Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro è sceso a non molta distanza da quota 1,12: la flessione è destinata a proseguire?

L'euro-dollaro è stato influenzato principalmente da due questioni chiave: la prima è data dalle prospettive inflazionistiche e la seconda è la riconferme di Jerome Powell alla guida dela Fed.

Mentre la prima è una dinamica abbastanza indipendente, la seconda porta con sè alcune caratteristiche da tenere sotto osservazione.

In primis la continuità con la politica di uscita dalla politica monetaria estremamente accomodante e in secondo luogo le dichiarazioni potenziali di Powell sul tema inflazione.

In terzo luogo, il fatto di aver nominato Brainard come vice governatore e non alla supervisione bancaria, farà sì che sarà in lizza per la prossima elezione del presidente della Fed.

Un altro aspetto da considerare è dato dalle prospettive di azione della Banca Centrale USA, su cui si sono concentrati gli operatori in queste ultime ore e giornate, andando a determinare che il primo rialzo dei tassi nell'ordine di 25 basis points ci sarà già a giugno 2022, anticipando notevolmente quella uscita dalla fase di politica monetaria estremamente accomodante.

Difficilmente l'euro-dollaro dai livelli correnti scenderà ancora, perchè il mercato qui sconta una situazione di rialzo dei tassi in maniera molto anticipata, per cui è difficile che si arrivi ad una stretta prima di giugno.

Molto probabilmente siamo in prossimità del pavimento per il cross e una volta scaricata la fase di forte posizionamento short degli istituzionali, vedremo un allentamento delle pressioni ribassiste che potrebbero fermarsi a quota 1,12 prima di ripartire al rialzo.

In sintesi per l'euro-dollaro siamo arrivati e al massimo avremo un'altra piccola flessione, ma nulla di più.
Il dollaro è troppo forte e da fastidio a molti e una volta calmierati i prezzi delle materie che subiscono la forza del biglietto verde, ragionevolmente si inizierà a fare qualche operazione per calmierarlo.

L'oro ha accusato una veloce correzione che lo ha riportato sotto quota 1.800 dollari. Vede nuovi ribassi nelle prossime sedute?

L'oro sta seguendo la dinamica del rafforzamento del dollaro, con conseguente riposizionamento verso una situazione di maggiore debolezza sui contratti.

Se lo guardiamo in un'ottica di medio termine è un movimento che ci sta in una dimensione in cui 1.790 dollari è il suo centro di gravità.

L'oro si è posizionato intorno ai 1.780/1.790 dollari e ha continuato ad oscillare più o meno di 50 dollari da lì.

Ora si potrebbe avere un ulteriore indebolimento del gold che potrebbe stabilizzarsi intorno a 1.780/1.790 dollari, ma poi con mercati un po' preoccupati e un dollaro che potrebbe scaricare un po' della sua forza, si potrebbe rivedere l'oro intorno ai 1.800 dollari.    

Il petrolio continua a scendere sempre più in basso. Cosa aspettarsi?

Sul petrolio era ampiamente scontato il movimento ribassista dopo le dichiarazioni di Biden e l'aumento della produzione, ma soprattutto dopo il rilascio delle riserve strategiche avvenuto in maniera coordinata con la Cina.

Potremmo vedere una prosecuzione della fase di debolezza o comunque un consolidamento delle quotazioni sui livelli attuali, in attesa che arrivi l'Opec che probabilmente però lascerà invariata la politica sulla produzione.

A fare da padrone sul petrolio saranno le notizie e i dati sulle scorte, ma dovrebbe in ogni caso proseguire la debolezza.

Una volta superato l'anno, molto probabilmente vedremo un po' di rialzo, ma per ora vedo un andamento al di sotto degli 80 dollari al barile.

I mercati azionari stanno ritracciando un po' dai massimi e hanno visto scemare un po' l'entusiasmo. Qual è la sua view?

A condizionare i mercati azionari sono due questioni: la prima è quella dei contagi che tornano a spaventare un po' dappertutto e la seconda è l'azione della Fed con Powell alla guida e Brainand come vice.

La Banca Centrale americana con questo tandem avrà un atteggiamento un po' più attivo sul tentare di uscire dalla fase di politica monetaria attuale e di tenere sotto controllo l'inflazione che è andata un po' oltre i livelli tollerabili dalla Fed.

Sarà l'azione di Powell nei prossimi mesi a dire se i mercati azionari saranno arrivati oppure no.
Per il momento c'è una fase di wait and see in cui mi aspetto un consolidamento poco distante da questi massimi, per cui almeno per ora non ci sono le condizioni per una discesa dell'azionario.