tale confronto sia al momento incauto perché molte delle società che utilizzano la formula SPAC per quotarsi sono di ottima qualità, collaudate nel tempo e provengono da portafogli di private equity o di proprietà privata.

Ricordiamo inoltre che un surriscaldamento del sentiment non è immediatamente allarmante. I titoli possono salire per un lungo periodo prima che il sentiment si surriscaldi, ma bisogna prestare attenzione ai segnali di euforia del mercato. L’esperienza ci insegna che quando arriva l’euforia la gente non si preoccupa del peggioramento dei fondamentali, né di valutazioni elevate o titoli ai massimi storici. Al contrario, elabora spiegazioni stravaganti del perché le vecchie regole non siano più valide e i titoli siano destinati a continuare a salire, forse per sempre. Pur credendo che il sentiment degli investitori abbia ancora spazi di movimento prima di diventare euforico, Fisher Investments Italia ritiene che sia opportuno monitorarlo nel 2021 e in futuro.

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*Fonte: American Association of Individual Investors’ (AAII) Sentiment Survey, al 12/01/2021. Risultati dei sondaggi storici settimanali, 26/03/2020–07/01/2021. www.aaii.com.