Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro è tornato sotto la parità alla vigilia dell'annuncio della Fed sui tassi. Qua è la sua view sul cross?

Per i prossimi giorni mi aspetto ancora un euro-dollaro interlocutorio. La fase di debolezza continua a permanere e siamo fermi su questi livelli ormai da un mesetto, circa due figure sotto i livelli medi dell'estate intorno a 1,02.

Il cross sconta un'inflazione elevata e quindi anche una possibile azione piuttosto incisiva da parte della Fed.
Almeno per il momento non vedo situazioni di fort divergenza, segnalando da una parte l'attesa per la riunione della Fed e dall'altra la valutazione dei dati europei.

Stamattina è stato pubblicato l'aggiornamento sull'indice dei prezzi alla produzione, schizzato al 45,8%, e ciò molto probabilmente metterà sotto pressione la BCE per una mossa consequenziale a quella delle altre Banche Centrali.

Siamo in una fase wait & see in cui la Fed dovrà alzare abbastanza forte i tassi di interesse che domani dovrebbero salire dello 0,75%.

C'è una grande instabilità da parte degli operatori e non ci sono ancora gli elementi per tracciare un quadro chiaro.     

Anche in ottica dinamica potrebbe essere sovrastimata l'azione della Fed e sottostimata quella della BCE e ciò potrebbe portare a un'inversione di tendenza sul medio periodo per l'euro-dollaro.

L'oro si mantiene al di sotto dei 1.680 dollari che a lungo hanno rappresentato un forte supporto. Cosa implica la violazione di questo livello?

L'oro segue il rafforzamento del dollaro che dovrebbe arrivare ulteriormente dopo il rialzo dei tassi USA.   
Il gold potrebbe spostarsi su livelli più bassi, con primo target a 1.650 dollari e obiettivo successivo a 1.620 dollari.

Prima di vedere un'inversione vera e propria dobbiamo attendere un solido ridimensionamento dell'inflazione, con la possibilità di un arretramento delle pressioni di rialo dei tassi da parte della Fed.

Il petrolio è tornato a scendere e viaggia a un passo dai minimi di periodo. Cosa può dirci di questo asset?

Il petrolio vive una stabilizzazione delle quotazioni sotto area 90 dollari e sembra sia stata trovata la fase di lateralizzazione dei corsi che prevede una diminuzione della domanda e dell'attività economica.

L'oro nero difficilmente tornerà stabilmente sopra i 90 dollari al barile, quindi mi aspetto una prosecuzione della fase laterale con qualche pressione ulteriore al ribasso.

La prima soglia da attenzionare è quella degli 82 dollari, sotto cui il petrolio scenderà a quota 80 dollari.

Cosa può dirci in merito al recente andamento delle Borse e quali le attese nel breve?

Il dato di questa mattina sull'indice dei prezzi alla produzione in Germania è abbastanza significativo, infatti ha fatto virare gli indici in negativo.

Siamo tutti in attesa di vedere cosa succederà con la Fed, quindi mi aspetto una fase interlocutoria, magari con un piccolo recupero del ribasso odierno.

Il focus è su cosa farà Powell con i tassi e sarà importante vedere la forward guidance che dovrebbe confermare una fase ancora complessa dal punto di vista della gestione dell'inflazione, ma che potrebbe allentarsi soprattutto nei prossimi anni, a partire dal prossimo.

Non mi sembra di vedere elementi che possano portare a un forte allungo o a una netta discesa, quindi sostanzialmente avremo una certa stabilità in prossimità di questi minimi.