Borse: decisiva la seduta di domani. Eur/Usd e Petrolio buy?

Osservando in modo puntuale ciò che c'è intorno, non c'è nemmeno un motivo per celebrare con dei rialzi qualcosa. Cosa aspettarsi? La view di Davide Biocchi.

Image

Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro sta tornando indietro dopo aver lambito la parità. Cosa aspettarsi nel breve?

Il grafico dell'euro-dollaro è esemplare e racconta una storia molto facile: da due anni a questa parte il cross scende forte e poi si prende un periodo, anche sufficientemente lungo, di congestione.

Quest'ultima non avviene mai sul minimo, ma un po' sopra, e a questo giro mi aspetto che avvenga tra 0,98 e la soglia della parità o al massimo fino a 1,017.

In caso di rottura al rialzo di questo livello, l'euro-dollaro potrà salire fino a 1,037, mentre sotto quota 0,98 può scendere fino a 0,95.

L'oro ha recuperato molto bene dagli ultimi minimi. Cosa può dirci di questo asset?

L'oro ha recuperato bene ed è rientrato nel range, ricordando che avevo inviato a fare attenzione a questo asset, evidenziando che un calo del dollaro avrebbe favorito una sua risalita e così è stato.  

Il gold può continuare a salire, indicando come prossime tappe i 1.735 e i 1.765 dollari, oltre cui si potrà guardare ai 1.815 dollari. Al ribasso occhio ai 1.680 dollari, sotto cui si guarderà ai recenti minimi.

Anche il petrolio ha risalito con decisione la china. C'è ancora spazio al rialzo?

Diciamo sempre che sui mercati vige sempre la legge della domanda e dell'offerta e quindi siamo abituati a un fattore: se vuoi una cosa, io ce l'ho e te la do.

Se tanti le vogliono e le cose sono poche, il prezzo sale e viceversa, ma nel caso del petrolio bisogna evidenziare la presenza di un attore terzo, ossia l'Opec.

Le azioni sono un bene finito regolate dalla logica domanda-offerta, mentre nel caso del petrolio c'è l'Opec che può intervenire, come spesso accade.

Ora ad esempio ha tagliato la produzione, ragionando sul fatto che siccome ne venderà meno comunque, tanto vale svuotare gli scaffali, così chi lo vuole lo comprerà in ogni caso, a un prezzo più alto deciso dal Cartello.

L'Opec ha il privilegio/capacità di saper agire sulla leva dell'effetto scarsità per mantenere il prezzo dove vuole.  Di fatto, quando c'è stata la debacle a maggio 2020, la stessa era da ricondurre agli stoccaggi, sui quali l'Opec non poteva intervenire. 

Ora mi aspetto che il mercato e gli operatori spingeranno per avere prezzi più bassi, ma dall'altra parte il Cartello risponderà: "meno me ne chiedi e meno ne produco, e cercherò di far stare in piedi il prezzo".   

Dal punto di vista grafico, sopra gli 88 dollari il petrolio ha spazio per salire fino a 95 dollari, raggiunti i quali bisognerà verificare se ci saranno sufficienti compratori.

Sotto gli 84 dollari si apriranno nuovamente scenari ribassisti, ma il taglio di 2 milioni di barili al giorno è sicuramente forte e sosterrà i prezzi.

Cosa può dirci in merito al recente andamento delle Borse e quali le attese nel breve?

Se si sta alla stretta attualità di quello che ci dice l'osservazione puntuale di quello che c'è intorno, non c'è nemmeno un motivo per essere felici e celebrare con dei rialzi qualcosa.

Il ciclo economico è prossimo alla recessione e per la guerra tra Russia e Ucraina non si vedono spiragli di pace.   Il problema è che l'uomo è un animale ottimista per antonomasia e quindi nel male legge il bene e pensa che se le cose vanno peggio, allora magari la Fed non alza più i tassi.

I mercati azionari sono ottimisti e buttano il cuore oltre l'ostacolo, ma poi ci sono i pessimisti che guardano con apprensione alla situazione attuale.

A quel punto in Borsa contano i flussi e sappiamo che alla fine vincerà la parte dove si metteranno più soldi. Cos'è che oggi potrebbe alimentare l'ottimismo? In assoluto due cose: una è il dato sulla disoccupazione e l'altra è l'inflazione.

Domani è atteso il report sul lavoro USA e se la disoccupazione sarà più alta delle stime, racconterà agli ottimisti che la stretta della Fed sta facendo effetto e quindi saranno indotti a comprare.

Anche per l'inflazione conterà soprattutto l'effetto che il dato avrà sui flussi, tra l'altro i mercati erano talmente in ipervenduto che alla fine hanno reagito, recuperando.

Ora il focus è sul dato USA di domani che sarà una sorta di rotatoria dove si arriva con il traffico ingolfato e dove si deciderà o nord o sud. Per le Borse a breve termine tutto si gioca con l'aggiornamento USA relativo al mercato del lavoro.