Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Paciello Trading Academy, al quale abbiamo rivolto alcune domande sul quadro intermarket e sulle strategie da seguire.

Per seguire Pietro Paciello, autore del libro Trading Plan, clicca qui.

L'euro-dollaro sta provando a riconquistare la parità dopo il netto arretramento dei giorni scorsi. Quali scenari ora?

Da marzo in poi l'euro-dollaro si sta caratterizzando per una precisione grafica assoluta.
In concomitanza con il dato sull'inflazione USA, evidentemente non favorevole, dalla resistenza a 1,02 ha avviato un deciso arretramento.

Si individua un wedge di grande qualità, con una resistenza stimabile in area 1,015 e un grande supporto in zona 0,984.

Questi sono i due livelli su cui concentrare l'operatività sull'euro-dollaro, magari assecondando la tendenza di fondo che rimane ribassista.

Cosa può dirci del dollaro-yen?

Il dollaro-yen prosegue nel suo cammino rialzista, con un supporto di breve molto evidente in zona 142,5, rotto il quale potremmo vedere una decelerazione e quindi un rimbalzo dell'euro-dollaro.
Se al contrario il cross manterrà il trend attuale, sembra puntare verso area 146,50.

L'oro ha bucato al ribasso la soglia dei 1.680 dollari di cui ci ha parlato più volte. Come leggere questo segnale?

Si tratta di un segnale molto negativo, visto che l'area dei 1.680/1.675 dollari era da molti monitorata con estrema attenzione e da cui si ipotizzava potesse ripartire un trend rialzista dell'oro, ma così non è stato

C'è stata questa violazione ribassista che potrebbe avere effetti profondi, visto che si aprono scenari pericolosi, tanto da sconsigliare l'apertura di posizioni long sul gold che sarà da vendere su eventuali rimbalzi.

Un ritorno di positività lo giustificherei solo con una chiusura settimanale sopra i 1.715/1.720 dollari. 

Il petrolio tenta un recupero dopo i recenti cali. Qual è la sua view su questo asset?

Il contesto generale è di rallentamento economico e si inizia a chiamare con una certa insistenza l'ipotesi di una fase di recessione.

Il petrolio rimane sensibile a questi rumor, con una decelerazione abbastanza netta, facendo attenzione ora alla tenuta di quota 82 dollari.

Sotto questo livello si interromperà il trend ascendente avviato da novembre scorso e questo sarebbe un segnale di grande allarme, anche per le Borse, perchè vorrebbe dire che si sconta un ciclo economico recessivo.

Per un'inversione di medio-lungo termine è invece necessaria una chiusura del petrolio sopra area 90,5 dollari su scala settimanale.

Cosa può dirci in merito al recente andamento delle Borse e quali le attese nel breve?

C'è stato un tentativo per due giorni di tenuta su delle aree di supporto intermedie che sono state violate.

La variabile chiave è la Fed la prossima settimana e dubito che fino ad allora si possano vedere movimenti rilevanti, anche di interruzione dello scenario attuale.

Sull'S&P500 mi sembra di poter intravvedere un'area di supporto molto solida a 3.800 punti e credo che questa soglia faccia da attrazione in questo momento.

Eventuali posizioni long non le valuterei ora, ma se l'S&P500 dovesse raggiungere quota 3.800 punti, mi sembra doveroso provarci con stop stretto.

Aspetto l'S&P500 su livello appena indicato, dove potrebbe generarsi un rimbalzo con effetto domino su tutti i mercati, ma perchè ciò accada un dollaro più debole di quant non lo sia stato negli ultimi mesi.