Alla Vigilia di Natale perché si mangia pesce e non carne? I motivi

Alla Vigilia di Natale, perché si mangia pesce e non carne? Andiamo a rispondere subito a questa domanda.

Vigilia di Natale, perché si mangia pesce e non carne

Mancano poco più di tre giorni al 24 dicembre e poi le tavole di milioni di italiani saranno imbandite di cibi di ogni tipo: antipasti, primi, secondi, per non parlare dei dolci! Tutto secondo la tradizione. Ma, a proposito della tradizione, alla Vigilia di Natale, perché si mangia pesce e non carne? Andiamo a rispondere subito a questa domanda.

Alla Vigilia di Natale perché si mangia pesce e non carne? La risposta

Alla Vigilia di Natale perché si mangia pesce e non carne? La risposta a questa domanda affonda le sue radici nella religione Cattolica. Secondo la religione, infatti, i giorni che precedono le grandi feste o le celebrazioni di Pasqua o Natale, devono essere all’insegna della privazione e del rigore. In poche parole, si possono mangiare solamente cibi poveri e non ricchi, come la carne.

Notate anche voi che in quello che abbiamo appena detto c’è qualcosa che non quadra? Il pesce un cibo povero? Ebbene, nel Medioevo era così, era la carne il vero lusso delle tavole, ma questo lo vedremo fra poco.

Insomma, in generale alla Vigilia di Natale perché si mangia pesce e non carne? Perché così vuole la tradizione, che non solo vorrebbe delle tavole davvero molto povere prima di celebrazioni quali, la nascita di Gesù Cristo e la sua Resurrezione, ma in alcuni casi anche il digiuno.

Ovviamente i tempi sono cambiati e ormai più nessuno digiuna alla Vigilia di Natale o al venerdì di Pasqua, ma la tradizione del pesce è rimasta, anche se non si tratta più di un alimento povero, anzi.

Natale e Pasqua senza carne, ma con il pesce: perché

Alla Vigilia di Natale perché si mangia pesce e non carne? E perché tale tradizione si tramanda anche a Pasqua? La religione è la risposta a tutto. Nonostante l’Italia sia un Paese laico, la maggior parte della popolazione crede, o comunque, rispetta le antiche tradizioni della storia.

Oggi, il pesce costi molto più che la carne, ovunque l’acquistiate, ma in passato non era così: il pesce era il cibo povero per eccellenza e potevano acquistarlo e consumarlo davvero tutti. Viceversa, la carne era consumata solo da chi aveva ingenti possibilità economiche e nella maggior parte dei casi, unicamente durante le ricorrenze speciali.

Allora, alla Vigilia di Natale perché si mangia carne e non pesce? Semplice, perché la religione cattolica vieta di consumare qualsiasi tipo di carne, anche quella bianca, nell’ultimo giorno dell’avvento, dunque, l’ultimo giorno di attesa prima della nascita del Messia (il figlio di Dio), come forma di rispetto.

Ma non solo, poichè anche nel venerdì che precede la Pasqua e, in generale, in tutti i venerdì di Quaresima, non si mangia la carne come forma di rispetto verso la morte di Gesù.

Vigilia di Natale, differenza tra il pesce e carne nella religione Cattolica

Ricordiamo che per quanto stabilito dalla Religione Cattolica, nelle grandi ricorrenze, come l’Assunzione di Maria, la Pasqua e alla Vigilia di Natale, nel Medioevo si praticava persino il digiuno, che non era altro che una penitenza.

Ciascun fedele cattolico, infatti, doveva praticare il digiuno non solo alla vigilia di grandi festività, come la Nascita di Cristo o la sua Morte e Resurrezione, ma anche due giorni a settimana, il venerdì e il sabato, oltre che in tutto il periodo di Quaresima, partendo dal Mercoledì delle Ceneri.

Ecco, infatti, quanto si legge sul sito www.chiesacattolica.it nel “Notiziario della Conferenza Episcopale Italiana”, n. 6 del 21 ottobre 1994:

Il digiuno e l'astinenza - insieme alla preghiera, all'elemosina e alle altre opere di carità - appartengono, da sempre, alla vita e alla prassi penitenziale della Chiesa: rispondono, infatti, al bisogno permanente del cristiano di conversione al regno di Dio, di richiesta di perdono per i peccati, di implorazione dell'aiuto divino, di rendimento di grazie e di lode al Padre.”

E continua:

Digiuno e astinenza non sono forme di disprezzo del corpo, ma strumenti per rinvigorire lo spirito, rendendolo capace di esaltare, nel sincero dono di sé, la stessa corporeità della persona. Ma perché il digiuno e l'astinenza rientrino nel vero significato della prassi penitenziale della Chiesa devono avere un'anima autenticamente religiosa, anzi cristiana.

Alla Vigilia di Natale perché si mangia pesce e non carne

Abbiamo visto alla Vigilia di Natale perché si mangia pesce e non carne, dunque, per penitenza. Si pensi che persino nel XIII secolo la questione fu esaminata dal filosofo Tommaso d’Aquino, che spiegava come il digiuno fosse stato istituito dalla Chiesa per reprimere il desiderio dei piaceri del toccare, in particolare per quelli che hanno come oggetto il cibo e la voluttà.

Nello specifico, l’astinenza dal mangiare doveva fare riferimento a quegli alimenti più prelibati e gustosi da mangiare, come la carne e i derivati, quali latte e uova.

Insomma, la carne è vista già nel Medioevo come simbolo di tentazione e piacere, che può portare alla lussuria e che non è altro che l’alimento più ricercato nel sistema dei valori antichi. Privarsi di tale alimento, favorendo invece il pesce, stava a significare, "evitare di peccare".

Abbiamo risposto alla domanda “alla Vigilia di Natale perché si mangia pesce e non carne?” E voi, come passerete la vostra vigilia? Cosa ci sarà sulle vostre tavole?

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