Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, CEO di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto delle domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro continua a scivolare senza sosta. A cosa prepararsi ora?

Proprio nella seduta odierna l'euro-dollaro ha rotto il supporto a 1,1561, minimo toccato dopo la precedente flessione vista di recente.

Con la violazione del livello indicato la view resta inevitabilmente negativa, segnalando che il primo supporto importante per l'euro-dollaro è a 1,1342, quindi c'è un buon margine di potenziale downside.

Se i corsi dovessero tornare sopra 1,1561, andando poi a rompere i massimi del 4 ottobre a 1,16415/1,1642, allora si potrebbe assistere ad un ulteriore recupero.

A quel punto l'euro-dollaro potrebbe salire verso la resistenza a 1,168 per poi puntare all'ostacolo successivo a 1,7455 euro, oltre cui potrà salire ancora.

C'è da dire che con una violazione così pesante dei minimi dell'anno, mi sembra che la strada del ribasso sia ormai segnata, ritenendo meno probabili recuperi degni di nota nel breve.

L'oro si è riportato sopra quota 1.750 dollari l'oncia. Quali i possibili scenari ora?

L'oro è sceso fino all'area dei 1.720 dollari, dove ha trovato un supporto da cui ha avviato un recupero che ha trovato un buon allungo nella seduta del 30 settembre, quando sono stati i violati di due giorni prima.

Il gold ha rotto un paio di volte il supporto in area 1.750/1.745 dollari, sotto cui potrà tornare sui minimi menzionati prima a 1.723/1.720 dollari.

Per il momento nulla è perduto e se l'oro dovesse violare al rialzo i massimi del 4 ottobre a 1.770 dollari, potrà allungare il passo verso quota 1.800 dollari l'oncia.

Il petrolio sta rifiatando dopo essersi spinto ad un passo dagli 80 dollari. Cosa può dirci di questo asset?

Per il petrolio avevamo già segnalato la resistenza in area 76-77 dollari, corrispondente ai precedenti massimi del 2021.

L'oro nero ha superato questo ostacolo e si è spinto fino a 79,5 dollari per poi rallentare la corsa.
L'impostazione resta indubbiamente long e credo che il petrolio possa salire ancora anche nel medio periodo.

Dal grafico si nota che dopo i massimi di area 76-77 dollari, corrispondenti ai top del 2018, ci sarà spazio per salire verso quota 82 dollari prima e in seguito fino ad area 90 dollari più in là nel tempo.

Al ribasso consiglia di fare attenzione ai minimi di ieri a 77,25 dollari circa, sotto cui il petrolio potrà scendere verso area 76/75,9 dollari, zona di resistenza che doveva essere violata per poter salire ancora.

Può essere quindi che si assista ad un pull-back dell'oro nero prima di continuare a salire oltre i livelli appena raggiunti.

Le Borse stanno vivendo sedute nervose alternano rialzi e ribassi. Quali la attese nel breve?

Il settore tecnologico USA è sceso ed è entrato in un trend negativo, mentre hanno tenuto un po' meglio il Dow Jones e l'S&p500 che stanno cercando di lottare come gli indici europei.

Nel Vecchio Continente però, un po' tutti gli indici sono stazionari, malgrado l'incertezza, mentre è il Nasdaq Composite che sta scendendo con più decisione ed è questo l'indice da seguire con attenzione visto che potrebbe trainare al ribasso gli altri. 

La view in generale è negativa e almeno per il momento non escludo ulteriori flessioni che anzi ritengo alquanto probabili.