Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro oggi frena un po' dopo il balzo in avanti di ieri alimentato dalla Fed. Cosa aspettarsi ora?

La Fed sposta un po' lo scenario, nel senso che il mercato è arrivato all'appuntamento di ieri tirato e pensando al peggio.

La banca Centrale americana ha adottato una narrativa del tipo: ti devo dare brutte notizie, tu ti prepari al peggio, se poi quello che ti dico è un po' meno del peggio, allora sei tutto contento.

Quando uno è malato è molto peggio se non sa cos'ha, piuttosto se conosce qual è il problema, anche se quest'ultimo dovesse essere grave.

Sapere cosa hai ti consente di focalizzarti su dove sei debole e su come ti devi difendere.
Ieri la Fed, come era doveroso che fosse è stata molto chiara, indicando sia il male che la medicina che la terapia, definendo con chiarezza anche quello che farà e che non farà.

A quel punto il mercato ha reagito, ma bisogna fare attenzione perchè la notizia non è una di quelle favorevoli.

Si tratta quindi di un rimbalzo, come è tale quell'euro-dollaro, perchè le paure che negli ultimi giorni lo hanno schiacciato a 1,05, magari erano legate al fatto che si pensava a giugno a un rialzo dei tassi dello 0,75%.

Di fatto i mercati ora si rilassano un po', ma poi a breve faranno nuovamente i conti con tutti i problemi che ci sono.
Per l'euro-dollaro in particolare, da un punto di vista tecnico segnalo una resistenza a 1,08, quindi di spazio per recuperare teoricamente ce n'è.

Attenzione però perchè la situazione è molto favorevole al dollaro, visto che la Fed camminerà spedita, mentre la BCE deve ancora dire cosa farà.

Il petrolio sta provando ad allungare il passo dopo essersi riposizionato sopra i 100 dollari al barile. Vede nuovi rialzi nel breve?

Il petrolio invertirà al rialzo in caso di rottura di 107/108 dollari, ricordando che il supporto è sempre a 95/94 dollari.
Vedo un range compreso tra quest'ultimo livello e i 115 dollari, anche se difficilmente lo vedo al di sopra di questa soglia.    

Anche l'oro ha risalito la china dopo la Fed. Si aspetta nuovi progressi nelle prossime sedute?

Per l'oro l'area dei 1.880/1.890 dollari è di supporto, sotto cui si guarderà ai 1.865 e ai 1.830 dollari, mentre sopra i 1.900 dollari l'attenzione andrà rivolta ai 1.965 dollari prima e in seguito alla soglia psicologica dei 2.000 dollari.

I mercati risalgono dopo l'appuntamento di ieri con la Fed. Come diceva prima si tratta solo di un rimbalzo?

Penso che quello dei mercati azionari sia un rimbalzo, legato a uno scenario di ipervenduto che non era solo grafico, ma proprio mentale.

I temi che hanno spinto fin qui i mercati al ribasso come preview, diventeranno poi temi reali e credo che il rendimento dei titoli di Stato USA salirà ancora e ciò favorirà piano piano lo switch verso l'obbligazionario.

La mia idea è che dal 3% in sù ci sia lo switch dall'azionario, quindi i gestori andranno ad allocare parte dei risparmi gestiti di nuovo sui bond.

Credo che le Borse rimbalzeranno, magari un po' di più quelle maggiormente vendute fino a ora, ma poi i nodi verranno al pettine.

Penso che il secondo trimestre di quest'anno sia peggio del primo, sul quale gli effetti della guerra hanno inciso solo in parte.