Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sul quadro intermarket e sulle strategie da seguire.

Per seguire Pietro Paciello, autore del libro Trading Plan, clicca qui.

L'euro-dollaro ha reagito nuovamente dai minimi, mantenendosi sopra quota 1,17. Ritiene che il cross abbia trovato un livello da cui ripartire o è presto per dirlo?

L'attuale quadro intermarket può essere sintetizzato molto semplicemente in sole due parole: calma piatta.
Il contesto estivo si protrae e così sarà fino all'inizio della prossima settimana e allo stato attuale non vedo dinamiche particolarmente direzionali sui principali indicatori intermarket.

L'euro-dollaro sta tentando un moderato rimbalzo, ma parte da una zona molto neutrale, nel senso che la recente discesa che lo ha spinto a realizzare dei minimi in zona 1,1665 non ha portato al raggiungimento di una base statica o dinamica da cui ripartire.

Sarebbe stato importante vedere una verificare del grande supporto statico in zona 1,16 e se il rimbalzo fosse partito da lì avrei potuto fare valutazioni alternativa.

Allo stato attuale mi sembra un moderato trading range, con un euro-dollaro che tende ad una rottura rialzista, avvenuta ieri.

Il cross ha una resistenza raggiungibile in zona 1,183, ma sono abbastanza perplesso sul fatto che non abbia completato tecnicamente il movimento ribassista verso 1,16.

Nel brevissimo quindi possibile un rialo verso 1,183, ma attenzione a delle trappole che potrebbero portare l'euro-dollaro prima ad un test di area 1,16  poi alla definitiva ripartenza.

Il dollaro-yen resta al momento sotto area 1,10: cosa può dirci di questo cambio?

Probabilmente sul dollaro-yen è ancora più enfatizzato il concetto di trading range di cui parlavamo per l'euro-dollaro, visto che si sta muovendo d diversi giorni in una sorta di flag caratterizzata da una resistenza a 110,5 e un supporto a 109,1/109.

Fino a quando non osserveremo la violazione di questa congestione, sarà difficile ipotizzare movimenti direzionali convinti che vadano ad impattare sullo scenario intermarket.

Sul dollaro-yen prestare attenzione alla resistenza a 110,4 che, se superata in chiusura giornaliera, darebbe delle indicazioni rialziste interessanti.

Parimenti monitorare il minimo toccato di recente a 108,75, alla cui rottura potrebbe partire una profonda correzione che andrebbe ad incidere a livello intermarket.

L'oro si è riportato sopra i 1.800 dollari: quali le attese nel breve?

L'oro probabilmente nell'ultima settimana è stato lo strumento più interessante a livello di trading, perchè dopo lo choc ribassista in apertura della scorsa ottava, con la tenuta dei 1.678/16.77 dollari, ha avviato un recupero consistente.

In ottica di breve-medio periodo chi ha avuto l'abilità di comprare sui minimi dei giorni scorsi sta portando a casa ora, perchè l'oro incontra una resistenza di breve.

In caso di salita sopra i 1.810 dollari, vedo possibilità di allunghi verso i 1.875 dollari.

Il petrolio sta recuperando a grandi passi dopo i recenti minimi. C'è spazio per nuovi rimbalzi?

Molto volatile, ma anche molto preciso il petrolio che, dopo aver realizzato il massimo a luglio in zona 77 dollari al barile, ha iniziato a muoversi apparentemente con grande volatilità, ma rispettando un percorso grafico molto evidente, ossia un perfetto canale ribassista.

Il rimbalzo è partito da area 62 dollari e potrebbe portare il petrolio in ara 70 dollari.

Cosa può dirci dell'attuale impostazione delle Borse e quali i possibili scenari ora?

Per il momento non ci sono segnali short neanche a volervi cercare per le Borse e consideriamo che nelle ultime due settimane, di notizie in grado di impattare negativamente sui mercati azionari ce ne sono state tante, ma queste non hanno portato ribassi degni di nota.

Continuo a seguire con grande attenzione l'S&P500 che mi sembra abbia creato un'area supportiva molto evidente in area 4.400/4.350.

Fino a quando l'indice si manterrà al di sopra di tale soglia in chiusura di sessione, non ci sarà assolutamente possibilità di vedere ribassi sull'azionario.

Lo scenario è abbastanza semplice, con un'impostazione risk-on sull'azionario e solo una chiusura sotto 4.350 punti di S&P500 mi farebbe ipotizzare un cambio di rotta.