Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, CEO di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto delle domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro si sta riportando sui minimi dell'anno in attesa della Fed. Cosa può dirci di questo cross?

L'euro-dollaro ha provato leggermente a rialzare la testa sia ieri che oggi, salvo poi ritracciare, ricordando che a 1,03488 troviamo i minimi del 13 maggio.

Questo è il bottom che non si deve violare se vogliamo sperare in un recupero, ma in caso di rottura al ribasso, il cross troverà un supporto a 1,02913, sotto sui approderà in area 1,02.

L'euro-dollaro è sui dei minimi molto importanti e sarà cruciale la tenuta dei prossimi sostegni per evitare il peggio.

Al rialzo occhio ai massimi odierni a 1,05078, sopra cui le quotazioni potranno salire verso 1,0685, con un ritorno quindi in quella zona della congestione per vedere se l'euro-dollaro riuscirà o meno a superare il livello appena indicato.

L'oro sta provando a rimbalzare dopo aver avvicinato l'area dei 1.800 dollari. Quali le attese nel breve?

L'oro ha rallentato già da metà maggio e ha creato una congestione sopra i 1.830 dollari, salvo poi affondare fino ai 1.805 dollari due giorni fa.

Il gold sta provando a recuperare e una prima conferma positiva si avrà oltre i 1.845 dollari, con prima proiezione a 1.873 dollari, resistenza che teneva i prezzi al di sotto durante la congestione.

In caso di rottura dei 1.873 dollari, l'oro salirà ancora verso i 1.800 dollari prima e i 1.830 dollari in seguito.

Al di sotto dei minimi a 1.805 dollari, si guarderà al bottom del 16 maggio a 1.787 dollari, sotto cui l'attenzione andrà rivolta al supporto dei 1.761 dollari.

Il petrolio sta tornando indietro dopo l'impennata vista di recente. Si aspetta ulteriori cali?

Il petrolio ha frenato perchè era salito abbastanza dopo aver violato 2-3 resistenze strategiche.

E' partito un trend di breve e poi ha ritracciato, ma al momento si mantiene sopra i 116,64 dollari, livello di supporto chiave la cui rottura andrebbe a confermare una divergenza.

Al momento quindi è in atto un ritracciamento all'intero del trend attuale e guardando al rialzo la violazione dei top di ieri a 123,76 dollari, aprirà le porte ai massimi dell'anno in area 130 dollari.

Sotto i 116,64 dollari sarà confermata una divergenza ribassista e in tal caso il petrolio scenderà a 112,41 e poi a 108,17 dollari e sarà questa la soglia chiave che potrebbe fermare la discesa del petrolio.

I mercati azionari oggi reagiscono dopo che l'attesa della Fed ha fatto tremare un po' tutti i listini. Qual è la sua view?

L'auspicio è che la Fed possa dare uno slancio a Wall Street, perchè così il mercato potrà avere una motivazione in più per recuperare le ultime perdite subite.

In Europa siamo rimasti ben al di sopra dei minimi segnati con il crollo seguito allo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina.

A Wall Street invece questi minimi sono stati già violati e questo non lascia ben sperare. I rischi al ribasso dunque restano, a meno che la Fed non tirerà fuori l'asso nella manica.