Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro sta rifiatando dopo essersi spinto oltre quota 1,07 sulla scia dell dichiarazioni della Lagare. Cosa aspettarsi ora?

Nel contesto attuale sembra che il rimbalzo dell'euro-dollaro sia destinato a riportarci in una situazione di maggiore ragionevolezza sui prezzi.

Sono state le parle della Lagarde a dare impeto di risalita all'euro nei confronti del dollaro.
Ci si aspettava un rialzo dei tassi entro la gin dell'anno in Europa, mentre ora si parla addirittura di luglio e finalmente la BCE sembra aver preso coscienza di quello che dicevamo da tempo.

L'inflazione, anche se strutturata in Europa in maniera diversa rispetto agli Stati Uniti, in quanto spinta non dai consumi ma dai prezzi dell'energia, inizia a diventare più strutturale e a farsi sentire in maniera un po' più pesante.

Questo ha contribuito a spingere la BCE a dare un segnale, cosa che sta iniziando a fare, ma un po' in ritardo rispetto alla Fed.

Quanto alle prospettive per l'euro-dollaro, la mia idea è che possiamo continuare a salire un po' verso quota 1,08-1,09 e difficilmente andremo molto oltre questi livelli.

Questo perchè la progressione dei rialzi dei tassi negli Stati Uniti sarà decisa, mentre in Europa rimarremo un po' più al palo.

Tanto basta però per far rialzare la testa all'euro e la seconda situazione da monitorare con attenzione per capire dove andrà la moneta unica, specie nel breve-medio termine, è quella relativa alla guerra in Ucraina.

Un miglioramento della situazione su questo fronte potrebbe favorire un ulteriore impulso dell'euro-dollaro, con possibili allunghi fino a quota 1,10.

L'oro ha ripreso quota e si è riportato sopra la soglia dei 1.850 dollari. Quali i possibili scenari?

Sull'oro c'è stato un forte affondo e un ritorno verso quota 1.860 dollari, trascinato anche dall'indebolimento relativo del dollaro.

Possiamo tranquillamente parlare di una risalita verso area 1.900 dollari che ci riporterebbe in una situazione di stabilità anche sul medio termine.

Ci sono le prospettive per un ulteriore rialzo che riporti il gold su livelli un po' più elevati rispetto a quelli in cui siamo stati abituati a vederlo in queste ultime giornate.

Cosa può dirci in merito al recente andamento del petrolio? Vede un allentamento della pressione in acquisto o si salirà ancora?

Per il momento purtroppo non si vedono allentamenti delle pressioni in acquisto sul petrolio.

Continua a esserci un consolidamento delle posizioni ben oltre quota 100-105 dollari e potremmo continuare a viaggiare intorno ai livelli attuali in attesa di un'azione da parte dell'Opec.

Cominciano a sentirsi alcune voci, con il presidente della IEA che ha parlato di un rischio per la ripresa globale in caso di prolungato stazionamento del petrolio sopra i 100 dollari.

Tra non molto tempo quindi potremo vedere delle azioni da parte dei produttori e degli esportatori di materia prima.
Secondo me siamo entrati in una fase di consolidamento delle quotazioni intorno ai 110 dollari al barile e difficilmente dovremmo assistere a discese consistenti del petrolio dai livelli attuali.

I mercati azionari stanno mostrando un andamento un po' incerto. Quali le sue attese nel breve?

I mercati azionari sono abbastanza nervosetti, nel senso che nell'ultimo anno hanno recuperato più o meno parte della discesa.

Il Giappone si è riportato a circa un 50% di recupero rispetto al calo precedente, mentre per l'Hang Seng siamo in posizione molto bassa, ma qui c'è stato il peso del lockdown.

Per il Dow Jones siamo sui minimi di periodo, per il Nasdaq abbiamo visto un leggero recupero, ma siamo ancora sui livelli dell'autunno dello scorso anno.

Siamo ancora in presenza di Wall Street che soffre e di Borse UE che hanno recuperato dagli affondi, ma siamo su livelli visti intorno a novembre scorso.

Molto probabilmente rimarremo intorno a questi valori, nel senso che difficilmente vedo una direzionalità dei mercati.
La discesa che c'è stata ha contribuito ad alleggerire un po' le pressioni rialziste e ora i mercati sono posizionati in un atteggiamento wait and see.

Ci avviamo verso giugno con una certa stabilità di movimento, su dei livelli che sono decisamente più bassi rispetto ai massimi, ma che forse sono più allineati alle reali valutazioni delle aziende.