Perché si mangia il tacchino il Giorno del Ringraziamento? Il motivo è sorprendente

Il Thanksgiving day, o Giorno del Ringraziamento, è una delle feste più sentite negli USA. Il pezzo forte del pranzo è il tacchino, ma perché si mangia proprio quel giorno? E perché proprio questo cibo?

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Dopo il 4 luglio, il Giorno del Ringraziamento è la festività tra le più sentite e celebrate negli Usa. È la festa per eccellenza da passare in famiglia, intorno a un bel... Tacchino. Proprio il tacchino, infatti, è il piatto principale di questa antica festa, ma per quale motivo? Le origini dell'usanza sono molto antiche.

Le origini antichissime della festa

Il Thanksgiving day celebra l’aiuto offerto dai nativi americani ai primi coloni inglesi, giunti a bordo della Mayflower nel Massachussets, attorno al 1620. Oltre 400 anni di storia volti a ricordare quel giorno, che è considerato ancora oggi un primo inizio della storia americana. Il Giorno del Ringraziamento ha una data variabile, ma cade sempre l'ultimo giovedì di novembre.

Il Thanksgiving è quindi un giorno di festa e di celebrazioni per ringraziare i nativi americani per aver dato aiuto e cibo durante l'inverno americano, a cui i puritani inglesi non erano abituati e che rischiava di essere letale. Invece, grazie al prezioso aiuto dei nativi americani, i coloni capirono quali ortaggi coltivare e quali animali allevare, superando l'ostacolo causato dalle rigide temperature del Nord America.

Così, dopo il duro lavoro degli inizi, i Padri Pellegrini indissero un giorno di ringraziamento a Dio per celebrare il successo del primo raccolto. Inserirono nel menù le pietanze tipiche delle feste, come il tacchino, la zucca, il mais e le patate dolci, diventate anch'esse immancabili sulle tavole degli americani in occasione del Giorno del Ringraziamento.

La festa cambiò le proprie origini cristiane e religiose per assumere una veste civica solo nel 1863 quando, nel bel mezzo della guerra di secessione, Abramo Lincoln procedette con la proclamazione della celebrazione del Giorno del Ringraziamento. Nella metà del secolo scorso, la festività ebbe la sua definitiva consacrazione quando l’allora presidente degli Stati Uniti, Franklin Delano Roosevelt, ne sancì l’istituzione ufficiale approvata dal Congresso nel 1941.

Ma perché proprio il tacchino per il Giorno del Ringraziamento?

Una festa molto sentita negli USA, che si festeggia in famiglia, intorno a una ricca tavola imbandita, che non ha niente a che vedere con i poveri prodotti dei Padri Pellegrini.

Il piatto principale della festa è il tacchino, tendenzialmente ripieno e coto al forno, aromatizzato con spezie ed erbette. Ma perché proprio il tacchino? La risposta è molto semplice: quando arrivarono i coloni, il tacchino era stato già da molto tempo allevato dai nativi e perciò era facile da catturare. Inoltre, è importante la simbologia: il pollame, e la cacciagione in generale, rappresentava un piatto molto prelibato per l'Europa seicentesca ed era riservato solo ai nobili. La sua carne bianca, infatti, rimandava all'idea di purezza e al divino. Originariamente quindi, il tacchino rappresentava un'alternativa più economica del pollo, protagonista degli sfarzosi banchetti delle corti europee.

Gli americani oggi accompagnano il tacchino con la focaccia di granturco oppure viene condito con il cosiddetto wild rice, una sorta di riso americano. In alcuni casi è usanza come condimento del tacchino la salsa di ossicocco (il mirtillo di bacche fresche), accompagnata da patate dolci speziate e burro. Spesso, inoltre, vengono serviti la torta di zucca e gli immancabili biscotti fatti in casa. Tutti cibi semplici che rimandano a quei tempi difficili dei primi coloni.

Le curiosità che non conoscevi

Il tacchino dovrebbe essere protagonista anche del lussuoso banchetto organizzato dai presidenti americani, e invece no... Infatti, alcuni giorni prima del Ringraziamento, alla White House si svolge una serissima cerimonia durante la quale il presidente degli Stati Uniti concede la grazia a due tacchini. Questa tradizione risale al 1963, quando l’allora presidente John Fitzgerald Kennedy scelse di non cucinare il tradizionale tacchino, avviando così la consuetudine di non sacrificare due volatili.

Ma la tradizione del tacchino porta con sé anche delle superstizioni. Ecco perché alla fine del pasto, si celebra la singolare tradizione della rottura delle ossa del tacchino. Spezzare un osso sembrerebbe portare fortuna e si possono esprimere dei desideri. Questa è una tradizione che risale ai britannici, ai romani e agli etruschi, che credevano nelle capacità divinatorie degli uccelli.

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