Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro ha sfondato nuovamente la parità, raggiungendo nuovi minimi di periodo in attesa di Powell a Jacksone Hole. Cosa aspettarsi?

Da un punto di vista macroeconomico, pesano sull'euro-dollaro due fattori principali.

Il primo è dato dagli indici PMI dell'Eurozona che hanno fatto vedere dei risultati negativi che puntano alla recessione.
Il secondo fattore è rappresentato da una percezione diversa degli operatori di quello che sarà l'impegno della BCE rispetto alla Fed che ha mostrato segni di forte convinzione nell'andare avanti nella sua politica di rialzo dei tassi.

La forza relativa del dollaro si conferma prominente e potrebbe continuare ad esserlo anche nelle prossime sedute, con le valute rifugio, tra cui il biglietto verde, che in questo contesto hanno un appeal molto importante.

Potremmo vedere un'ulteriore discesa dell'euro-dollaro anche sotto quota 0,990, con possibili approdi in area 0,9850, ma da lì penso che difficilmente si scenderà in maniera forte oltre.

Da un punto di vista di forza relativa il dollaro USA continua a essere in vantaggio rispetto alla moneta unica.
La guerra tra Russia e Ucraina non aiuta e così la situazione appare ben definita e mostra chiaramente che la debolezza dell'euro-dollaro potrebbe continuare oltre, ma non è facile dire quanto.

Compra, vendi e conserva crypto in maniera regolamentata e sicura. Investi in crypto attraverso ETP: Bitcoin, Ethereum & co. sono custoditi in cold wallet da istituti regolamentati e tenuti al sicuro dalla banca depositaria.

Con investimenti o piani di risparmio a partire da 1 €, puoi immergerti nella famiglia Bitcoin, Ethereum e Solana e molte altre criptovalute.

Con la promozione Scalable tutti i nuovi clienti che apriranno un conto, riceveranno gratuitamente un’azione o un Etf sostenibile.

Ulteriori informazioni sono disponibili qui.

L'oro è tornato indietro dopo aver avvicinato quota 1.800 dollari. Si aspetta ulteriori ripiegamenti nel breve?

L'oro sta ricalcando la dinamica di forza-debolezza dei Fed Funds e quindi gli scostamenti sui titoli del debito pubblico statunitense.

Il gold potrebbe scendere ulteriormente verso quota 1.700 dollari, ma difficilmente poi dovremmo andare molto oltre questo livello.

Buona parte delle dinamiche di spostamento dei tassi è già abbastanza scontata dal mercato, quindi l'oro potrebbe scendere ancora ma non troppo.

Il petrolio sta risalendo con decisione dopo i recenti ribassi. Il movimento di recupero è destinato a proseguire?

C'è un po' di volatilità sul petrolio per una tematica, ossia l'approssimarsi del deal sul nucleare iraniano che porterebbe all'annullamento delle sanzioni e vedrebbe il ritorno dell'Iran sul mercato, con una quota importante dell'output giornaliero globale, andando così a calmierare il prezzo.

C'è fiducia che l'accordo possa arrivare velocemente, tanto da spingere alcuni membri dell'Opec+ a correggere un po' il tiro per sostenere i prezzi.

Il Ministro dell'energia saudita ha detto che l'Opec+ potrebbe addirittura tagliare la produzione e ciò vuol dire meno barili e quindi prezzi in aumento.

Per il petrolio avremo ancora qualche altra sessione abbastanza volatile e il Wti dovrebbe mantenersi intorno ai 90 dollari come prezzo medio, con oscillazioni anche abbastanza ampie intorno a quest'area.

Non vedo un forte recupero delle quotazioni perchè le prospettive di crescita globale sono state riviste, quindi da quel punto di vista si potrebbe vedere un arretramento dei prezzi.

Cosa può dirci in merito al recente andamento delle Borse e quali i possibili scenari ora? 

Nel breve siamo in una situazione "wait and see", nel senso che i mercati azionari stanno alla finestra in attesa di vedere cosa sta succedendo.

Il leit motiv un po' su tutti i mercati è una discesa dai massimi dello scorso anno, con un consolidamento abbastanza importante.

C'è preoccupazione per diversi motivi: uno dei principali è la situazione del debito e dell'immobiliare, quindi anche la crescita cinese che rischia di compromettere quella globale.

C'è poi la questione della guerra e delle tensioni più su Taiwan che sull'Ucraina, visto che quest'ultima è già stata assorbita dal mercato.

C'è poi l'atteggiamento molto aggressivo delle Banche Centrali che hanno tutta l'intenzione di placare l'inflazione.
La situazione non è propizia per i mercati che continuano a mostrare segni di debolezza.         

Almeno per il momento, con tutte le cautele del caso, siamo in uno scenario di lateralità, con salite e discese che non cambiano molto il quadro di fondo.

Siamo ben più in basso dei massimi toccati alla fine e all'inizio del 2021, ma sopra quelli raggiunti prima dell'inizio della crisi del Covid, almeno a Wall Street.

Gli indici però non sono in grado di andare a raggiungere i massimi, quindi la fase di debolezza dovrebbe proseguire nel breve.     

Gli operatori continuano ad essere preoccupati ed è anche positivo che i listini non siano scesi oltre per ora, fermo restando che per ora non vedo la possibilità di assistere a forti recuperi.