Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro è sceso nuovamente sotto quota 1,18: c'è il rischio di nuove flessioni?

Mi aspetto un'ulteriore possibile discesa dell'euro-dollaro che sfrutta la situazione di parziale risk-off e la crescente divergenza in termini di politica monetaria tra la Fed e la BCE.

Il cross potrebbe scendere verso livelli non molto distanti da quelli attuali e mi riferisco all'area 1,165/1,16 che potrebbe essere il fair value dell'euro-dollaro che affronta la fase estiva in attesa di maggiori informazioni dalla Banche Centrali che arriveranno ad agosto e poi a settembre con una maggiore definizione delle mosse da parte della Fed.

Domani intanto c'è il meeting della BCE che continua a rimanere invariata la sua politica molto aggressiva di acquisti superiori alla scorsa settimana.

I driver principali per l'euro-dollaro sono quindi le mosse delle Banche Centrali e un maggior vigore da parte della BCE nel programma di acquisto titoli rispetto alla Fed.

L'oro dollaro sta indietreggiando, mantenendosi al momento sopra quota 1.800 dollari. Quali i possibili scenari ora?

L'oro è andato un po' in controtendenza rispetto all'andamento dell'euro-dollaro e ha perso un po' di correlazione anche per effetto dell'appiattirsi della curva dei tassi, alternativi al gold.

L'andamento in controtendenza potrebbe aprire la strada ad una divergenza rispetto all'euro-dollaro con cui l'oro era andato a braccetto fino alla fine di giugno.

Il gold potrebbe spingersi verso area 1.830 dollari, ma la progressione positiva è abbastanza fragile, quindi in caso di mancata violazione del livello appena citato, sarà probabile un andamento laterale a cavallo dei 1.815/1.820 dollari.

In caso di rottura dei 1.830 dollari invece l'oro potrà allungare il passo vero i 1.850/1.860 dollari.

Il petrolio ha subito un pesante sell-off: è cambiato lo scenario per questo asset?

Lo scenario è leggermente cambiato perchè l'Opec+ ha trovato il famoso accordo e come anticipato il mercato si è mosso di conseguenza.

Difficilmente vedremo dei tonfi eclatanti, ma un semplice ridimensionamento su una notizia che era nell'aria, ma non era stata ancora ufficializzata.

Il crollo di due giorni fa non è allarmante perchè si inquadra all'interno di uno storno fisiologico del mercato che non aveva notizie particolari per paventare uno storno significativo.

C'era quindi un surriscaldamento del mercato che si è sfogato con l'arrivo della notizia relativa all'accordo Opec+.
Questo dovrebbe portare verso una fase di maggiore produzione e l'accordo raggiunto significa che l'Opec+ avrà maggiore capacità di aggredire le problematiche sul prezzo con un'azione coordinata.

Ciò renderà difficili dei tonfi del petrolio verso livelli molto più bassi degli attuali.

I mercati azionari stanno riprendendo quota dopo l'affondo accusato in avvio di settimana: meglio stare alla larga o si tornerà a salire?

I mercati azionari sono molto tirati e sono nervosi, motivo per cui tutte le situazioni in cui c'è la possibilità di giustificare uno storno è sfruttata a dovere.

Non è allarmante lo storno delle Borse, anzi è fisiologico e ha riportato sulla mediana del trend rialzista dopo che i listini erano andati un po' oltre.

Potrebbe esserci un altro po' di debolezza questa settimana, ma lo scenario non cambia: le Banche Centrali continuano a dare la disponibilità a mantenere una politica monetaria accomodante.

Si tratta di capire qual è il fair value dell'azionario, quindi per ora le Borse potrebbero spingersi un po' in basso, ma non vedo ragionevole un crollo del 20%-30%.

Ritengo ci siano ancora le condizioni per tornare a salire, ma se non venissero superati i massimi si potrebbe aprire una fase di consolidamento laterale, come quella vista intorno ad aprile scorso.
Per il momento l'azionario non ha elementi per scendere, ma vorrebbe ridimensionarsi un po' rispetto ai massimi.