Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro si è indebolito ancora e si sta dirigendo verso quota 1,17. Vede ulteriori flessioni nel breve?

Per l'euro-dollaro l'outlook rispetto alla scorsa settimana è chiaramente cambiato, anche se solo leggermente, visto che si è spostato di un notch sotto.

Mi aspetto ora che il prezzo medio del cross per i prossimi sia intorno a quota 1,175.
Da tenere in considerazione alcuni elementi, tutti legati al rialzo dei tassi che sembra accompagnare il miglioramento dell'outlook economico.

Segnalo in particolare la progressione abbastanza spedita della campagna di vaccinazione negli Stati Uniti, dove il presidente Biden ha dichiarato che il 90% degli adulti dovrebbe ricevere il vaccino entro la festa del 4 luglio.

Intanto i tassi Usa si mantengono su livelli alti e così il dollaro si rafforza, anche per un segnale di distensione sul fronte commerciale con la Cina.

Washington almeno per il momento non è disponibile a revocare i dazi sulle merci cinesi, ma è disponibile a parlarne e questo è un chiaro segnale di apertura dopo l'intransigenza dell'amministrazione Trump.

Questo si converte in un rafforzamento del biglietto verde che con l'euro si trova al dominatore e la mia idea è che la progressione ribassista proseguirà.

Vedo ancora debolezza per l'euro-dollaro che alcuni analisti danno a 1,16, ma non è detto che si scenda fin lì.
Con l'outlook attuale il cross dovrebbe mantenersi fiacco e personalmente credo che 1,175/1,17 sarà l'area intorno alla quale dovremmo trovare le quotazioni tra una settimana.

L'euro-dollaro sta registrando dei movimenti piuttosto decisi, non tanto nell'ampiezza, quanto nella progressione.

Credo che sui livelli attuali dovremmo essere sostanzialmente arrivati e aspettiamo ora ulteriori informazioni che potrebbero arrivare ad esempio da un inceppamento della campagna vaccinale in Europa.

Questo porta ad un indebolimento dell'euro, mentre sull'opposta sponda dell'Atlantico l'economia si sta stabilizzando piuttosto bene.

L'oro è tornato a scendere, riportandosi al di sotto di area 1.700 dollari l'oncia. Quali le attese per le prossime sedute?

Per l'oro potremmo vedere ulteriori cali se ci fosse effettivamente un rialzo significativo dei tassi americani.

Per il momento abbiamo visto alcuni spike e un impatto sul gold, ma è più facile che dai livelli attuali torni ora in area 1.700 dollari.

I tassi dovrebbero mantenersi su questi livelli e non vedo un rischio esagerato di rialzo che si tradurrebbe in un ribasso dell'oro, quanto piuttosto la possibilità di una stabilizzazione e il ritorno ad una correzione inversa con l'azionario.

A fronte di Borse in allentamento dai livelli attuali, l'oro può recuperare verso quota 1.700 dollari, fermo restando che non mi aspetto grandi rialzi almeno per il momento.

Il petrolio oggi torna indietro, mantenendosi però al di sopra dei 60 dollari. Cosa può dirci di questo asset?

Per il petrolio stiamo vedendo un aumento della volatilità, ma una diminuzione della divergenza di prezzo, con quotazioni abbastanza inchiodate tra 59 e 61/62 dollari.

Ad impattare l'oro nero è sicuramente la quotazione del dollaro, perchè un biglietto verde in aumento tende a zavorrare le materie prime.

La ripresa economica dall'altro lato però tende a spingere le quotazioni, per cui gli effetti si controbilanciano in una lateralità di medio termine.

La questione relativa al canale di Suez ha impattato sul petrolio ma in maniera limitata e temporanea e per ora l'oro nero è laterale, con una tendenza al rialzo nel medio termine.

Se l'attività economica recupera, anche il prezzo del petrolio dovrebbe seguirla, ma non mi aspetto grandi oscillazioni dei prezzi come quelli visti nei mesi scorsi.

Dai valori attuali le quotazioni potrebbero salire verso i 61/61,5 dollari, senza particolari strappi.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

I mercati azionari sono un po' nervosi in questo periodo, perchè c'è il tema dei tassi che è abbastanza importante, ma c'è anche il discorso della ripresa economica e delle prospettive di inflazione.

Nelle ultime sessioni l'azionario europeo ha performato meglio di quello degli Stati Uniti, per il paradosso del "taper tantrum", ossia i mercati reagiscono male alle buone cattive e bene alle brutte news, perchè queste ultime significano maggiore massa monetaria in circolazione.

Nei prossimi giorni non mi aspetto forti scostamenti delle Borse dai livelli attuali, nè grandi oscillazione, quindi continueremo a mantenerci in questa progressione positiva nel medio termine.

Almeno per il momento la fase storica non ci porta a fare discorsi diversi, ma secondo me siamo al termine di questa fase di rialzo prolungato e ininterrotto, quindi a breve potremmo vedere qualche divergenza da questa fase, ma non è ancora il momento a mio avviso.