Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro è tornato velocemente indietro dopo il recente recupero. E' solo una pausa del rimbalzo o la fine?

E' molto difficile dare un'interpretazione ai movimenti dell'euro-dollaro che nel medio termine continua a mantenersi sostanzialmente stabile tra 1,125 e 1,135, escludendo il recente allungo in direzione di quota 1,15.

Sembra interrotta almeno per il momento la fase di mantenimento delle quotazioni sui livelli a cui eravamo abituate a vederle da inizio novembre.

Nelle ultime ore hanno pesato sull'euro-dollaro un po' di contrasti a livello di BCE e di istituzioni europee sul patto di stabilità, nuovamente al centro della discussione.

Una tematica importante che ha trainato al ribasso il cross è la prosecuzione del rialzo dei tassi negli Stati Uniti.
Tutto sommato abbiamo una situazione che per ora vede un nuovo indebolimento dell'euro-dollaro che in assenza di ulteriori spunti potrebbe ritornare nella sua bolla di lateralità intorno a quota 1,135.

E' abbastanza complesso andare a vedere quali saranno le reazioni successive, perchè un dollaro troppo in rafforzamento non fa comodo a nessuno, ma sembra che da un punto di vista di banche Centrali, Giappone e Cina, ci si stia muovendo in direzione diametralmente opposta, ovvero quella di allentare ulteriormente i tassi.

Questo in un contesto globale dovrebbe spingere la prosecuzione del rafforzamento del biglietto verde, con un ulteriore indebolimento dell'euro-dollaro.  

L'oro si presenta a poca distanza da quota 1.820 dollari. Quali i possibili scenari nel breve?

Siamo in una fase di parziale forza relativa dell'oro sulla sua media storica, ma sembra che per il momento non stiamo andando nella direzione che ci aspetteremmo per il movimento sul dollaro.

Il gold potrebbe spostarsi ulteriormente al rialzo verso area 1.840/1.845 dollari e lì' rimanere per questi giorni.

Da quei livelli poi si dovrebbe scendere se venisse confermata l'area di lateralità, ma per ora stiamo a vedere quel che succede.

Il petrolio viaggia sui massimi dal 2014. Ci sono le condizioni per ulteriori rialzi o si tornerà indietro nel breve?

Sul petrolio ci sono alcune questioni geopolitiche che stanno chiaramente spingendo al rialzo i prezzi.

Mi riferisco alle tensioni in Medio Oriente dopo un attacco che a quanto pare ha colpito la periferia di Abu Dhabi, rivendicato dagli yemeniti.

La Russia sembra intenzionata a confermare il ritmo di aumento della produzione che dovrebbe portare ad un indebolimento delle quotazioni.

Al momento però non c'è nulla di questo, con i prezzi del petrolio che invece aumentano, come se gli operatori stessero ragionando in ottica di una effettiva uscita dalla pandemia e di una ripresa dei consumi.

Sul fronte industriale, è per la domanda corporate che ci si aspetta una ripresa dell'attività dopo mesi di stop.  

C'è da dire anche che negli ultimi mesi non si sono assolutamente visti investimenti nella parte estrattiva, quindi la produzione per il momento sembra abbastanza pilotata, con un ritorno importante del ruolo dell'Opec nella fissazione dei prezzi.

Non mi aspetto forti discese per il petrolio, almeno per il momento, quanto piuttosto una prosecuzione della fase di forza.

Non è facile indicare dei target perchè di fatto si naviga a vista e quindi potrei dire che si salirà fino a 90 dollari, così com a 95 o a 100 dollari.

Nel breve sarà possibile un ritorno dei prezzi sui livelli alti e quando saranno abbattute tutte le restrizioni, sarà facile che la catena di valori torni a lavorare in maniera corretta, puntando su prezzi più bassi.

Le Borse stanno mostrando non poco nervosismo e incertezza da diverse sedute. Prove tecniche di correzione?

Stiamo alla finestra, nel senso che c'è un effettivo rialzo dei tassi negli Stati Uniti che chiaramente sta zavorrando i mercati, soprattutto quelli americani.

Wall Street sta vivendo una fase di debolezza relativa che potrebbe continuare nei prossimi giorni, in attesa di un assestamento del mercato.

Non ci sono ancora le condizioni per parlare di una correzione vera e propria o di uno storno più significativo, ma sicuramente la prossima settimana potremo assistere ad un ridimensionamento dei prezzi dell'azionario.

C'è spazio per scendere ancora un po', anche se non si tornerà sui livelli del 2021 o del 2020, visto che i vari indici sono comunque su soglie di prezzo alte.