Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro si è riportato sotto quota 1,16, rimangiandosi la strada guadagnata dopo la BCE e ora il focus si spota sulla Fed. Cosa aspettarsi?

Gli occhi, oltre che ai dati macroeconomici, sono puntati tutti sulla riunione odierna della Fed.

Ci si attende il varo vero e proprio del tapering e ci potrebbe essere una riduzione del ritmo degli acquisti di 15 miliardi di dollari al mese fino alla metà del 2022.

La cosa importante sarà capire se ci sarà da parte del presidente Powell un riferimento al fatto che il mercato sta prezzando correttamente la direzione che vuole dare la Fed.

In questo scenario c'è l'aspettativa di un parziale recupero della forza del biglietto verde, quindi l'euro-dollaro potrebbe spingersi ulteriormente al ribasso o comunque confermare una parziale debolezza relativa nei confronti della moneta unica.

Il cross dovrebbe rimanere sotto quota 1,16, ma lo scenario potrebbe cambiare molto a seconda di quello che Powell dirà stasera.

Mi aspetto un euro-dollaro sotto area 1,16 e se la Fed dovesse sorprendere con una maggiore velocità in termini di rialzi dei tassi, si potrebbe scendere anche sotto quota 1,15.

Se al contrario Powell darà un messaggio dovish, l'euro-dollaro potrà salire verso 1,17 prime a 1,175 in seguito, ma le attese sono per un'indicazione di una restrizione monetaria nei mesi a venire.

L'oro non è riuscito a riposizionarsi sopra quota 1.800 dollari. Cosa può dirci di questo asset?

Almeno per il momento i Fed Funds hanno visto un arretramento e quindi abbiamo visto un oro che si è spostato verso i 1.800 dollari, con puntate anche fino a 1.810 dollari.

Tutti gli occhi saranno puntati sulla Fed e se questa sarà abbastanza accomodante e colomba, allora il Gold potrà superare area 1.800 dollari.

In caso contrario, l'oro potrebbe tornare verso i 1.770/1.760 dollari in prima battuta.

Il petrolio sta ritracciando un po' dai top raggiunti di recente. Il rialzo è finito per ora?

Vedo il petrolio in una fase di consolidamento rispetto alla fase di forte rialzo, senza discese fortissime.

Andiamo verso una situazione in cui la domanda potrebbe aumentare, per cui i prezzi fanno fatica a scendere, anche se c'è sempre la spada di Damocle dell'Opec che inizia a ragionare in ottica di sforbiciare i tagli alla produzione.

La dinamica dei prezzi sembra essere abbastanza possibilista su questo fronte e quindi mi aspetto un consolidamento dell'area attuale da parte del petrolio, fino ad un pronunciamento dell'Opec.

Da un punto di vista puramente tecnico, abbiamo visto che le ultime 2-3 settimane sono state caratterizzate da un mantenimento delle quotazioni intorno agli 82,5 dollari, con puntate anche a 84,4 e 80 dollari.

Per il momento i prezzi sembrano non muoversi dal livello di attrazione a 82,5 dollari e mi aspetto che prosegua la fase di interlocutorietà intorno a questo livello. 

Le Borse continuano a salire e a segnare nuovi massimi. La tendenza in atto proseguirà?

Anche nel caso delle Borse sarà la Fed a dare una risposta e se non ci dovessero essere sorprese rispetto al taglio di 15 miliardi di dollari al mese nel piano di acquisti, potremo continuare a vedere segnali di forza da parte del mercato che ha già scontato uno scenario di questo tipo. 

In caso di sorprese più restrittive in ottica di politica monetaria, ci potrebbe essere un piccolo storno, ma è difficile che Powell vada a scombussolare troppo i piani dopo aver costruito una certa narrativa e averla decantata tanto negli ultimi mesi.

Mi aspetto quindi una situazione abbastanza calma, con i mercati azionari che continueranno a mantenersi in prossimità dei massimi.