Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro si mantiene sotto quota 1,175 in attesa della Fed stasera. Quali i possibili scenari?

Alla luce di quello che sta succedendo con riferimento alla situazione cinese, possiamo vedere una situazione di stabilizzazione dell'euro-dollaro in attesa della Fed.  

Quest'ultima, a mio avviso, non farà altro che confermare lo scenario attuale, reiterando la natura transitoria dell'inflazione e procedendo quindi con l'impostazione estremamente accomodante.

Tutto sarà rimandato al prossimo meeting, con maggiori dettagli in attesa della riunione di dicembre, in cui non si potrà fare altro che parlare di tapering.

L'incontro della Fed di oggi dovrebbe essere abbastanza interlocutorio e potrebbe portare ad una stabilizzazione dell'euro-dollaro a poca distanza dai livelli attuali.

E' confermato il percorso di parziale rafforzamento del dollaro rispetto all'uro, ma nel breve vedo stabilità.
L'impostazione a medio termine non permette a mio avviso di andare oltre certi livelli e così il cross dovrebbe rimanere alquanto ancorato ai livelli correnti.

Da non escludere un piccolo rialzo dell'euro-dollaro che in ogni caso non dovrebbe portare lontano i corsi.

L'oro si mantiene al di sotto di quota 1.800 dollari. Cosa può dirci di questo asset?

L'oro si sta muovendo in maniera alternativa al dollaro americano: la situazione sui mercati, specie in Cina, potrebbe favorire l'acquisto di biglietti verdi e il gold potrebbe spingersi verso i 1.790/1.800 dollari.  

Da giugno scorso, il baricentro di oscillazione è stato in area 1.800 dollari l'oncia per l'oro, con una conformazione abbastanza laterale che a mio avviso vedremo anche nelle prossime settimane.

Cosa può dirci in merito al recente andamento del petrolio e quali le previsioni per le prossime sedute?

Per il petrolio dovrebbe proseguire la fase di rialzo moderato verso i 75 dollari al barile.

Non c'è nulla di particolare che dovrebbe accadere nelle prossime sedute e al netto di eventi esogeni si dovrebbe assistere ad una crescita delle quotazioni nel medio termine.
In sintesi mi aspetto un rialzo moderato verso quota 75 dollari, ad un passo quindi dai massimi dell'anno.

I mercati azionari sono tornati a salire dopo le vendite accusate tra la fine della scorsa settimana e gli inizi di quella corrente. Cosa aspettarsi ora?

Nella seduta di lunedì abbiamo visto un movimento piuttosto forte degli indici azionari che, a mio avviso, hanno preso come pretesto la crisi di Evergrande per scaricare un po' gli eccessi e dare un po' di respiro al mercato che non è molto distante dai massimi storici.

Non ci sono segnali che fanno presumere che la crisi del colosso cinese sia sistemica e globale, anzi probabilmente continuerà ad essere circoscritta all'economia cinese.

La Banca Centrale della Cina è già intervenuta con una iniezione di liquidità in favore di Evergrande e questo supporto monetario è un segnale positivo per le Borse.

Per ora non sembrano esserci elementi che portino ad una decisa correzione dell'azionario.