Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro ha allungato il passo dopo l'appuntamento di ieri con la BCE. Si aspetta nuovi recuperi nel breve?

C'è stata grande attesa per la riunione di ieri della BCE e si puntava tutto sulla capacità di stemperare le attese di mercato che prezzavano un rialzo dei tassi già per la fin del prossimo anno.

La Lagarde però non è riuscita a convincere gli investitori che non hanno creduto molto alla sua indicazioni relative al carattere transitorio dell'inflazione.

Di fatto il numero uno della BCE non è riuscita stemperare le preoccupazioni degli operatori e l'euro-dollaro si è apprezzato dopo la sua conferenza stampa.

Il cross si è spinto così anche poco oltre quota 1,165, con possibile approdo ora in area 1,17.
Al ribasso segnali di debolezza si avranno solo solo quota 1,16, con il rischio flessioni anche fin vero area 1,15.

L'oro ha provato a riportarsi sopra area 1.800 dollari, fallendo però nel suo intento. Qual è la sua view su questa materia prima?

Questa fase in cui stanno rientrando le pressioni rialziste sui tassi, con una discesa degli stessi soprattutto nella parte breve della curva, sta favorendo l'oro che si è riportato in area 1.800.

Solo con il superamento deciso e confermato di questa soglia si assisterà a nuovi rialzi verso i 1.810 dollari prima e i 1.820 dollari, per poi stabilizzarsi in attsa di maggiori informazioni sul fronte dei tassi.

Il petrolio sta rifiatando un po' dopo aver segnato nuovi massimi dell'anno. Si aspetta ulteriori ripiegamenti o una ripartenza al rialzo?

Sul petrolio si è verificato in sostanza quello che avevamo pronosticato, ovvero che a fronte di rialzi verso quota 84-85 dollari c'è stato il mercato che ha respinto i prezzi verso il basso.

E' attesa per la prossima settimana una riunione dell'Opec in cui, almeno nelle dichiarazioni degli intenti, non ci sarebbe l'intenzione di aumentare la produzione.

Questo probabilmente per una valutazione sull'impossibilità di permettere l'apertura di rubinetti.
Per il momento abbiamo quindi ancora una situazione "wait and see" che sta stabilizzando i prezzi e probabilmente continueremo a vedere un petrolio intorno agli 81-82 dollari al barile nel breve, in presenza di una domanda che continua ad essere sostenuta.

In assenza di una decisione dell'Opec, l'oro nero dovrebbe mantenersi al di sotto dei massimi toccati, oscillando intorno agli 81-82 dollari, senza scendere in maniera significativa.

I mercati azionari hanno segnato nuovi top, ma non tutti: si continuerà a salire sull'onda delle trimestrali?

Il movimento di questi giorni è sull'onda delle trimestrali societarie che stanno andando molto bene e continuano a macinare utili.

Il livello di prezzi rispetto agli utili continua ad essere solido, per cui si è innestato questo meccanismo di valutazione delle aziende sulla base degli utili che continua a tenere alti i prezzi e a spingere i listini su nuovi massimi.

Dalla Fed ancora per qualche settimana non arriveranno nuove indicazioni, per cui mi aspetto una prosecuzione della fase di forza relativa.

Che poi ci saranno degli storni nei prossimi giorni non è improbabile, ma per il momento non mi aspetto correzioni.
Si conferma dunque la fase risk-on dell'azionario e anche alcune delle grandi nubi in Asia sembrano dissipate, con Evergrande che sta pagando le cedole e sembra quindi essere passato in secondo piano come tema chiave.