Come scegliere il tonno in scatola. Guida alla degustazione e conservazione

Un grande protagonista delle tavole degli italiani, perfetto per condire insalate e pasta fredda. Ma come scegliere il tonno in scatola migliore?

penne con tonno e prezzemolo

Con l’avvicinarsi della primavera, c’è da scommetterci, il tonno in lattina tornerà a fare capolino sulle tavole degli italiani, perfetto per condire insalate e pasta fredda.

Ma come scegliere il tonno in scatola migliore?

Le marche sugli scaffali sono davvero tante ma non solo: anche la tipologia del tonno varia, tra striato ad esempio o pinna gialla, così come la sua conservazione, al naturale o all’olio (e quale tipo di olio?).

Insomma, i dubbi sono diversi, motivo per cui realizziamo questa mini guida su come selezionare un tonno di qualità da portare in tavola, quale preferire in quanto più salutare e come conservarlo in maniera corretta in casa.

Come scegliere il tonno in scatola: striato o pinna gialla

Probabilmente in tanti sanno già che il tonno a pinna gialla è quello più buono, perché è certamente più gustoso e appetibile.

La qualità però è ottima anche per quanto riguarda i tonnetti striati.

Sono queste le due tipologie di questo pesce che, in prevalenza, vengono utilizzate per la conservazione in lattina, da vendere poi per il consumo alimentare al supermercato.

Il tonno a pinna gialla però è anche più costoso ma non solo: si tratta infatti di una specie di via di estinzione.

Per una scelta più sostenibile dunque, e un risparmio economico, si può tranquillamente optare per il tonno striato, da portare in tavola.

A proposito di sostenibilità, ci sono zone Fao che risultano essere più consigliate di altre, da questo punto di vista. È importante quindi leggere con attenzione l’etichetta.

Ad esempio, per quanto riguarda le zone Fao più consigliate, troviamo quelle del Pacifico, sia occidentale che centrale.

Come scegliere il migliore tonno in scatola: leggere l’etichetta

Purtroppo, per quanto riguarda l’etichettatura degli alimenti, la legge prevede una distinzione tra informazioni obbligatorie da riportare ed altre facoltative, a discrezione dunque del produttore.

Va da sé che non possiamo avere un quadro realmente esaustivo al 100% di ciò che acquistiamo.

Ma questo non deve farsi desistere dal fatto di controllare sempre cosa c’è scritto sulla confezione, prima di acquistare.

Ad esempio, per quanto riguarda il tonno in scatola, se si è indecisi tra una confezione e l’altra, a parità di qualità e di prezzo, si può controllare il peso del contenuto sgocciolato.

Va da sé che la scatoletta con il peso maggiore, una volta eliminato l’olio, rappresenta senza dubbio la scelta migliore.

In etichetta, non può mai mancare un’occhiata ai valori nutrizionali. In primis, la scelta migliore è acquistare il tonno che contiene la minor quantità di sale e che è “al naturale”.

Il gusto ne risente un po’, dal momento che olio e sale, in particolare, si aggiungono proprio per rendere il pesce il più gustoso possibile e non di certo per la sua conservazione ottimale, che invece è garantita dalla sterilizzazione delle scatolette.

Tonno in scatola: guida alla degustazione e conservazione

Ci sono mille modi diversi di degustare il tonno, che si presta davvero a innumerevoli ricette.

C’è chi lo utilizza regolarmente anche in inverno, non rinunciando ad esempio a un primo piatto a base di spaghetti con sugo al tonno, olive e capperi oppure a un polpettone di tonno e patate, da servire per cena.

Ma sicuramente è in estate che la richiesta di questo alimento s’impenna, al momento di riempire il carrello della spesa.

Il tonno è il condimento ideale per un'insalata da preparare in 5 minuti, per chi non ha il tempo di cucinare a pranzo o a cena. Inoltre, è il protagonista indiscusso di insalate di riso o di pasta fredda, che spesso piacciono anche ai bambini e quindi rappresentano una rapida soluzione per una domenica al mare, all’insegna del relax e lontani dai fornelli della cucina.

Senza contare che il tonno, con aggiunta di ingredienti come formaggio grattugiato o acciuga e capperi, rappresenta un ripieno perfetto per melanzane o pomodori o anche peperoni, così da avere già un secondo piatto o una cena pronta, al rientro a casa.

Davvero difficile insomma rinunciare a questo alimento in cucina, che tra l’altro piace quasi a tutti.

Ma qual è la quantità giusta di tonno da mangiare a settimana?

Purtroppo, come tutte le cose buone, poca. La dose raccomandata è di circa 50 grammi di prodotto sgocciolato ogni sette giorni, l’equivalente di una sola scatoletta piccola.

A questo proposito, è senza dubbio utile soffermarsi su un altro aspetto, che riguarda proprio la grandezza delle confezioni disponibili in commercio.

Esistono infatti le tradizionali lattine monoporzione, in confezione da quattro ad esempio, che sono l’ideale proprio per chi ha necessità di tenere sotto controllo la quantità di prodotto da mangiare, per esigenze legate alla dieta o al controllo della salute.

Ma le confezioni più grandi sono certamente le più economiche. Chi dunque vive in coppia o in famiglia, ha maggior interesse nel preferire questo tipo di max formato.

In tal caso, è indispensabile prestare molta attenzione alla conservazione del tonno, se si apre una confezione ma non si consuma l’intero contenuto.

Come per tutti gli alimenti in lattina (anche i legumi già pronti, ad esempio), il tonno va tolto dalla confezione originaria e trasferito in una ciotola di vetro, da riporre in frigorifero.

Il rischio che si corre altrimenti è alto ovvero l’intossicazione alimentare.