Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, CEO di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto delle domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro sta provando a risalire la china dopo aver tenuta quota 1,13. A cosa prepararsi ora?

L'euro-dollaro ha rotto anche il supporto di 1,14, la soglia che nelle ultime interviste avevamo indicato come un possibile baluardo che avrebbe potuto contenere i prezzi.

Così non è stato e così il cross ha continua ad arretrare e malgrado il recupero partito da quota 1,13, vedo ancora il rischio di ulteriori cali fino a 1,12.

Un recupero convincente si avrà solo con la rottura al rialzo degli ultimi massimi delle sedute ribassiste viste di recente.

Ieri l'euro-dollaro ha segnato un massimo a 1,1332 che ha già violato oggi, in attesa di conferme, mentre il prossimo livello da tenere d'occhio è il massimo del 16 novembre a 1,1386.

Con la rottura confermata di queste soglia si potranno valutare ingressi long sull'euro-dollaro, con target in area 1,15.
Per ora l'impostazione del cross resta al ribasso e, salvo qualche sporadico rimbalzo, le attese sono per nuovi cali nel breve.

L'oro si sta mantenendo per ora intorno ad area 1.860 dollari l'oncia. Si aspetta nuovi rialzi nel breve?

L'oro ha dato vita ad un movimento contrario a quello dell'euro, con un deciso rafforzamento che lo ha portato al di fuori della recente congestione.     

Il gold ha rotto al rialzo il triplo massimo segnato intorno ai 1.830/1.833 dollari, spingendosi ulteriormente in avanti.
Nelle ultime sedute stiamo assistendo ad un po' di incertezza e solo con la rottura dei massimi del 16 novembre in area 1.867/1.867,5 dollari si potrà puntare verso i 1.916/1.910 dollari, area massimi di giugno.

Al ribasso il supporto importante ora è dato dall'area che prima era resistenza e mi riferisco ai 1.833/1.830 dollari.
Un eventuale ritraccimento su questo livello dovrebbe favorire un rimbalzo dell'oro, ma se ciò non dovesse accadere bisognerà mettere in conto flessioni fino ai 1.790 dollari.

Il petrolio sta seguendo un sentiero diverso dall'oro, con una discesa sotto quota 80 dollari. C'è il rischio di nuovi cali?

Il petrolio ha segnato dei massimi decrescenti il 25 ottobre e il 10 novembre e questo ha aperto le porte ad una spinta ribassista abbastanza forte.

L'oro nero è a un passo adesso dai minimi del 4 novembre a 78,25 dollari, una violazione dei quali favorirà una discesa fino ad area 74 dollari, con proiezioni successive a 72 e a 70 dollari.

I mercati azionari stanno provando a mantenersi a ridosso dei massimi, ma sembrano aver perso un po' spinta. Cosa può dirci delle Borse?

Il Dow Jones in particolare ha perso molta spinta e in Europa abbiamo visto una drastica riduzione della volatilità che ha portato ad un rallentamento della fase rialzista.

E' interessante vedere che alcuni indici hanno segnato un minimo, hanno scaricato qualcosa e sono ripartiti, riportandosi sui massimi.

Questo può indicare che gli indici potrebbero essere pronti a ripartire, ma fino a quando non saranno violati i massimi sarà bene aspettare per evitare brutte sorprese.