Si avvicina l’autunno, la natura si tinge di arancione ed è pronta ad offrirci tutti i prodotti tipici del periodo. Se la regina dell’autunno è la zucca, il re è senza dubbio il fungo. Entrambi versatili, nutrienti e perfetti per innumerevoli preparazioni in cucina. Ma attenzione però, è buona norma essere informati e saper riconoscere i funghi commestibili da quelli velenosi in quanto alcuni possono essere letali. Vediamo insieme come distinguerli e come comportarsi in caso di ingestione.

Quali sono i funghi non commestibili?

In natura sono presenti numerose varietà di funghi che per quanto siano belli da vedere, sono estremamente nocive per l’uomo. Se non avete conoscenze micologiche, è buona norma avere delle conoscenze base per riconoscere ed evitare quelli velenosi.

Amanita Muscaria

Prima tra tutte, l’Amanita Muscaria, il celebre fungo che dà la dimora ai Puffi. Per quanto sia uno tra i funghi più belli da vedere è anche il fungo velenoso per eccellenza. Infatti, a causa della tossina muscarina, può causare effetti nocivi sul sistema nervoso (da una semplice agitazione può evolversi in deliri nervosi).

L’Amanita Muscaria può arrivare ad avere un cappello fino a 20cm di diametro. Ha un gambo sodo e mostra un colore rosso intenso a puntini bianchi.

Amanita Phalloides

L’Amanita Phalloides è un altro dei funghi da cui stare alla larga durante le nostre passeggiate nei boschi. Il suo nome gergale è “angelo della morte” o “ovolo bastardo” e questo la dice lunga sul suo conto. Infatti, proprio per il suo alto livello di sostanze nocive, questo fungo può essere letale per l’uomo.

A differenza della Valvariella Cocacea, sua simile commestibile, questo fungo si mostra con una polpa soda e fibrosa, un gambo bianco, dritto, liscio e sottile e un cappello liscio a forma conica e leggermente lucido, di colore grigio/giallastro con sfumature tendenti al verde, fattore da ricordare come campanello d’allarme per tutte le varietà. Altri elementi distintivi sono l’anello sul gambo e le lamelle bianche.

Amanita Gemmata

Della famiglia dell’Amanita, anche l’Amanita Gemmata è un altro fungo bello da vedere ma non commestibile per l’uomo.

Infatti, come la Muscaria è altamente nocivo, ma facilmente conoscibile per il suo cappello giallo intenso con piccole verruche bianco e un gambo sodo e alto fino a 15cm.

Amanita Verna

Anche l’Amanita Verna, come tutti i funghi della famiglia Amanita, rientra tra i più velenosi per l’uomo.

Il suo aspetto è bianco candido, ma non deve trarre in inganno. Peculiare il gambo cilindrico e le lamelle attaccate all’anello presente sul gambo.

Colombina rossa

Il Colombina rossa, conosciuto anche come “emetica” contiene acro-resinoide, sostanze che hanno un impatto negativo sul sistema gastrointestinale del nostro organismo, infatti se ingerito provoca vomito. Facilmente riconoscibile per il bulbo rosso chiaro e privo di striature.

Porcino malefico

Dall’aspetto simile al Porcino, troviamo il Porcino malefico (Boletus satanas), comune nei boschi di latifoglie, che a differenza del suo omonimo è molto nocivo per la salute.

Si differenzia dal Porcino commestibile per il suo gambo sodo, tozzo e tendente al rosso, mentre il cappello presenta una superficie di colore bianco e una parte sottostante aranciata.

Russola foetens o Rossola fetida

Mentre quelli sopra riportati si possono distinguere tramite un’attenta analisi visiva, il Russola foetens o Rossola fetida, è conosciuto per il suo odore pungente simile a quello della candeggina. 

Si presenta dal suo cappello giallo ocra serrato e dalla presenza del gambo sottile dalla forma cilindrico.

Scleroderma Citrinus

Un altro fungo da cui stare alla larga è il Scleroderma Citrinus, riconoscibile per l’assenza di gambo. Dalla forma sferica e simile ad una patata, ha una superficie dura e spessa dal colore giallo/marrone.

Lepiota Cristata

Dall’aspetto delicato e simile ad un fiore, il Lepiota Cristata, conosciuto anche come la Falsa Mazza di tamburo, si presenta con uno stelo molto esile, alto e fragile e con un cappello di colore bianco.

Inoltre, è ben tenere a mente che, qualora ci si rendesse conto di aver raccolto un fungo velenoso, è buona norma gettare l’intero raccolto, in quanto anche il semplice contatto fra funghi diversi può portare al trasferimento di spore velenose e quindi alla contaminazione delle varietà commestibili. Per la stessa ragione, è opportuno prestare attenzione al contatto con la pelle ed evitare di portare le mani alla bocca dopo aver toccato il fungo, in quanto è opportuno un lavaggio profondo con acqua, sapone o un disinfettante a base alcolica.

Sintomi da ingestione di funghi velenosi

A seconda di quanto tempo sia passata dall’insorgenza, si parla di sintomi a breve e a lunga latenza. In generale i sintomi a breve latenza, sono quelli che compaiono dai 30 minuti alle 6 ore dall’ingestione e scompaiono generalmente dopo 24 ore. In questo caso, si presenta un basso rischio di vita e i sintomi sono sindrome gastrointestinale, vertigini, tremori, tachicardia, stato confusionale, cefalea, iperventilazione, dolori addominali. In alcuni casi, ci hanno proprietà simili all’LSD, che arrivano a causare anche allucinazioni, agitazione e aggressività.

In altri casi, i sintomi a lunga latenza, presentano un’urgenza sanitaria da non trascurare. In genere l’intossicazione si manifesta dopo 6-12 ore dall’ingestione e si presenta come una gastroenterite influenzale ed è per questo che spesso viene sottovalutata ritardando l’intervento ospedaliero. Oltre a causare frequenti episodi di vomito e diarrea, l’organo che principalmente ne risente è il fegato, il quale interrompe la sintesi delle proteine causando necrosi cellulare. Nei casi più gravi, questo porta all’immediata necessità di trapianto o addirittura alla morte del paziente

E’ per questo motivo che risulta indispensabile ingerire solo quelli controllati da un esperto. Qualora ci si fosse resi conto di aver ingerito funghi velenosi, è fondamentale ricorrere alla decontaminazione tramite lavanda gastrica e a trattamenti appositi, considerando che più precoce il trattamento, maggiore l’efficacia.

In altri casi dopo 36 ore, oltre a dolori muscolari, cefalea, inappetenza, si possono presentare conseguenze ben più gravi quali l’insufficienza renale che nei casi irreversibili, in attesa di trapianto renale, porta alla dialisi.

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I funghi commestibili più conosciuti

Tra le specie commestibili ricordiamo i Porcini (Boletus), Boletus aereus (Porcino nero), Boletus aestivalis (Porcino reticolato), che rientrano tra le varietà più conosciute e pregiate.

Ma ancora la Bubbola maggiore (Lepiota procera), conosciuta come mazza di tamburo per la sua forma tipica, i Galletti o finerli, le Amanite Caesarea, conosciuto volgarmente come “ovolo buono” , il Prataiolo o champignon (Agaricus silvicola), il Cantharellus Cibarius (Gallinaccio), il Corno dell'abbondanza (Craterellus cornucopioides), il Coprino (Coprinus comiatus), la Spugnola gialla (Morchella esculenta), la Spugnola comune (Morchella vulgaris), e la Bubbola (Lepiota rhacodes), lo Steccherino dorato (Hydnum repandum).

Importante tenere in considerazione che alcuni sono commestibili solamente in una specifica fase della crescita e che una volta oltrepassato quel momento possono essere altamente nocivi per l’uomo. Altri ancora, come il chiodino (Armillaria mellea) diventano commestibili solamente dopo la cottura.